LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Poroshenko reagisce al fallimento della Troyka di Kaliningrad

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 12, 2014

Il gruppo di contatto informale di Polonia, Germania e Russia non è riuscito a trovare una posizione comune sulla questione ucraina. Il nuovo Presidente ucraino avvia le trattative per la pace nell’est dell’Ucraina

Unita o divisa, l’Europa non riesce a portare la crisi ucraina ad una soluzione definitiva a causa dell’immobilismo della Russia. Nella giornata di martedì, 10 Giugno, a San Pietroburgo, un summit urgente dei Ministri degli Esteri della Troyka di Kaliningrad -gruppo informale di contatto composto da Germania, Polonia e Russia- ha illustrato quanto ancora troppo lontane tra loro, e per certi verdi inconcilianti, siano le posizioni di Europa e Russia sull’Ucraina.

Il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che ha fortemente voluto questo incontro, ha sottolineato come la Polonia, Paese confinante con l’Ucraina, veda con forte preoccupazione la presenza di militari russi nelle regioni orientali ucraine.

“Gli ucraini hanno tutte le ragioni per reagire alle attività militari illegali compiute da soldati di Paesi stranieri presenti nelle regioni orientali del Paese -ha dichiarato Sikorski- l’obiettivo di costoro è quello di destabilizzare l’Ucraina, che di recente ha compiuto una scelta politica importante con l’elezione di un nuovo Presidente”.

Accento sull’elezione del nuovo Presidente ucraino, Petro Poroshenko, è stata posta anche dal Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che ha illustrato come, con l’elezione plebiscitaria del nuovo Capo di Stato, gli ucraini abbiano voluto dare un mandato forte alla loro guida politica.

“Anche la Germania è profondamente turbata per una situazione, quella ucraina, che rischia di ripristinare vecchie divisioni in Europa -ha dichiarato Steinmeier- È indispensabile che la Russia faccia la sua parte nel processo di desescalation della tensione militare”.

In risposta a Steinmeier, il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, si è detto favorevole al piano di pace proposto dal Presidente dell’OSCE, Didier Bulkhalter, sulla base di un Accordo trovato precedentemente a Ginevra.

“Le ragioni della crisi sono tutte interne all’Ucraina -ha dichiarato Lavrov- Però, è Poroshenko che deve avere un ruolo di primaria importanza per porre fine alle violenze militari”.

La posizione di Lavrov è stata smentita fin dalla giornata di mercoledì, 11 Giugno, quando lo stesso Poroshenko, dopo avere promesso di porre fine alla guerra nell’Est dell’Ucraina entro un mese dal suo insediamento, ha invitato i guerriglieri russi a deporre le armi.

Poroshenko, che ha anche chiesto la creazione di un corridoio umanitario per permettere ai civili di fuggire dai teatri di guerra, si è detto pronto a sedersi al tavolo con chiunque, a patto che sia raggiunto un’immediate cessate il fuoco.

Ancora nessun accordo sul gas

Il ruolo di Poroshenko sarà anche necessario per trattare con il Presidente russo, Vladimir Putin, il rinnovo del prezzo del gas che l’Ucraina importa dalla Russia, dopo che, sempre mercoledì, 11 Giugno, le trattative tra Kyiv e Mosca, coordinate dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, sono fallite.

La Russia ha preteso dall’Ucraina il pagamento di un tariffario politico di 385 Dollari per mille metri cubi di gas: una quota inferiore rispetto a quella di 485 Dollari per mille metri cubi oggi in essere, ma pur sempre al di fuori delle logiche di mercato.

“Non possiamo accettare una proposta unilaterale formulata da Mosca per mettere Kyiv in difficoltà -ha dichiarato il Ministro dell’Energia ucraino, Yuri Prodan- La Russia vuole far saltare il tavolo per mostrare agli occhi dell’Europa che l’Ucraina è un partner inaffidabile, e che quindi è necessaria la realizzazione del gasdotto Southstream”.

L’allarme lanciato da Prodan è confermato dalla recente decisione di Bulgaria e Serbia di congelare la realizzazione del Southstream perché non in linea con i regolamenti UE in materia di trasparenza e libera concorrenza.

Il Southstream è un gasdotto concepito da Putin per incrementare di ulteriori 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno la già alta dipendenza dell’Europa dal gas russo, di cui Mosca si avvale come arma di coercizione geopolitica nei confronti dei Paesi UE e dell’Ucraina.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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