LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: dopo la NATO, Putin provoca anche l’OSCE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 26, 2014

Tredici agenti tedeschi, cechi, danesi, polacchi e svedesi rapiti dagli squadroni russi che occupano alcune città dell’est ucraino. L’esercito della Russia avanza ad un chilometro dalla frontiera con l’Ucraina

Quattro tedeschi, un ceco, un danese, uno svedese ed un polacco sono le nazionalità dei tredici componenti della missione di Pace OSCE finiti nelle mani degli squadroni filorussi in Ucraina orientale -che fonti ben accreditate hanno dimostrato essere agenti dell’esercito della Russia- che, nell’Est dell’Ucraina, hanno arrestato i diplomatici europei nella giornata di venerdì, 25 Aprile.

Come riportato da fonti diplomatiche di Germania, Polonia e Svezia -le più attive nel lavorare per l’immediata liberazione degli ostaggi europei- i missionari OSCE erano impegnati nel monitoraggio dell’azione antiterroristica avviata dal Presidente ad interim ucraino, Oleksandr Turchynov, per porre fine all’occupazione degli uffici delle Amministrazioni Locali di Donetsk e di altre città dell’Ucraina dell’est da parte degli squadroni paramilitari in uniforme militare russa.

L’attività di monitoraggio, avviata secondo quanto previsto dal Documento di Vienna sulla Fiducia e sulla Sicurezza del 1999, non è piaciuta ai guerriglieri russi, che, dopo avere sequestrato i tredici diplomatici europei, hanno preteso il rilascio di alcuni loro commilitoni arrestati negli scorsi giorni dall’esercito regolare ucraino in cambio della liberazione degli ostaggi OSCE.

Di pari passo alla palese provocazione attuata nei confronti dell’OSCE, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha incrementato la pressione militare nei confronti dell’Ucraina spostando le esercitazioni armate dell’esercito della Russia ad un solo un chilometro dal confine con il territorio ucraino.

Lo spostamento delle esercitazioni delle forze armate russe, che secondo il linguaggio militare corrisponde ad una forte provocazione, segue l’intensificarsi da parte di aerei dell’esercito della Russia delle infrazioni dello spazio aereo di Finlandia, Gran Bretagna, Olanda e Danimarca: Paesi che appartengono sia all’Unione Europea che alla NATO.

L’UE resta sempre nel mirino dei russi

Con la provocazione all’OSCE, inviato in Ucraina per evitare l’inasprirsi di una situazione di crisi prossima al degenerare in un vero e proprio conflitto armato, e le precedenti dimostrazioni di forza nei confronti di UE ed Alleanza Atlantica, Putin intende mostrare quanto Mosca sia intenzionata a protrarre il conflitto ben oltre i conflitti ucraini.

Il vero obiettivo di Putin, che dalla sua rielezione alla guida della Federazione Russa ha sempre presentato la ricostruzione di un nuovo Impero Russo esteso entro i confini dell’Unione Sovietica come il principale obiettivo della sua Amministrazione in Politica Estera, è il coinvolgimento nel conflitto con l’Ucraina di Paesi UE -e anche membri NATO- in cui è presente una consistente minoranza linguistica russa, come Estonia, Lettonia e Lituania.

Nonostante le popolazioni russofone di Ucraina, Estonia, Lettonia e Lituania non siano mai state discriminate dai Governi di Kyiv, Tallinn, Riga e Vilna, Putin intende sollevare la questione linguistica per destabilizzare i tre Paesi UE e, così, minare l’integrità dell’Europa unita.

Sta proprio ai Paesi UE la necessità di comprendere fin da subito la minaccia rappresentata da Putin per varare un forte fronte comune in sostegno dell’integrità territoriale sia dell’Ucraina che dell’Unione Europea.

Questa posizione deve essere presa dai 28 Stati membri alcun timore nei confronti delle lobby filorusse del gas che, sopratutto in Francia, Belgio, Italia, Slovenia, Slovacchia e Ungheria, tendono ad anteporre i contratti con Mosca al varo di una politica energetica comune per l’UE, che, oggi ,è quantomai necessaria per il rafforzamento politico dell’Europa.

Matteo Cazzulani

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