LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: DALL’EUROPA UN PIANO DI SALVATAGGIO FINANZIARIO ED ENERGETICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 6, 2014

La Commissione Europa concede a Kyiv 11 Miliardi di Euro di aiuti ed è pronta a mediare per l’erogazione di aiuti presso Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. Avviati i lavori anche per diminuire la dipendenza dell’Ucraina dalle importazioni di gas dalla Russia attraverso la diversificazione delle forniture energetiche.

Aiuti economici, politici ed energetici per supportare la democrazia e l’indipendenza di un Paese europeo che si trova oggi sotto una minaccia militare. Nella giornata di mercoledì, 5 Marzo, l’Europa ha accordato un pacchetto di aiuti per l’Ucraina per un totale di 11 miliardi di euro, e si è posta come mediatore presso il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale per l’erogazione a Kyiv di un credito che consenta il salvataggio dell’economia ucraina.

Le misure, presentate in conferenza stampa dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, comprendono in particolare dotazioni dal bilancio dell’Unione Europea per 3 miliardi di euro, 3,5 miliardi di euro proverranno dal Fondo per la Facilitazione del Vicinato, 1,6 miliardi saranno costituiti da aiuti di carattere macro finanziario, 1,4 miliardi saranno gli aiuti aggiuntivi, e 8 miliardi di euro proverranno dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Oltre che in aiuti economici, l’Europa è molto attiva per ciò che riguarda anche la diversificazione delle forniture di gas dell’Ucraina, che ad oggi dipende al 92% dal carburante importato dalla Russia: Paese che, con Kyiv, ma anche con altri Stati, spesso si avvale dell’oro blu come arma di costrizione geopolitica.

Come dichiarato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, l’Europa sostiene l’avvio dell’esportazione di gas russo dalla Germania all’Ucraina attraverso l’uso inverso dei gasdotti di Polonia, Ungheria e Slovacchia che, sempre mercoledì, 5 Marzo, ha confermato il suo impegno a diventare a breve paese di transito dell’oro blu dal territorio tedesco a quello ucraino.

Oltre all’invio di gas dalla Germania, su cui ha già espresso la sua disponibilità a ricoprire un ruolo attivo anche la compagnia tedesca RWE, l’UE aiuterà l’Ucraina ad integrarsi appieno nel mercato unico UE dell’energia per importare gas liquefatto proveniente da Qatar, Algeria e Stati Uniti d’America per mezzo del rigassificatore di Krk, in Croazia. L’Ucraina potrà poi ricevere oro gas naturale proveniente dall’Azerbaijan, trasportato in Europa dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP, attraverso l’Interconnettore Grecia-Bulgaria.

Le misure della Commissione Europea prevedono, tra l’altro, anche un ruolo attivo a livello politico per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina -documento che integra l’economia di Kyiv nel mercato unico europeo- assistenza tecnico-giuridica per l’attuazione di riforme nel settore giudiziario e per il varo delle legge elettorale, e la liberalizzazione del regime dei visti.

La liberalizzazione dei visti in particolare è una delle due misure, assieme all’imposizione di sanzioni al regime di Yanukovych per la violazione dei diritti umani e della democrazia in Ucraina, richieste alle Istituzioni Europee dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, che è attivo sul fronte ucraino sia per conto sia dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici che del Segretario del PD Matteo Renzi.

Aiuti anche dagli USA

Oltre all’UE, anche gli USA hanno erogato aiuti urgenti per un totale di 1 Miliardo di Dollari che, come dichiarato dal Segretario di Stato, John Kerry, servono a tamponare la falla nei conti ucraini.

Come riportato dal Segretario Kerry, la misura, fortemente voluta dal Presidente USA, Barack Obama, sarà votata al Senato in maniera urgente per consentire un primo, piccolo aiuto all’Ucraina in un momento di grande difficoltà per questo Paese.

Le misure prese dalla Commissione Europea sono necessarie dopo che il Presidente russo Putin, per tutelare le minoranza russofone che a suo dire sarebbero discriminate da Kyiv -un’accusa priva di fondamento, tanto che in Crimea il russo è la lingua ufficiale e in Ucraina regna un bilinguismo di fatto che mai ha provocato alcuna vittima per ragioni etniche- ha invaso militarmente la regione ucraina della Crimea, ed ha minacciato l’estensione dell’occupazione anche ad altre zone del’Ucraina.

Contro l’invasione russa in Ucraina si sono mobilitati ucraini di tutte le città del Paese, non ultimi quelli della russofona Donetsk: la città Natale dell’ex- Presidente Yanukovych presentata dalla propaganda russa come una delle città più filo-moscovite del Paese.

Matteo Cazzulani

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