LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Unione Energetica Europea di Tusk e Hollande fa discutere i Partiti in Europa

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 21, 2014

Popolari e Socialisti e Democratici accolgono con favore la proposta del Premier polacco. Contrari ad un progetto che permette all’Europa di parlare con una voce sola in tema di energia Conservatori e verdi

Comuni negoziati per l’importazione di gas, prezzi parificati per tutti i Paesi dell’Unione Europea, nuove infrastrutture, miglioramento della solidarietà interna all’UE in caso di crisi energetiche, migliore sfruttamento delle fonti di gas europee, come lo shale e le rinnovabili, e un’unica contrattazione delle tariffe per le importazioni da Paesi terzi.

Questi sono i filari dell’Unione Energetica Europea: un progetto, proposto dal Premier polacco Donald Tusk, in collaborazione con il Presidente francese, Francois Hollande, su cui l’UE sta lavorando in vista della prossima riunione del Consiglio Europeo.

Sulla materia, nonostante la Campagna Elettorale per le europee sia ancora in corso, si è già aperto il dibattito tra le forze politiche del continente. Herbert Reul, del Partito Popolare Europeo, ha ritenuto la proposta di Tusk utile affinché l’Europa inizi a parlare finalmente con una voce sola in materia di energia.

Parere favorevole è stato espresso dal capogruppo dei Socialisti e Democratici Europei, Hannes Swoboda, che, tuttavia, ha sottolineato come la paternità dell’Unione Energetica Europea appartenga all’ex-Presidente della Commissione Europea, Jacques Delors, e non a Tusk.

“Il progetto dell’Unione Energetica Europea manca di praticità ed è troppo generico” ha commentato, negativamente, Konrad Szymanski, dei Conservatori e Riformatori Europei.

Critiche sono state espresse anche dal Verde Claude Turnes, che ha ritenuto il progetto un’escamotage per agevolare lo sfruttamento dei giacimenti di shale in Europa, di cui la Polonia è uno dei Paesi più ricchi.

L’Unione Energetica Europea acquisisce particolare importanza sopratutto dopo la firma di un maxicontratto tra il monopolista statale russo del gas Gazprom e la compagnia nazionale cinese CNPC, che avvia le forniture di gas dalla Russia alla Cina per i prossimi 30 anni.

L’accordo tra Mosca e Pechino, che apre alle esportazioni russe il mercato cinese, è utile al Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, come arma di ricatto per l’Europa, che finora è stato l’importatore di energia più importante per la Russia.

La strategia di Putin ha già avuto i primi frutti: il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, poche ore dopo la firma del contratto tra Mosca e Pechino, ha dichiarato che le sanzioni che l’UE imporrà alla Russia per l’aggressione militare all’Ucraina non interesseranno il settore dell’energia.

Matteo Cazzulani
Analista di politica dell’Europa Centro-Orientale

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