LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

YANUKOVYCH DESTITUITO E TYMOSHENKO LIBERATA: IN UCRAINA VINCE LA DEMOCRAZIA, MA OCCORRE ANCORA PRUDENZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 23, 2014

Il Parlamento ucraino elegge un nuovo Speaker, destituisce il Presidente e libera dalla detenzione politica la leader dell’Opposizione, incarcerata dal 2011 dopo un caso di Giustizia Selettiva. Elezioni anticipate fissate il 25 Maggio, mentre Yanukovych cerca invano di riparare in Russia

I sanitari d’oro, un parco auto da museo, per poi passare ai documento in cui si testimoniano le violazioni dei diritti umani e gli ordini di reprimere le manifestazioni pacifiche in sostegno dell’Europa prima e della democrazia poi, fino ai mutandoni rossi di alta moda: nulla di diverso rispetto a quanto già visto presso Gheddafi, Saddam Husseyn ed altri sanguinari dittatori.

Queste sono le immagini provenienti da Mezhihyrya: la residenza privata del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, a cui la stampa ha potuto accedere nella serata di sabato, 22 Febbraio, dopo che il Parlamento ha votato all’unanimità per la decadenza del Capo dello Stato, ed ha fissato la data di nuove elezioni presidenziali per il 25 Maggio.

Oltre alla cacciata di Yanukovych -fino alle nuove elezioni le funzioni del Presidente saranno ricoperte dal nuovo Presidente del Parlamento, Oleksandr Turchynov- il Parlamento ha approvato l’immediato rilascio di Yulia Tymoshenko: Leader dell’opposizione ucraina detenuta dal 2011 in seguito ad un processo irregolare riconosciuto da tutti gli osservatori internazionali e da un pronunciamento della Corte Europea per i Diritti Umani come politicamente motivato.

Appena liberata dalla colonia di Kharkiv, la Tymoshenko -ridotta sulla sedia a rotelle in seguito alle violenze subite in prigione e all’ernia al disco di cui è affetta, che non è stata curata dalle Autorità carcerarie- è stata trasportata a Kyiv, dove, sul Maidan, ha invitato i manifestanti a restare sulla piazza fino a quando Yanukovych non sarà del tutto destituito.

Lo stesso Yanukovych, dopo avere cercato invano di fuggire in Russia con un jet privato fermato dalle forze di polizia, che assieme ai Servizi Segreti, sono passate dalla parte della nuova maggioranza, si è rifugiato nel Donbass, la sua regione d’origine, da dove ha ritenuto illegittime le decisioni prese dal Parlamento.

Quanto accaduto sabato, 22 Febbraio, è un ottimo risultato per un popolo, quello ucraino, che dopo avere subito la repressione violenta delle forze di polizia del regime di Yanukovych, che ha provocato più di cento morti e diverse centinaia di feriti, non ha rinunciato alla protesta e, con le armi della determinazione, ha ottenuto la sua libertà.

Il fatto è stato anche una dimostrazione di come l’Unione Europea possa contare davvero tanto quando decide di prendere una posizione chiara ed attiva di politica estera: l’armistizio tra il regime di Yanukovych e l’opposizione, a cui è seguita la destituzione del Presidente ucraino e la liberazione della Tymoshenko, è stato possibile anche e sopratutto grazie all’intervento di mediazione dei Ministri degli Esteri polacco e tedesco, Radoslaw Sikorski e Frank-Walter Steinmeier, inviati a Kyiv dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera UE, Catherine Ashton, per risolvere la situazione.

L’Europa deve fare ancora molto per garantire pace e progresso

Tuttavia, la partita non è ancora chiusa. Nella giornata di Domenica, 23 Febbraio, mentre le comunità ucraine di tutto il Mondo si riuniranno per dimostrare -a Milano alla manifestazione, fissata per le ore 15 in piazza Castello, partecipa anche il PD metropolitano milanese- si chiudono le olimpiadi di Sochi: un fatto che potrebbe consentire al Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, di fornire appoggio anche militare a Yanukovych per riprendere il potere.

Per reagire a questo possibile scenario, l’Europa deve attivarsi fin da subito per aprire le sue frontiere agli ucraini abbattendo il regime dei visti per un popolo che per ragioni culturali, storiche e sociali appartiene alla Grande Famiglia Europea.

Inoltre, deve essere protagonista dell’organizzazione di un gruppo di lavoro contestualizzato nell’Osce che sia in grado di gestire lo svolgimento di elezioni presidenziali anticipate davvero libere e democratiche, affinché sia lasciata ai soli ucraini la scelta di dove collocarsi nel Mondo senza condizionamenti geopolitici né ricatti energetici di alcun tipo provenienti dall’esterno.

Matteo Cazzulani

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