LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Nomine UE: il tandem Sikorski-Thorning-Schmidt a rischio siluramento

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on June 29, 2014

Veti incrociati e scandali intercettazioni in Polonia e Danimarca rendono difficile la nomina del Ministro degli Esteri polacco e del Premier danese rispettivamente ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea e a Presidente del Consiglio Europeo. Il tandem Sikorski-Thorning-Schmidt permetterebbe di decrementare l’opposizione della Gran Bretagna alla nomina di Juncker a Presidente della Commissione

Da Ministro degli Esteri della Polonia, e ancor prima Ministro della Difesa e Viceministro degli Esteri in diversi Governi del suo Paese, ha saputo dare all’Europa una voce sola durante la crisi ucraina, portando alla caduta del Regime di Viktor Yanukovych. Come giornalista fre-lance, e laureato in filosofia, economia e scienze politiche ad Oxford, ha mostrato cosa volesse dire per un polacco, sotto l’epoca sovietica, viaggiare all’estero per acquisire conoscenze utili non solo ad arricchire il proprio bagaglio culturale, ma anche a migliorare la situazione della democrazia in Europa Centro-Orientale.

Questo Curriculum, tuttavia, sembrerebbe non bastare al Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Skikorski, per ottenere la nomina ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea: un traguardo al quale, in maniera diretta, il Premier polacco, Donald Tusk, ha dichiarato di puntare convintamente per il Capo della Diplomazia del suo Governo.

A frenare la nomina di Sikorski sarebbe il supporto sempre crescente riscosso dall’attuale Commissario UE per gli Aiuti Umanitari, Kristalina Georgieva: una bulgara, che secondo rivelazioni dell’autorevole Euractiv sarebbe appoggiata da un alto numero di Paesi UE per la corsa alla nomina a Ministro degli Esteri dell’UE.

A giocare a favore della nomina della Georgieva, che è anche in corsa per diventare Segretario Generale dell’ONU, sarebbe la posizione morbida assunta nei confronti della Russia, verso la quale la Commissaria bulgara non avrebbe supportato l’inasprimento delle sanzioni per l’aggressione militare di Mosca all’Ucraina.

La posizione della Georgieva sull’Ucraina avrebbe così tranquillizzato Grecia, Cipro, Italia, Lussemburgo, Austria, Spagna, Portogallo e Malta: Paesi che, come Belgio, Paesi Bassi, Germania, Francia, Repubblica Ceca e Slovacchia, hanno espresso timore per l’inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia di Putin.

Opposti al fronte pro-Georgieva sarebbero rimasti altri Paesi su cui, invece, la Polonia avrebbe potuto trovare solidi alleati per supportare la nomina a Ministro degli Esteri UE di Sikorski: Gran Bretagna, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania hanno infatti concordato con la linea risoluta, ma non pregiudiziale, mantenuta dal Ministro degli Esteri polacco nel ritenere la violazione della sovranità territoriale ucraina da parte della Russia un’infrazione dello Stato di Diritto internazionale che mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Unione.

Ridurre la corsa alla nomina del nuovo Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa UE alla sola contrapposizione tra il campo pro-Georgieva e pro-Sikorski sarebbe tuttavia inesatto, anche perché la corsa dei due principali candidati alla nomina di Ministro degli Esteri UE è ostacolata da altri fattori.

In primis, la Georgieva, che in Bulgaria è appoggiata dal principale Partito di Opposizione, il moderato GERB, non ha il pieno sostegno del Premier, Plamen Oreshkarski, che potrebbe optare, per la nomina a Commissario bulgaro, sul Presidente del Partito dei Socialisti Europei, Sergei Stanishev.

Sikorski, invece, pur avendo assicurata la nomina da parte del Governo polacco, potrebbe vedere compromessa la sua candidatura a causa di uno scandalo intercettazioni realizzato da ignoti in cui, oltre a criticare l’efficacia dell’alleanza della Polonia con gli USA in quanto negativa per i buoni rapporti tra i polacchi e la Germania, ha anche criticato le posizioni euroscettiche del Primo Ministro britannico, David Cameron.

Oltre alle intercettazioni, e allo schieramento filorusso, a remare contro Sikorski sono anche sesso ed appartenenza politica, in quanto una delle principali cariche UE deve essere riservata ad una donna.

Così, dopo la nomina di Jean Claude Juncker a Presidente della Commissione Europea, il Ministro degli Esteri polacco per diventare Alto Rappresentante della Politica Estera UE può solo sperare nella nomina di una donna a Presidente del Consiglio Europeo.

