LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN UCRAINA ARRIVANO LE EUROSANZIONI MA È TARDI: YANUKOVYCH PROVOCA CENTO MORTI E MIGLIAIA DI FERITI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 21, 2014

Il Consiglio Europeo congela i conti bancari e revoca i visti Schengen per le Autorità ucraine che non rispettano i Diritti Umani. Fuga in Europa degli oligarchi che supportano il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Una posizione necessaria ma tardiva che non frena un’escalation violenta che già si è verificata. Nella giornata di giovedì, 20 Febbraio, il Consiglio Europeo ha finalmente approvato l’imposizione di sanzioni personali mirate per le Autorità ucraine che hanno violato la democrazia ed i diritti umani, e che si sono rese responsabili del massacro di più di cento persone negli ultimi due giorni e di più di mille feriti, provocate dall’aggressione armata delle forze speciali di polizia Berkut su preciso ordine del Presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovych.

Nello specifico, le sanzioni prevedono il congelamento dei conti bancari per le Autorità ucraine e per i loro famigliari, che hanno interessi e che studiano in Paesi dell’Unione Europea, il diniego della concessione dei visti Schengen per queste personalità, il bando di importazione di strumenti che possono essere utilizzati per reprimere il dissenso con la forza e la violenza.

Oltre alle sanzioni, il Consiglio Europeo ha anche invitato i Paesi UE a facilitare l’erogazione dei visti per i cittadini ucraini, sopratutto per arginare una crisi umanitaria alle porte dell’Unione, e per rafforzare i legami umani con un Popolo che appartiene alla grande famiglia europea per ragioni di carattere storico, culturale e sociale.

La decisione del Consiglio Europeo è stata presa mentre la rivolta si è consumata nel sangue, con scene che testimoniano una vera e propria guerra civile provocata dall’uso della forza sui manifestanti ordinato dal Presidente Yanukovych, che durante il massacro del suo popolo ha intrattenuto colloqui con la delegazione UE, composta dai Ministri degli Esteri di Polonia, Francia e Germania: Radoslaw Sikorski, Laurent Fabius, Frank-Walter Steinmeier.

Le trattative hanno portato alla convocazione urgente di una seduta del Parlamento, durante la quale, da parte dell’opposizione compatta e di alcuni esponenti del Partito delle Regioni del Presidente Yanukovych, è stato approvato il divieto per i reparti Berkut di permanere in città.

Il cessate il fuoco, che per essere effettivo necessità comunque della firma del Presidente, che non ha ancora firmato, non è stato votato dalla maggioranza dei Parlamentari del Partito delle Regioni, che sono riparati in alcuni Stati UE per mettere al sicuro i loro capitali prima dell’entrata in vigore delle tardive eurosanzioni.

Ad esempio, Rinat Akhmetov, uno dei principali sponsor di Yanukovych, noto per essere il Presidente della squadra di calcio Shakhtar Donetsk, è volato subito a Londra, dove ad attenderlo ha trovato un nutrito comitato di accoglienza di emigrati ucraini inferociti per la repressione violenta del dissenso.

Putin con Yanukovych si comporta come con Assad

Otre all’Europa, chi si muove meglio e con più coraggio è il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che, durante una visita ufficiale in Messico, ha accusato il Presidente russo, Vladimir Putin, di inferire in Ucraina per destabilizzare la democrazia, così come fatto nei confronti della Siria.

In particolare, Obama, ripreso dal Guardian, ha sottolineato come Putin abbia dimostrato di non avere alcun rispetto per la volontà di autodeterminazione del popolo ucraino, che è sceso in piazza per la propria democrazia e per la propria libertà.

Nella mente di Obama è sicuramente la pressione economica, commerciale ed energetica -fatta di interruzione arbitraria delle forniture di gas ed embargo sui prodotti alimentari ucraini- che Putin sta da anni esercitando sull’Ucraina per destabilizzare la situazione interna al Paese ed inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Questo progetto di integrazione sovranazionale concepito per ricostruire un impero russo a forte matrice xenofoba e sciovinista orientato in primis alla distruzione dell’Europa e al contrasto della cultura occidentale.

Anche il Canada ha preso posizione, ed ha dichiarato, come già hanno fatto gli USA, di volere inasprire le sanzioni già imposte sugli ucraini responsabili della violazione dei Diritti Umani, come il restringimento dei visti.

Matteo Cazzulani

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