LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TRA EUROPA E RUSSIA UNA NUOVA GUERRA FREDDA

Posted in Russia, Unione Europea by matteocazzulani on March 22, 2014

L’Unione Europea firma la parte politica dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina, mentre la Russia annette ufficialmente la Crimea e si riarma per continuare azioni militari ai confini dell’UE. Francia e Germania sospendono la cooperazione militare con Mosca in segno di protesta contro l’occupazione militare della penisola ucraina.

Troppo tempo è passato, troppe persone hanno perso la vita per questo, ma alla fine Europa ed Ucraina hanno firmato l’Accordo di Associazione: documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico europeo. Nella giornata di venerdì, 21 Marzo, alla presenza del Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi UE, del Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, e del Presidente pro-tempore dell’Ucraina, Oleksandr Turchynov, Unione Europea e Kyiv hanno apposto la firma alla parte politica del documento.

Nello specifico, i capitoli ratificati sanciscono che Democrazia e Diritti Umani sono principi condivisi da UE ed Ucraina, di cui è stata pienamente riconosciuta l’ambizione europea e, di conseguenza, la possibilità di ambire ad ottenere lo status di Paese candidato alla membership dell’Unione. Condannata è stata altresì l’annessione militare, seguita ad un’occupazione dell’esercito russo, della Crimea da parte della Federazione Russa.

A margine della firma dell’Accordo -che l’ex-Dittatore ucraino, Viktor Yanukovych, ha rifiutato di firmare, provocando la sollevazione del popolo ucraino fino alla sua destituzione, dopo circa tre mesi di protesta repressa nel sangue dalla polizia di regime- Van Rompuy, assieme al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e al Premier polacco, Donald Tusk, hanno evidenziato come l’UE intenda decrementare la dipendenza dal gas della Russia.

Pronta è stata anche la reazione unilaterale di Germania e Francia, che hanno interrotto una collaborazione militare con l’esercito russo che finora ha visto Berlino e Parigi legate da uno stretto rapporto con Mosca.

La presa di posizione dell’Europa in ambito energetico va di pari passo con le sanzioni economiche e personali imposte dall’UE ad alcuni esponenti di spicco della politica russa: una misura necessaria per dare un segnale di forte disapprovazione all’annessione armata della Crimea da parte della Federazione Russa.

Proprio venerdì, 21 Marzo, il presidente russo, Vladimir Putin, ha ratificato l’ingresso della penisola ucraina nella Russia: quasi in contemporanea con la firma dell’Accordo di Associazione tra UE ed Ucraina.

La Russia, il cui esercito di occupazione in Crimea ha aperto il fuoco contro unità navali della marina ucraina rimaste nello spazio marittimo della Crimea, ha assimilato la penisola ucraina come entità statale costituente e federata a Mosca.

La forza militare per risolvere le controversie internazionali

Come riportato da fonti ben documentate, Putin, che è intervenuto in Crimea con il pretesto di proteggere la popolazione russofona -che non ha mai subito alcuna discriminazione da parte del Governo ucraino- ha anche avanzato pretese sulla minoranza di lingua russa in Estonia: un fatto che conferma il fatto che la Russia intende andare oltre all’annessione della Crimea nella sua azione militare.

L’inglobamento della Crimea nella Russia fissa una nuova pagina della storia della geopolitica mondiale, poiché gli accordi diplomatici, che finora hanno garantito l’inviolabilità territoriale dell’Ucraina, ora sono stati sostituiti dai rapporti di forza come strumento per la risoluzione di controversie internazionali.

A testimonianza dell’avvio di questa nuova Guerra Fredda è il fatto che Mosca ha riattivato le sue forze militari non solo ai confini dell’Ucraina, ma anche nell’enclave di Kaliningrad -ubicata nel cuore dell’Europa: tra la Polonia e la Lituania.

Pronta è stata la riposta della NATO che, accogliendo la richiesta di Polonia e Lituania, ha rafforzato la difesa dei confini dell’UE, come previsto in caso di espressa richiesta da parte di uno degli Stati membri dall’art. 4 dell’Alleanza Atlantica.

Matteo Cazzulani

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