LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Putin avvia la Guerra del Gas contro Europa ed Ucraina

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 16, 2014

Il monopolista statale russo del gas Gazprom riduce la quantità di gas veicolata in territorio ucraino per il mancato pagamento di un acconto da parte di Kyiv. Rifiutate da parte di Mosca tutte le proposte di mediazione avanzate dal Governo ucraino e dall’Unione Europea

Oltre che con l’infiltrazione in Crimea prima ed in Ucraina orientale poi di agenti dell’esercito russo, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha colpito l’Ucraina e l’Europa anche con la sua arma tradizionale: il gas.

Nella giornata di lunedì, 16 Giugno, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha preteso il pagamento anticipato del gas esportato in Ucraina, dopo che il colosso nazionale energetico ucraino Naftohaz non ha pagato a Mosca un anticipo di 1,95 Miliardi di Dollari per saldare il debito accumulato negli anni, pari a circa 4,458 Miliardi di Dollari.

La decisione di Gazprom, che ha già portato ad una sensibile riduzione della quantità di gas esportata in Ucraina, è stata anche motivata dal mancato raggiungimento di un accordo per il rinnovo del tariffario che Gazprom intende applicare a Naftohaz per rinnovare le forniture di gas.

Durante un incontro a Kyiv, Domenica, 15 Giugno, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha proposto alla Russia di applicare all’Ucraina uno sconto per l’estate pari a 300 Dollari per Mille Metri Cubi di gas.

Differente è stata la posizione del Ministro dell’Energia ucraino, Yuri Prodan, che ha chiesto dapprima uno sconto di 268 Dollari per Mille Metri Cubi di gas, e, successivamente, ha accettato una cifra di mediazione di 326 Dollari per Mille Metri Cubi di gas.

La proposta di Prodan si è avvicinata a quella di 385 Dollari per Mille Metri Cubi che la Russia ha imposto all’Ucraina nelle precedenti trattative di mercoledì, 11 Giugno.

Tuttavia, il Capo di Gazprom, Alexei Miller, ha ritenuto la proposta di Kyiv irricevibile, ed ha posto l’ultimatum per il pagamento dell’anticipo alle ore 10 di lunedì, 16 Giugno: pena, la progressiva interruzione del flusso di gas inviato in Ucraina.

Oltre che sull’Ucraina, Miller si è poi rifatto anche sull’Europa, a cui ha criticato la decisione di supportare il transito del gas russo in Ucraina da Ovest, autorizzato da Slovacchia, Polonia ed Ungheria.

La misura, che interessa il gas russo esportato in Germania attraverso il gasdotto Nordstream, è stata sostenuta dall’Europa per permettere all’Ucraina di decrementare la dipendenza dalle forniture dirette della Russia, a cui Kyiv è legata per più del 90% del suo fabbisogno.

“Il flusso di gas russo in Ucraina dalla Germania è totalmente in linea con il regolamento UE” ha dichiarato, con una nota, la portavoce del Commissario UE all’Energia, Sabine Berger.

La Russia contrasta diversificazione e shale in UE

L’attacco di Gazprom all’Europa oltre che all’Ucraina, dimostra come, per Mosca, il vero obiettivo della Guerra del Gas più che Kyiv sia l’Unione Europea, a cui la Russia vuole presentare l’Ucraina come partner inaffidabile per il transito di gas nei Paesi dell’UE.

In particolare, lo scopo della manovra è lo sblocco della realizzazione del Southstream: gasdotto, progettato sul Fondale del Mar Nero, in Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Austria, concepito dalla Russia per aumentare la quantità di gas russo inviato in Europa di ulteriori 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

L’Unione Europea ha congelato la realizzazione del Southstream, considerato un’infrastruttura non in linea con i regolamenti UE in materia di trasparenza e di libera concorrenza.

Tuttavia, Mosca non si è data per vinta, e con una forte campagna mediatica ha cercato anche di contrastare la politica di diversificazione delle forniture di gas varata dall’Unione Europea per decrementare la forte dipendenza da Russia ed Algeria.

In particolare, l’UE ha progettato un fascio di gasdotti, il Corridoio Meridionale, per veicolare in Italia gas proveniente dall’Azerbaijan.

L’Europa ha anche pianificato la realizzazione di una serie di rigassificatori per importare gas liquefatto da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America.

Mosca, come pronta risposta, ha fomentato una campagna mediatica contro lo sfruttamento in Europa del gas shale: carburante estratto da rocce argillose poste a bassa profondità già sfruttato con regolarità in USA, di cui, secondo i dati EIA, l’Europa sarebbe ricca, sopratutto in Polonia, Francia, Romania e Bulgaria.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

20140616-102936-37776120.jpg

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: