LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA LITUANIA IN PRIMA FILA PER LA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO DEL GAS UE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on February 10, 2014

Procedono i lavori per la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda per l’importazione di almeno 25 miliardi di metri cubi di LNG all’anno da Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti d’America. Il terminale, cofinanziato dall’Unione Europea, permetterà a Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia e Finlandia il decremento della dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia di Lituania.

Un terminale marittimo dalla capacità di 200 Mila metri cubi di gas liquefatto per una lunghezza di 300 metri, collegato alla costa da un molo di 450 metri in cui possono attraccare navi container di categoria FSRU acquistare in leasing dalla Norvegia ma prodotte in Corea del Sud. Queste sono le caratteristiche del rigassificatore di Klaipeda, in Lituania, che, come riportato dall’autorevole PAP, sarà pronto a breve per garantire alla Lituania e all’Unione Europea di diversificare le forniture di gas.

Il terminale, gestito dalla compagnia Klaipedos Nafta, funzionerà secondo le Leggi UE che permettono la partecipazione di altre compagnie alla co-gestione del terminale che, secondo le stime preventive, dovrebbe importare 3 miliardi di metri cubi di gas liquefatto all’anno per soddisfare il fabbisogno della Lituania.

Come dichiarato da fonti ufficiali, la quantità complessiva di LNG importata a Klaipeda aumenterà fino a 25 miliardi di metri cubi per soddisfare anche la necessità di diversificazione delle forniture di gas della Lettonia, che ha in programma di veicolare dal rigassificatore lituano 1,7 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto, dell’Estonia, che ha già ordinato 700 milioni di metri cubi di LNG, e di Polonia e Finlandia, a cui l’oro blu verrà inviato tramite due distinti gasdotti in fase di realizzazione.

Il terminale permetterà l’importazione di gas liquefatto da Qatar, Norvegia, Egitto e da altri Paesi esportatori di LNG come gli Stati Uniti d’America, che, con l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti domestici di shale, hanno aumentato vertiginosamente la produzione interna di oro blu, al punto da avviare le prime esportazioni di carburante a prezzi stracciati in Gran Bretagna, India e Corea del Sud.

Il rigassificatore di Klaipeda, realizzato con l’ausilio di investimenti UE, che ha inquadrato il progetto nell’abito della politica di diversificazione delle forniture di gas, serve dunque ad aiutare Paesi fortemente dipendenti dall’oro blu della Russia a limitare la dipendenza da Mosca, che, finora, si è avvalsa di pretese contrattuali alte come mezzo per influire nelle decisioni politiche degli Stati dell’Europa Centro-Orientale.

Ad esempio, la decisione di entrare nell’UE e nella NATO ha comportato per Estonia, Lettonia, Lituania, Lettonia, ed anche Romania, Slovacchia ed Ungheria, una maggiorazione del prezzo del gas fornito dalla Russia di Putin rispetto al tariffario imposto dai russi ai Paesi dell’Europa Occidentale, più inclini a sostenere la politica energetica di Mosca -che de facto mira a dividere l’UE al suo interno per mantenerla debole sul piano internazionale.

Secondo stime ufficiali, l’assenza di fonti diversificate di gas ha portato ad una spesa supplementare di circa 18 miliardi di Euro all’anno per l’UE, di cui 3,6 solo in Europa Centro-Orientale: una cifra dovuta proprio al diktat energetico del monopolista statale russo del gas Gazprom, la longa manus del Presidente della Russia Putin.

Continua il ricorso della Commissione Europea contro Gazprom

In seguito all’imposizione di tariffari ingiusti tra Europa Centro-Orientale e Paesi dell’UE occidentale, la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta su Gazprom per condotta anti-concorrenziale su cui, come riportato dal Commissario UE alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ancora pochi progressi sono stati effettuati.

Come riportato dalla Reuters, il Commissario Almunia ha illustrato di avere ottenuto commenti positivi da parte di Gazprom su diverse questioni, eccetto che su quella del tariffario, che rappresenta il tema principale del ricorso che la Commissione Europea si prepara ad esporre nei confronti del monopolista russo.

Matteo Cazzulani

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