LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: PUTIN HA GIÀ MESSO LE MANI SUL GAS DELLA CRIMEA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 13, 2014

Il monopolista statale russo del gas Gazprom ad un passo dal controllo dei giacimenti ucraini, su cui le Autorità separatiste della Crimea hanno già imposto il loro controllo per interrompere la politica di diversificazione delle forniture di oro blu varata da Kyiv per decrementare la dipendenza da Mosca. Israele si offre all’Europa per diminuire la quantità di oro blu russo importata dall’Unione Europea.

Giacimenti da 1,65 miliardi di metri cubi annui di gas e l’interruzione della politica dell’Ucraina di diversificazione delle forniture di gas tramite lo sfruttamento intensivo dei propri giacimenti nazionali. Questa è una delle ragioni che sta alla base dell’occupazione russa della Crimea, il cui Parlamento, nella giornata di martedì, 11 Marzo, ha dichiarato la propria indipendenza dall’Ucraina sotto il controllo dell’esercito di Mosca.

Come dichiarato dall’Alto Rappresentante del Consiglio della Repubblica Autonoma di Crimea, Vladimir Konstantynov, le autorità indipendentiste crimee hanno già provveduto a prendere il controllo dei giacimenti di gas e greggio del Mar Nero e del Mar d’Azov, sui quali l’Ucraina ha finora contato per progettare una politica di diversificazione delle forniture di energia per limitare la dipendenza dalle importazioni russe, a cui Kyiv è legata per il 90% circa del proprio fabbisogno nazionale.

Interesse per il controllo di questi giacimenti, da cui la compagnia energetica regionale Chornomorneftegaz ha sfruttato 1,65 miliardi di metri cubi di gas nel solo 2013, e nei quali è stata individuata un’ulteriore cospicua quantità di gas naturale e shale che potrebbe incrementare la quantità di oro blu estratto in territorio ucraino, è stato manifestato dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, che, nella giornata di martedì, 11 Marzo, ha effettuato una ricognizione urgente in Crimea.

La visita sul Mar Nero del braccio energetico del Cremlino, che risponde direttamente al Presidente russo, Vladimir Putin, è stata coordinata dal Vicepremier della Repubblica Autonoma di Crimea, Rustam Temirgaliev, che ha rivelato come Gazprom voglia aprire nell’immediato una sua sede operativa a Simferopoli, la capitale della Crimea.

Il controllo da parte di Gazprom sui giacimenti di gas della Crimea può decrementare la quantità di gas sfruttata dall’Ucraina e, sopratutto, può interrompere l’ambizioso piano di sfruttamento dei giacimenti ucraini di shale, su cui compagnie internazionali come l’olandese Shell e l’italiana ENI hanno ottenuto diritti di estrazione già sotto l’Amministrazione dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Secondo stime EIA, l’avvio dello sfruttamento dello shale in Ucraina permetterebbe a Kyiv non solo di diminuire la dipendenza dalla Russia, ma porterebbe anche l’Ucraina a divenire un importante Paese esportatore di gas su cui l’Unione Europea potrebbe contare per ridurre la quantità di oro blu importata da Russia ed Algeria.

Oltre alla Russia, un altro Paese interessato sul piano energetico dalla questione ucraina è Israele, che ha messo a disposizione i suoi giacimenti di gas ubicati nel fondale del Mediterraneo per garantire all’Europa forniture alternative a quelle di Mosca a cui, secondo indiscrezioni, la Commissione Europea potrebbe porre un freno come reazione all’invasione militare dell’Ucraina.

Come dichiarato dalla Compagnia israeliana Delek Energy, che collabora con la compagnia americana Noble Energy nello sfruttamento dei giacimenti di gas naturale di Israele, Tel Aviv si sta già preparando nel caso l’Europa dovesse richiedere a Tel Aviv l’esportazione di una quantità di oro blu che, secondo le prime stime, potrebbe aggirarsi attorno ai 40 trilioni di piedi cubi.

Nel progetto di fornitura di gas di Israele all’UE potrebbero essere coinvolti anche Cipro, dove il carburante israeliano potrebbe essere recepito e reindirizzato in Grecia, e la Turchia, che con Tel Aviv ha già avviato trattative per la realizzazione di un gasdotto per veicolare in Europa l’oro blu sfruttato nei giacimenti del Mar Mediterraneo.

La Slovacchia timida sull’importazione di gas russo in Ucraina da Ovest

Nel frattempo, l’Ucraina per arginare la dipendenza energetica dalla Russia nel più breve tempo possibile ha ripreso l’attuazione di un progetto, sostenuto dall’UE ma accantonato di recente da Yanukovych, per importare gas russo dalla Germania attraverso i gasdotti di Slovacchia, Polonia ed Ungheria.

A tal proposito, mercoledì, 12 Marzo, il Premier slovacco, Robert Fico, ha espresso sostegno al progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’Ucraina, ma ha richiesto assicurazioni da parte del Governo ucraino in merito all’effettiva capacità da parte di Kyiv di onorare le clausole contrattuali che regolano i diritti della Slovacchia sul gas russo veicolato dal territorio tedesco a quello ucraino.

Nello specifico, Fico ha dichiarato che la compagnia slovacca Eurstream è pronta ad investire 20 Milioni di Euro per la preparazione dell’utilizzo all’inverso dei gasdotti slovacchi, che potrebbe durare fino ad un massimo di nove mesi.

Matteo Cazzulani

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