LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH MINACCIA LA CHIESA GRECO-CATTOLICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 14, 2014

Il Viceministro degli Interni, Tymofy Kokhan, invita il Capo dei Greco-cattolici, l’Arcivescovo Svyatoslav Shevchuk, a non fornire assistenza spirituale durante le manifestazioni che, dal 21 Novembre scorso, hanno radunato in piazza a Kyiv un milione di persone. Papa Francesco prega per l’Unità e la Pace degli ucraini

Non solo protestare ed esprimere il proprio dissenso, nell’Ucraina del Presidente Viktor Yanukovych è vietato anche pregare. Nella giornata di lunedì, 13 Gennaio, il Capo della Chiesa Greco-cattolica, l’Arcivescovo Svyatoslav Shevchuk, ha reso noto di avere ricevuto agli inizi di Gennaio da parte del Viceministro degli Interni, Tymofy Kokhan, il divieto di organizzare preghiere sul Maydan durante le manifestazioni in sostegno all’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Durante una conferenza stampa convocata ad hoc per illustrare il fatto, l’Arcivescovo Shevchuk ha evidenziato come il Ministero degli Interni abbia anche invitato il clero greco-cattolico a non partecipare alle dimostrazioni, nemmeno da privati cittadini, a non costruire cappelle per permettere ai fedeli che prendono parte alle dimostrazioni pacifiche di potere pregare, e a non organizzare Messe e Processioni senza il permesso delle Autorità.

In risposta, l’Arcivescovo Shevchuk, che si è detto preoccupato per la presa di posizione delle Autorità ucraine, ha sottolineato come la preghiera sia particolarmente necessaria per colmare il crescente malcontento del popolo ucraino nei confronti della Autorità, con cui, ad oggi, il dialogo è quasi assente.

La minaccia alla Chiesa Greco-cattolica è una risposta del Presidente Yanukovych al messaggio di vicinanza che, quattro giorni, fa è stato mandato agli ucraini da Papa Francesco, che, tramite il Nunzio Apostolico di Kyiv, ha espresso la sua preghiera per l’unità e la pace di tutto il popolo ucraino.

Del resto, il legame tra Papa Francesco e l’Arcivescovo Shevchuk è molto stretto fin da quando l’attuale Capo della Chiesa Greco-cattolica era alle dipendenze dell’allora Cardinale Bergoglio a Buenos Aires come guida dei greco-cattolici di Argentina.

Oltre che l’apertura delle ostilità diplomatiche con il Vaticano, le minacce di Yanukovych alla Chiesa greco-cattolica rappresentano una mossa politica per indebolire uno dei principali enti che, assieme alla Comunità Ebraica di Ucraina, alle comunità musulmane, alla Chiesa Cattolica ucraina e a quella Ortodossa del Patriarcato di Kyiv hanno da sempre sostenuto l’unità degli ucraini e l’integrazione dell’Ucraina in Europa.

La presa di posizione delle Chiese ucraine è stata necessaria per fronteggiare la feroce campagna di supporto delle idee della Russia di Putin, contrarie ad ogni avvicinamento dell’Ucraina all’Europa e ad ogni tentativo di rappacificazione interna di tutti gli ucraini, da parte del Capo della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca, il Patriarca Cirillo, che non ha mai lesinato di affrontare temi politici durante le sue visite pastorali.

L’Ucraina è sempre più una dittatura

Oltre che un’attacco ad un’Istituzione religiosa in un Paese in cui le Chiese esercitano un forte ruolo di attrazione sociale e politica, le minacce di Yanukovych alla Chiesa Greco-cattolica pongono anche un problema di Libertà Religiosa in Ucraina, che si somma al mancato rispetto della Libertà di Stampa, dei Diritti Umani, del diritto di opposizione e, più in generale, della Democrazia.

Lo stop imposto alla Chiesa Greco-cattolica -un fatto che non vede precedenti dalla delegalizzazione del 1946 operata da Stalin- si somma al pestaggio di oppositori e giornalisti -tra cui Tetyana Chornovol e l’ex-Ministro degli Interni Yuri Lutsenko- ai processi politici a un centinaio di dissidenti -tra cui l’ex-Premier Yulia Tymoshenko- ai brogli operati durante le Elezioni Amministrative del 2010 e quelle Parlamentari del 2012, all’esautorazione dei poteri del Parlamento in favore di quelli del Presidente, e alle ripetute pressioni su stampa ed organi di informazione indipendenti.

Matteo Cazzulani

PS: Da cattolico credente e praticante ritengo poco opportuno trattare di Papa Francesco come un personaggio politico, anche se il dovere di cronaca mi ha costretto a questa non voluta banalizzazione. Sia chiaro che, per me, il Santo Padre ha oggi una missione ben più importante che litigare con un dittatorello post sovietico -posto che sia opportuno condannarne le malefatte, anche se, come ci ha detto proprio il Papa, noi non siamo nessuno per giudicare-: dare Fede e Speranza ad un’umanità persa in se stessa, demoralizzata e stanca di se stessa.

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