LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CONFERMATE LE TORTURE SU BULATOV: YANUKOVYCH RISCHIA UN PROCESSO ALL’ONU

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 5, 2014

Dopo la conferma delle torture sul Leader della protesta Automaidan, la Lituania valuta di denunciare il Presidente ucraino per la violazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura. Il Vicepresidente USA Joe Biden si appella a porre fine alle violenze su oppositori, manifestanti e giornalisti.

Picchiato, torturato e crocefisso: tutto confermato dalle Autorità mediche lituane che, nella giornata di martedì, 4 Febbraio, hanno operato nuovamente il dissidente ucraino Dmytro Bulatov, l’organizzatore della protesta Automaidan organizzata per mobilitare gli automobilisti in opposizione al regime del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Come riportato da un bollettino medico ufficiale, Bulatov presenta sul suo corpo segni di perdurata tortura e persino un incipit di annegamento: una descrizione che conferma le parole dello stesso Bulatov che, dopo essere stato ritrovato vivo in un campo ghiacciato alla periferia di Kyiv lo scorso 30 Gennaio, ha dichiarato di essere stato rapito da agenti dei servizi segreti ucraini, malmenato a più riprese, amputato di un orecchio e persino crocefisso.

Pronta la presa di posizione del Ministero degli Esteri della Lituania che ha chiesto alle Autorità ucraine l’immediata apertura di un’inchiesta per il trattamento riservato non solo a Bulatov, ma anche alle diverse centinaia di feriti ed arrestati tra i manifestanti che, dal 21 Novembre scorso, dimostrano pacificamente per l’integrazione dell’Ucraina in Unione Europea e contro il regime autocratico del Presidente Yanukovych.

Nello specifico, il Ministero degli Esteri lituano ha dichiarato che il referto medico di Bulatov dimostra come l’Ucraina non abbia rispettato la Convenzione delle Nazioni Unite contro le Torture, le a repressioni ed altri trattamenti disumani, ed ha ventilato l’ipotesi di una denuncia all’ONU contro Yanukovych.

Dura è anche la posizione degli Stati Uniti d’America che, mercoledì, 5 Febbraio, per voce del Vicepresidente Joe Biden ha invitato l’Amministrazione Presidenziale ucraina a porre fine alle violenze su manifestanti, oppositori e giornalisti, che, finora, ha portato ad almeno sette morti accertate tra i dissidenti.

Biden ha dichiarato che solo il ritorno al dialogo tra l’Amministrazione Presidenziale e l’opposizione, la formazione di un nuovo Governo che abbia la fiducia degli ucraini, e la fine di ogni uso della forza sono le condizioni che possono portare l’Ucraina ad uscire dalla crisi politica in cui è precipitata.

Yanukovych persona non grata a Praga

Anche la Repubblica Ceca ha preso una posizione ferma contro Yanukovych con la decisione da parte del Sindaco di Praga, Tomas Hudecek, di vietare al Presidente ucraino di atterrare nell’aeroporto della Capitale Ceca, che porta il nome del Primo Presidente del Paese, Vaclav Havel: uno dei più illustri difensori dei Diritti Umani nel mondo ex-sovietico.

Il giovane Primo Cittadino ha dichiarato che è incomprensibile permettere la presenza nell’aeroporto dedicato al Presidente Havel a un Capo di Stato responsabile della violazione della Democrazia e del mancato rispetto dei Diritti Umani.

Hudecek, che pone così in forse la presenza di Yanukovych al prossimo vertice della Eastern Partnership UE, ha anche dichiarato che il Comune di Praga invierà aiuti per un totale di 500 Mila Corone Ceche agli oppositori ucraini.

Simili aiuti, soprattutto fisici ed alimentari, sono stati inviati ai dissidenti ucraini dalla Polonia, ma sono stati bloccati e sequestrati dalle forze speciali di polizia ucraine.

Matteo Cazzulani

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