LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’esercito russo sconfina in Ucraina. Biden: “Putin responsabile dell’occupazione del Donbas”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 11, 2014

Sei velivoli dell’aviazione militare russa entrano in territorio ucraino per spiare e provocare una reazione militare da parte di Kyiv che, così, legittima l’occupazione armata delle regioni orientali del Paese e della Crimea. Il Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa dell’Ucraina promette risposte se le provocazioni di Mosca dovessero palesarsi nuovamente

Uno sconfinamento di 4 chilometri nel confine ucraino, e alcuni osano ancora non chiamarla guerra. Nella giornata di giovedì, 10 Luglio, sei elicotteri militari dell’esercito della Federazione Russa hanno superato il confine ucraino con un volo di ricognizione nelle regioni orientali del Paese.

Come riportato da una nota del Consiglio di Sicurezza e Difesa ucraino, riunitosi in emergenza, i velivoli russi, probabilmente dotati di videocamere per spiare il dispiegamento delle truppe a difesa dell’Ucraina, sono rientrati in Russia dopo poco dallo sconfinamento.

Pronta è stata la risposta del Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa ucraino, Andriy Parubiy, che ha annunciato una pronta risposta, anche con l’uso delle armi, in caso di nuova violazione dei confini dell’Ucraina.

“Stiamo effettuando ricognizioni per verificare la presenza di elementi dell’esercito russo a ridosso dei confini ucraini orientali e nei pressi del confine con la Bielorussia” ha aggiunto Parubiy.

Lo sconfinamento del velivoli russi è una provocazione atta a portare ad una reazione armata dell’esercito ucraino che possa legittimare l’invasione dell’est dell’Ucraina, che l’esercito della Federazione Russa ha già de facto compiuto dopo l’annessione militare della Crimea.

Per liberare le terre occupate, e per rispondere al mancato rispetto della proposta di pace inviata dall’Ucraina alla Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha avviato una controffensiva che, ad oggi, ha portato le truppe di liberazione ucraine a 30 chilometri da Donetsk: la più importante delle città della regione del Donbas, ad oggi occupato dell’esercito russo.

“La Federazione Russa deve essere chiamata a rispondere della condotta delle truppe di occupazione nell’est del Paese -ha dichiarato il Vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, durante una conversazione con Poroshenko- Mosca sta aiutando le truppe che ad oggi occupano l’est dell’Ucraina”.

A testimonianza della presenza di elementi dell’esercito russo nel Donbas è stata la deportazione nella Federazione Russa di Nadiya Savchenko: pilota dell’aviazione ucraina arrestata e poi trasportata in Russia, dove è stata accusata davanti a un Giudice per avere provocato la morte di cittadini russi nell’est dell’Ucraina.

Merkel e Hollande isolano Tusk

Oltre a Biden, lo sforzo diplomatico ha interessato anche Germania e Francia, che, per voce del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e del Presidente francese, Francois Hollande, hanno invitato Putin a esercitare pressione sulle truppe russe di occupazione dell’Ucraina orientale.

Con la loro iniziativa, Merkel e Hollande hanno tuttavia effettuato un assist a Putin, in quanto essi hanno estromesso dalle trattative la Polonia: Paese che ha dato un forte e decisivo contributo sia al ripristino della democrazia in Ucraina dopo la Rivoluzione della Dignità del Maydan, che all’avvicinamento di Kyiv all’Europa per mezzo della firma dell’Accordo di Associazione.

Un fronte europeo senza la Polonia, peraltro colpita da scandali di intercettazioni che hanno compromesso, seppur solo temporaneamente, l’immagine del Premier, Donald Tusk, e del suo Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, rappresenta così una proposta troppo accomodante nei confronti di Putin.

A favorire la linea morbida di Germania e Francia nei confronti della Russia sono interessi economici, energetici e militari che prevaricano la necessaria difesa dell’Europa dal rinato imperialismo russo, che Putin ha dimostrato di avere ripristinato con la guerra in Ucraina.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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One Response

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  1. mogol_gr said, on July 11, 2014 at 14:50

    La voce arancione 4-2.


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