LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

APPROVATE LEGGI LIBERTICIDE: L’UCRAINA È UFFICIALMENTE UNA DITTATURA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 17, 2014

Il Parlamento ucraino, senza una votazione vera e propria, approva la reclusione per chi manifesta senza permesso e chi viaggia in caroselli formati da più di cinque auto, la de-liberalizzazione dell’acquisto di carte SIM, e la definizione delle Associazioni di volontariato civile e sociale che ottengono finanziamenti dall’Estero come “agenti di Paesi Stranieri”. Approvato un bilancio che rende Kyiv sempre più dipendente dalla Russia di Putin

Dall’essere simile alla Bielorussia di Lukashenka all’imitare in tutto e per tutto il modello di dittatura della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 16 Gennaio, il Parlamento ucraino -la Rada- ha approvato un pacchetto di misure urgenti che limitano la libertà di manifestazione, di stampa, di associazione e di riunione.

Il provvedimento, registrato con il numero 3879, già firmato -quindi reso esecutivo- dal Presidente, Viktor Yanukovych, impone la detenzione per chi manifesta senza permesso delle autorità, vieta agli autisti di viaggiare in caroselli composti da più di cinque auto e di sostare presso case ed abitazioni private.

Le misure prevedono anche l’obbligo da parte delle Associazioni che ottengono fondi dall’Estero -persino per quelle impegnate nel volontariato civile e sociale- di dichiararsi come “Organizzazioni che svolgono funzione di Agente di uno Stato straniero”, ed impone la de-liberalizzazione dell’acquisto di carte SIM, che, ora, saranno associate ad un preciso documento in un determinato registro.

Le misure sono state approvate ad hoc per criminalizzare le manifestazioni pacifiche in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, che hanno luogo in tendopoli installate nelle piazze delle principali città ucraine dallo scorso 21 Novembre.

In particolare, le misure contro gli autisti impediscono l’organizzazione di proteste presso la Dimora privata del Presidente: una villa lussuosa, costruita con i soldi pubblici, situata a qualche Chilometro dalla capitale.

L’approvazione del pacchetto di misure restrittive è stato approvato dal Parlamento su alzata di mano, e non su voto elettronico, come da prassi per provvedimenti del genere, per via dell’ostruzionismo dell’opposizione, che ha fatto mancare a più riprese il numero legale.

Oltre che con la votazione sul modello putiniano -presso la Duma russa la presa d’atto dei provvedimenti avviene molto spesso senza la conta di quanti effettivamente hanno espresso voto favorevole- l’ostruzionismo dell’opposizione è stato infranto dalle aggressioni fisiche che hanno ridotto un parlamentare dell’opposizione con la testa insanguinata.

Pronta è stata la condanna da parte dell’Ambasciatore UE a Kyiv, Jan Tombinski, che ha sottolineato come i provvedimenti, se non sono approvati secondo le procedure, pongano in serio dubbio la natura democratica dell’Ucraina.

Critiche sono pervenute anche dal Ministro degli Esteri svedese Karl Bild, dal Capo della diplomazia polacca Radoslaw Sikorski, e dal Titolare del Dicastero degli Esteri lituano, Linas Linkevicius.

Più forti sono state le posizioni degli Stati Uniti d’America che, con una nota del Dipartimento di Stato, ha ritenuto inammissibili misure che limitano la democrazia e la Libertà, e la modalità con cui esse sono state approvate.

Le misure restrittive sono state accompagnate anche dall’approvazione del Bilancio preventivo, che il Parlamento ha deliberato senza alcuna discussione sempre su votazione “facilitata” dalla sola alzata di mano.

Il Budget è basato unicamente sul prestito di 15 Miliardi di Dollari che il Presidente russo, Vladimir Putin, ha concesso all’Ucraina dopo che Yanukovych ha rinunciato alla firma dell’Accordo di Associazione: documento che avrebbe integrato l’economia ucraina nel mercato unico europeo.

Oggi Kyiv, domani la democrazia e la libertà in Europa

Con la nuova manovra, l’Ucraina diventa de facto dipendente dalla Russia sia sul piano morale -le leggi restrittive approvate dalla Rada ricordano molto quelle liberticide imposte da Putin- che su quello economico, dal momento in cui, tra tre mesi, Kyiv sarà chiamata a rinegoziare gli accordi per l’acquisto di gas da Mosca che la Federazione Russa ha concesso a Yanukovych sempre in cambio della rinuncia all’integrazione con l’UE.

Tale passo, che costringerà l’Ucraina a cedere ingenti parti di sovranità politica alla Russia, favorisce l’inglobamento di Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per ristabilire un nuovo Impero Russo nello spazio ex-sovietico che, come ha dichiarato a più riprese lo stesso Putin, ha lo scopo di estromettere ed annichilire l’UE.

L’Europa sta così perdendo una battaglia importante: un fatto da cui potrebbe essere messa a serio repentaglio la tenuta dell’UE stessa, poiché è solo grazie all’inglobamento dell’Ucraina nella sua sfera di influenza che la Russia può ritornare ad avere ambizioni imperiali.

È quindi interesse strategico dell’Europa il mantenimento di un’Ucraina indipendente, sovrana, democratica ed europea che, oltre a salvaguardare l’UE, agevoli una democratizzazione della Russia, in vista anche di un suo possibile coinvolgimento in relazioni strette con l’UE basate sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei Diritti Umani e Civili.

Matteo Cazzulani

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