LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Russia vs. Ucraina. La Polonia da una lezione ai sostenitori di Putin in Europa

Posted in Editoriale by matteocazzulani on May 10, 2014

Quella in Ucraina è la crisi più grave dalla caduta del comunismo provocata da un paese, la Russia di Putin, che non ha mai saputo fare i conti con la sua storia. Questa è la più importante delle analisi contenute nell’exposé al Parlamento polacco pronunciato giovedì, 8 Maggio, dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che ha sottolineato in primis come la Polonia, uno dei Paesi più importanti dell’Unione Europea in quanto capofila degli Stati dell’UE Centro-Orientale, viva con particolare preoccupazione la volontà della Russia di aprire uno scontro aperto con l’Occidente.

“La Polonia vuole buoni rapporti con la Russia, ma rimaniamo colpiti quando Mosca annette con la forza militare territori appartenenti a Paesi sovrani ed indipendenti -ha dichiarato Sikorski, facendo riferimento all’annessione armata della Crimea da parte dei russi- Mosca non ha ancora fatto i conti col suo passato totalitarista ad un secolo esatto dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale”.

Sikorski, che ha dichiarato che l’esistenza di un’Ucraina, di una Bielorussia e di Paesi Baltici indipendenti e sovrani è la prerogativa fondamentale della politica estera polacca, ha poi sottolineato come Kyiv sia stata aggredita militarmente dalla Russia proprio perché, in seguito al successo della pacifica protesta del Maydan, gli ucraini hanno gettato le basi per la realizzazione di una statualità indipendente e forte.

“Occorre riconoscere come nessuna minoranza etnica e linguistica sia mai stata perseguitata in Ucraina -ha continuato Sikorski- e che la Russia ha utilizzato la tutela delle minoranze russofone che abitano in territorio ucraino come pretesto per aggredire Kyiv militarmente”.

La crisi ucraina, come ha evidenziato Sikorski, deve portare la Polonia ad implementare il processo di integrazione europea per costruire un’Europa davvero forte ed unita, anche per mezzo dell’ingresso di Varsavia nella Zona Euro, e per permettere che ogni Stato membro dell’Unione si senta garantito in caso di aggressione da parte di Paesi terzi.

Infine, Sikorski, dopo avere sottolineato il bisogno di realizzare un’Unione Europea del’Energia per decrementare la dipendenza energetica dell’UE da pochi fornitori che spesso si avvalgono del gas e del greggio come arma di coercizione geopolitica, ha ritenuto necessario per ridare slancio ad un’Europa che necessità di una guida forte il rafforzamento sia delle relazioni con la Germania che di quelle con la Francia.

La politica estera tratteggiata da Sikorski rappresenta una vera e propria lezione di geopolitica che in molti in Europa, sopratutto chi in Europa Occidentale ritiene legittima l’aggressione militare russa in Ucraina, dovrebbero fare propria, sopratutto per quanto riguarda la situazione ucraina.

L’indipendenza e la sovranità ucraina sono fattori necessari non solo per la sicurezza della Polonia, ma anche per il mantenimento della Democrazia, della Pace, della Libertà e del rispetto dei Diritti Umani in tutta l’Europa geografica. Da un lato, l’inviolabilità dei confini di Kyiv è garantita da trattati internazionali co-firmati dalla stessa Russia che sanciscono la denuclearizzazione eterna dell’esercito dell’Ucraina.

Dall’altro, il possesso dell’Ucraina rappresenta per i russi un’ossessione geopolitica tradizionalmente radicata nella storia di Mosca, che senza il controllo delle terre ucraine la Russia non ha potuto essere un Impero: obiettivo a cui, oggi, tende il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, per annichilire l’UE ed avere il predominio sulla penisola eurasiatica.

Infine, un altro motivo che fa dell’exposé di Sikorski un discorso fondamentale per gli europei è l’affermazione della necessità di rafforzare le relazioni con la Germania: un obiettivo storico, che può fare solo bene all’UE, già avviato negli ultimi anni con la stretta cooperazione in ambito politico interno ed internazionale tra Varsavia e Berlino.

Sia il riconoscimento dell’indipendenza di Ucraina, Bielorussia e Paesi Baltici come condizione necessaria per la sicurezza, la Pace e la Democrazia in Europa, sia la necessità di rafforzare il motore polacco-tedesco sono le due grandi intuizioni elaborate fin dal Secondo dopoguerra da Jerzy Giedroyc, Juliusz Mieroszewski, Bohdan Osadczuk, Leopold Hunger.

Costoro, insieme altri pensatori politici di Kultura -la rivista dell’emigrazione polacca di Parigi di orientamento ‘liberale’ opposta a quella conservatrice di Londra- per le loro intuizioni geopolitiche sono di diritto tra i principali pensatori politici dell’Europa che, tuttavia, sono in Europa Occidentale, ed anche in quella Centrale ed Orientale, ancora poco conosciuti.

È anche per battere questo velo di ignoranza, che ancora rappresenta una cortina di ferro tra l’Europa Occidentale e quella Centro-Orientale, che l’exposé di Sikorski dovrebbe essere letto approfonditamente da molte persone che credono di conoscere l’Europa nel suo complesso.

Matteo Cazzulani
Analista di politica dell’Europa Centro Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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