LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

OBAMA FORSE MEGLIO DI ADENAUER E MONNET: PUÒ RIUSCIRE AD UNIRE L’EUROPA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on March 27, 2014

Il Presidente degli Stati Uniti d’America invita l’Unione Europea a fare fronte comune per difendere con la nonviolenza democrazia, libertà, pace e progresso dinnanzi all’aggressione militare di Putin in Crimea. Proposte sanzioni economiche e commerciali più aspre, diversificazione delle forniture di gas, e difesa più consistente come riposta all’atteggiamento imperialista di Mosca

Finora è apparso un Presidente attento solo all’Oriente, ma Barack Obama potrebbe passare alla storia come il Capo di Stato degli Stati Uniti d’America capace di unire davvero l’Europa e dare uno slancio positivo alla Comunità Euroatlantica. A dare adito a questa eventualità sono le parole pronunciate dal Presidente USA durante il vertice del G7 all’Aia e il summit tra Stati Uniti ed Unione Europea di Bruxelles, avvenuti tra martedì, 25 Marzo e mercoledì, 26, in cui Obama ha evidenziato come l’annessione militare della Crimea da parte della Russia abbia posto tutto l’Occidente dinnanzi alla necessità di unire le forze per evitare che le frontiere tra Paesi subiscano un mutamento manu militari.

Obama, che ha sottolineato come la condotta imperiale del Presidente russo, Vladimir Putin, sia inconcepibile nel XXI Secolo, ha invitato sia USA che UE ad approntare sanzioni economiche e commerciali ancora più stringenti di quelle già imposte a Mosca, nel caso l’avanzata militare del Cremlino, come sembra, non dovesse fermarsi alla sola Crimea.

“Le Autorità russe ci hanno mostrato quanto sia importante il principio secondo cui in Europa, dove la democrazia è nata e si è sviluppata, non ultimo con le rivoluzioni pacifiche e non violente in Ungheria, Polonia e Cecoslovacchia, le frontiere non possono essere cambiate con la forza -ha dichiarato Obama- Per questo, è necessario che l’Occidente sia unito per la difesa dei comuni valori su cui si basano tutti gli occidentali: sia europei che statunitensi”.

Tra le sanzioni da applicare a Putin, il Presidente statunitense, per permettere all’UE di diversificare le forniture di gas russo, e, così, limitare la forte dipendenza dalla Russia, ha dichiarato l’avvio delle procedure per l’esportazione dello shale liquefatto in Europa, ed ha consigliato a quei Paesi dell’Unione che possiedono ingenti risorse di oro blu non convenzionale di avviare lo sfruttamento dei propri giacimenti.

L’esportazione dello shale statunitense in Europa, che, come ha dichiarato Obama, potrebbe iniziare per via simbolica anche a breve, permetterebbe sopratutto a Paesi come Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia di limitare la forte dipendenza dalle forniture della Russia: Paese, che come già dimostrato diverse volte nei confronti dell’Ucraina, spesso si avvale dell’arma energetica per esercitare pressioni di carattere geopolitico su Paesi terzi, anche appartenenti all’UE.

Per rendere più agevole la commercializzazione dello shale -gas sfruttato da rocce argillose poste a bassa profondità di cui gli USA sono particolarmente ricchi- Obama ha sottolineato la necessità di accelerare i lavori per il varo dell’Unione Trans Atlantica: una zona di libero scambio tra USA ed UE che, secondo le stime, avrebbe un impatto fortemente positivo anche per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro e l’abbattimento del costo delle merci.

Oltre che sul piano politico, energetico, lavorativo e commerciale, Obama ha promesso di compattare l’Europa, e più in generale l’Occidente, anche per quanto riguarda la difesa militare. Il Presidente USA ha infatti dichiarato che la NATO rafforzerà ulteriormente la sicurezza dei Paesi dell’Europa Centro Orientale che, dinnanzi all’aggressione militare russa in Crimea, hanno invocato l’art. 4 del Patto Atlantico, che prevede l’obbligo da parte degli Alleati di aumentare la difesa di uno Stato membro che si sente giustificatamente minacciato.