L’incastro potrebbe essere possibile in caso di nomina a Presidente del Consiglio Europeo del Premier danese, Helle Trondt-Schmidt: esponente del PSE che, in quanto donna, aprirebbe la possibile nomina ad Alto Rappresentante della Politica Estera UE di un esponente del Partito Popolare Europeo di sesso maschile, come Sikorski.

Il tandem Sikorski-Thorning-Schmidt rappresenterebbe inoltre un’adeguata soluzione di mediazione che l’Europa potrebbe prendere per azzerare le critiche mosse dalla Gran Bretagna e dagli altri Paesi eurocritici in merito all’eccessiva accelerazione del processo di integrazione europea e alla scarsa collegialità nelle scelte politiche dell’Unione.

Sia Sikorski che la Thorning Schmidt provengono infatti da due Paesi, Danimarca e Polonia, che non appartengono alla Zona Euro, e nei quali, nelle ultime Elezioni Eueopee, le forze eurocritiche ed euroscettiche hanno riscosso un risultato notevolmente alto.

Inoltre, Sikorski e la Thorning-Schmidt sono due esponenti di una classe politica più innovativa, su cui le Autorità Europee ben farebbero a puntare per dare all’Europa un orizzonte a lungo termine, in grado di varare progetti che risolvano con maggiore incisività le problematiche di carattere sociale e diplomatico che l’UE sta attraversando oggi.

Nonostante la convenienza politica, ad indebolire la nomina della Trondt-Schmidt -guarda caso anch’essa tradizionalmente risoluta nei confronti della Russia di Putin- è uno scandalo intercettazioni che, similmente a Sikorski, ha colpito anche alcuni esponenti del Governo e della casa Reale danese.

Sugli scandali intercettazioni polacco e danese si sta ancora indagando, ma in Polonia è chiaro che esso sia potuto essere opera dei Servizi Segreti russi, intenzionati ad indebolire il Governo Tusk che, più di tutti, si sta prodigando per la creazione di una comune politica energetica europea che punta alla diversificazione delle fomriture di gas per decrementare l’alta dipendenza energetica dei Paesi UE dalla Russia.

La nomina di Sikorski, che avrebbe nella Thorning-Schmidt una spalla non solo tecnica, ma anche politica, porterebbe l’Europa ad assumere finalmente una linea chiara e ben determinata nella politica internazionale, restituendo la giusta dignità ad un ruolo, quello dell’Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa UE, che non è stato interpretato all’altezza dall’uscente Catherine Ashton.

Salgono le possibilità per la Mogherini ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa UE

L’affossamento del tandem Sikorski-Thorning-Schmidt, su cui troppi fattori sembrano convergere, apre così alla nomina di un esponente PPE per la Presidenza del Consiglio Europeo, che potrebbe finire ad uno dei Capi di Governo popolari che hanno lasciato a Juncker la nomina di candidato PPE alla Commissione Europea.

Nello specifico, il Cancelliere tedesco Angela Merkel -il vero capofila del PPE- deve ricompensare, per il passo indietro in favore di Juncker, il Premier svedese, Fredrik Reindfeldt, l’ex-Capo del Governo finlandese Jirky Katainen o addirittura il Commissario francese uscente Michel Barnier.

In caso, come appare sempre più probabile di nomina a Presidente del Consiglio Eueopeo di un esponente PPE, la carica di Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa UE andrebbe ad un esponente del PSE, per cui si fanno già i nomi di alcuni dei Ministri degli Esteri attualmente in carica, con l’italiana Federica Mogherini davanti a tutti per via della sua appartenenza alle quote rosa, seguita, nel rating dei possibili candidati, dal francese Laurent Fabius, dallo slovacco Miroslav Lajcak, e dall’olandese Frans Timmermans.

La candidatura più quotata, oltre a quella della Georgieva, è quella della Mogherini, che oltre che per il sostegno prestatole dal Premier italiano, Matteo Renzi, è anche favorita dalla decisione di diventare Capogruppo del PSE al Parlamento Europeo di Gianni Pittella.

Pittella, ex-Vicepresidente del Parlamento Europeo, per via dell’impegno profuso in prima persona per il ristabilimento della democrazia in Ucraina, e per la concessione dello status di Paese candidato alla membership UE all’Albania, avrebbe meritato ampiamente la nomina a Ministro degli Esteri Europeo.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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