LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Putin provoca Obama in Ucraina e a Kaliningrad

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 10, 2014

L’esercito della Russia pianifica il dislocamento di una trentina di velivoli militari nella base aerea di Belbek, strappata agli ucraini durante l’aggressione militare in Crimea. Mosca avvia anche una possente esercitazione tra Polonia e Lituania

20 aerei militari di categoria Su-27, bombardieri Tu-142 e Il-38 addestrati per colpire sottomarini, caccia militari Ka-27 e Ka-29. Questi sono gli elementi dell’esercito russo che Mosca intende dislocare nella base militare di Belbek: una delle basi militari che la Russia, in seguito all’aggressione armata all’Ucraina, ha strappato in Crimea all’esercito ucraino.

Come riportato dal Ministero della Difesa russo, è confermato dall’agenzia RIA Novosti, i primi elementi a raggiungere la base di Belbek saranno i Su-27, ai quali, dopo un addestramento di 3 mesi, si aggiungeranno gli avieri della Crimea che hanno ammutinato l’esercito ucraino per passare alle dipendenze di quello della Russia.

Ai piani per l’utilizzo della base miliare di Belbek -che l’esercito ucraino utilizzava per lo stazionamento di 50 aerei militari, tra cui diversi Mig-29- si accompagnano quelli reali che l’esercito russo ha avviato nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania.

In questa regione, a pochi chilometri dall’Europa, la Flotta russa del Baltico, il reparto paracadutisti russo, e l’aviazione di Mosca hanno avviato esercitazioni di dimensioni considerevoli.

Secondo i dati russi, nelle operazioni saranno coinvolti i soldati della marina assieme agli avieri alla guida di bombardieri Su-34 trasportati dalla base militare di Pskov, e da velivoli pesanti di categoria Mi-24 veicolati da altre basi dell’esercito russo poste al centro della Federazione Russa.

Inoltre, alle operazioni partecipano bombardieri di alto raggio Tu-22M3, che stando ai piani, effettueranno voli di pattugliamento fino ai confini dello spazio aereo di Polonia e Lituania.

Come riportato sempre dal Ministero della Difesa russo, le esercitazioni militari a pochi chilometri dall’Europa sono necessarie per testare il grado di preparazione delle forze armate russe in caso di difesa, anche se a stupire è la quantità di oggetti militari coinvolti nelle operazioni.

Tuttavia, la vera natura delle operazioni, che è offensiva e non difensiva, è stata riportata dal Viceministro degli Esteri russo, Vladimir Titov, che ha messo in guardia la NATO dal possibile dislocamento di reparti militari in Europa Centro-Orientale, come promesso dal Presidente USA, Barack Obama, in occasione della sua visita a Varsavia.

Il Guardian testimonia la propaganda mediatica russa in Europa Occidentale

Obama, però, ha ventilato la possibilità di posizionare elementi NATO a rotazione per rafforzare la difesa di Polonia, Romania, Lituania, Lettonia ed Estonia: Paesi dell’Alleanza Atlantica, che dinnanzi alla violazione dell’integrità territoriale ucraina da parte della Russia hanno espresso timore per l’allargarsi dell’avanzata militare di Mosca fino ai loro confini.

L’ipotesi temuta dai Paesi dell’Europa Centro-Orientale, come dimostrano i piani militari di Mosca in Crimea e a Kaliningrad, sono tutt’altro che un’ipotesi irreale e per questo giustificano anche l’esercitazione Baltops, attuata, per scopi puramente difensivi, da contingenti militari provenienti da 13 Paesi NATO in Lituania, Lettonia ed Estonia.

“Non avviamo nessun progetto di installazione dello scudo spaziale in Georgia e Ucraina” ha dichiarato il Vicesegretario di Stato USA per gli Affari Europei, Victoria Nuland, a commento di una indiscrezione ventilata da fonti poco informate circolate in Bielorussia.

Del resto, la propaganda della Russia, che ha terreno fertile sopratutto in Stati dove l’anti americanismo è ben radicato, come Francia e Italia, ha sempre tentato di presentare gli USA come aggressori nello scenario ucraino.

A smontare le bufale della propaganda russa, e a gettare l’allarme sulla forza mediatica posseduta dal Cremlino, è stato l’autorevole giornale britannico Guardian.

Con un articolo ben dettagliato http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/may/04/pro-russia-trolls-ukraine-guardian-online il Guardian ha rivelato come i media russi abbiano sistematicamente fatto ricorso a fotomontaggi, false prove, commenti e ‘giornalisti’ pagati per diffondere informazioni false e tendenziose per giustificare l’invasione da parte di Russia della Crimea e delle regioni orientali dell’Ucraina.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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