Come riportato da Gazeta Wyborcza dal Viceconsigliere di Obama per la Difesa, Ben Rhodes, la NATO ha in programma il dislocamento di ulteriori forze militari di difesa proprio in Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia: una misura che va a rafforzare la già consistente presenza di velivoli militari che USA, Francia e Danimarca hanno precedentemente spostato nella base polacca di Lask e in alcuni centri militari in territorio lituano.

Oltre alle misure immediate, Obama ha confermato la realizzazione nei tempi previsti del sistema di difesa antimissilistico in Europea Centrale, composto da una postazione radar ubicata in Turchia e batterie di intercettori balistici privi di testata esplosiva -ergo utilizzabili solo per scopi difensivi- posizionati a rotazione tra Polonia e Romania.

A conferma della necessità di rafforzare le difese dei Paesi dell’Europa Centro Orientale è la conferma delle esercitazioni militari che la Russia ha ripreso su larga scala ai confini orientali ed occidentali dell’Ucraina, in Siberia e, sopratutto, nell’enclave di Kaliningrad, nel cuore dell’Europa, tra la Polonia e la Lituania.

Di pari passo, a preoccupare l’Europa è anche la decisione dell’esercito russo di dislocare in Crimea reparti militari all’avanguardia: una mossa che conferma la volontà, più volte dichiarata da Putin, di continuare le azioni belliche per tutelare in altre regioni dell’Ucraina e in Paesi UE come Lettonia ed Estonia, la -mai discriminata- popolazione russofona.

Obama nel solco del Liberalismo Internazionale, come Roosevelt, Kennedy e Clinton

La risposta risoluta di Obama, finora sempre attento a non esasperare i toni con Putin per evitare di dare giustificazioni alle aggressioni militari della Russia a danno dei Paesi indipendenti ad essa confinanti, permette innanzitutto un rafforzamento politico dell’Europa, chiamata ora ad assumere una posizione comune per supportare l’indipendenza e lo stato di diritto in uno Stato europeo per storia, cultura e tradizioni come l’Ucraina.

La posizione di Obama segna anche un ritorno dell’interesse USA nei confronti dell’Europa, dopo che, dal 2009, le attenzioni in politica estera della Casa Bianca si sono concentrati unicamente sull’Asia per contenere la sempre più forte potenza della Cina.

Nel suo ritorno di interesse nei confronti dell’Europa, Obama ha attinto a piene mani dall’insegnamento di Zbignew Brzezinski: il Consigliere per la Politica Estera del Presidente Carter, che ha sottolineato come, senza il controllo dell’Ucraina, la Russia non potrà mai ritornare la potenza imperiale che Putin ha promesso di ripristinare per frammentare l’Unione Europea al suo interno e lanciare la concorrenza a livello mondiale a Cina, India e Stati Uniti.

Inoltre, il Presidente USA, escludendo ogni intervento militare nei confronti della Russia, ha mostrato il vero volto dell’Occidente del XXI Secolo: una potenza commerciale, economica e culturale che si batte per il rispetto dei suoi valori fondanti -democrazia, progresso, pace e libertà- per mezzo della nonviolenza, considerata l’unico mezzo opponibile all’imperialismo militare di Putin di matrice novecentesca.

Con le sue dichiarazioni al Summit USA-UE, Obama si ascrive poi di diritto nel solco della tradizione del Liberalismo Internazionale statunitense: dottrina, che sancisce necessità per gli Stati Uniti d’America di difendere nel Mondo la democrazia e la libertà come mezzo per garantire la sicurezza nazionale statunitense, postulata da Woodrow Wilson e seguita poi dai principali Capi di Stato USA: Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, John Fitzgerald Kennedy, Jimmy Carter, Ronald Reagan e Bill Clinton.

Matteo Cazzulani

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