LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’ALBANIA VUOLE L’EUROPA. L’ITALIA DEVE SUPPORTARE TIRANA NEL SUO AVVICINAMENTO ALL’UE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on December 31, 2013

Il Premier albanese, Edi Rama, vuole lo status di candidato all’integrazione europea. Favorevoli Commissione Europea ed Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, contrari Gran Bretagna, Paesi Bassi, Danimarca, Francia e Germania.

Un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni il cui ingresso nell’Unione Europea è fondamentale per garantire all’UE sicurezza energetica, prosperità economica e rafforzamento dell’idea di Europa come Comunità di Pace, Progresso, Democrazia e Diritti Umani. La definizione be si applica non solo all’Ucraina -per cui l’UE sta compiendo notevoli passi in avanti, nonostante la reticenza del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ad accettare democrazia ed Europa- ma anche all’Albania.

Nella giornata di lunedì, 31 Dicembre, il Premier albanese, Edi Rama, ha dichiarato che l’ottenimento dello status di Paese candidato all’integrazione nell’UE è un obiettivo strategico che l’Albania intende perseguire.

Le parole del Premier Rama riecheggiano quelle del Ministro per l’Integrazione Europea, Klajda Gjosha, che ha sottolineato come l’ingresso dell’Albania nell’UE rappresenti una priorità più per il popolo albanese che per la politica del Paese balcanico.

Sostegno alle parole del Premier Rama e del Ministro Gjosha è stato dato lo scorso Ottobre dalla Commissione Europea, secondo cui l’Albania ha raggiunto tutti gli standard necessari per l’ottenimento dello status di Paese candidato all’ingresso nell’UE.

In particolare, il Commissario UE all’Integrazione e Allargamento, Stefan Fule, ha sottolineato come importante sia stato l’esito delle Elezioni Parlamentari che, per la prima volta in maniera regolare nella storia dell’Albania indipendente, lo scorso Settembre hanno portato alla vittoria del Partito Socialista del Premier Rama, in coalizione con il Movimento per l’Integrazione di Ilir Meta.

L’evento, che ha posto fine al dominio del conservatore Partito Democratico albanese dell’ex-Premier Sali Berisha, è stato apprezzato anche dal responsabile per la politica di Allargamento ed Integrazione dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Libor Roucek, che ha evidenziato come la Commissione Europea bene abbia fatto a proporre la concessione dello status di Paese candidato all’Albania.

Differente, però, è l’opinione di una serie di Governi dell’Europa Occidentale che vedono non di buon occhio l’allargamento dell’UE all’Albania, tra cui il Premier della Gran Bretagna, David Cameron: un conservatore che ha contestato l’apertura del mercato del lavoro britannico a nuovi Stati membri attuata dal suo predecessore laburista Tony Blair.

La chiusura di Cameron -che segna una svolta nella politica estera della Gran Bretagna, tradizionalmente a sostegno dell’allargamento dell’UE a nuovi Paesi- è stata condivisa dal Premier liberal-conservatore olandese Mark Rutte, che ha spinto il Paelamento dei Paesi Bassi a votare una mozione che impone al Governo di bloccare la concessione dello status di Paese candidato all’Albania.

Simile posizione a quella di Cameron e Rutte è anche quella di due socialisti come il Premier danese Helle Thorning-Schmidt, e il Presidente francese, Francois Hollande, mentre il Cancelliere tedesco cristiano democratico, Angela Merkel, ha espresso in merito all’ingresso dell’Albania i perplessità.

Le differenti opinioni tra Istituzioni UE e i singoli Paesi membri rischia di escludere per ancora troppo tempo dall’Europa un Paese che, seppur con ancora un alto tasso di corruzione, rappresenta una pedina di cruciale importanza per il rafforzamento dell’Unione.

In primis, l’Albania è il principale Paese di transito del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura che dal 2018 veicolerà in Italia dalla Grecia 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan, con la possibilità di aumentare la quantità di carburante condotta anche ad altri Paesi UE -Croazia, Bulgaria, Romania, Austria e Slovenia- tramite deviazioni della conduttura.

Oltre alla TAP, che consente all’UE di diversificare le forniture di gas dal monopolio detenuto da Russia ed Algeria -Paesi che si avvalgono dell’energia come strumento di coercizione geopolitica a danno di Stati terzi- l’Albania rappresenta un modello di integrazione culturale ed interreligiosa tra cattolici, ortodossi e mussulmani che, nel suo piccolo, riprende l’ideale di tolleranza e fraternità su cui l’Europa politica è stata creata.

Infine, l’Albania è un Paese storicamente e culturalmente legato all’Italia, che ama il Nostro Paese e che, in caso di ingresso nell’UE, è in grado di assorbire i prodotti delle industrie italiane, oggi colpite da una forte crisi economica.

Gli italiani siano gli avvocati dell’integrazione UE degli albanesi

Per questa ragione, e sopratutto per la TAP, l’Italia deve essere in prima fila per sostenere la concessione dello status di Paese candidato all’integrazione nell’UE dell’Albania.

L’impegno in tale direzione permetterebbe al Premier Enrico Letta di rafforzare ulteriormente l’immagine e la posizione del nostro Paese in seno all’UE, come lo Stato che si fa promotore dell’estensione dei valori di integrazione, democrazia e libertà tipici dell’Europa.

L’Europeizzazione dell’Albania è per l’Italia una questione di primaria importanza per il nostro interesse nazionale, che Letta ben farebbe a perseguire in sede UE, così come la Polonia sostiene strenuamente l’allagamento dell’Europa politica all’Ucraina.

Per ragioni culturali, storiche ed economiche, i polacchi ben sanno che non vi potrà mai essere un’Europa davvero prospera e libera senza un’Ucraina democratica ed indipendente, integrata in Europa.

Allo stesso modo, gli italiani devono capire che non vi sarà mai un’Italia protagonista nel Mondo e sicura sul piano energetico senza un’Albania in Europa.

Matteo Cazzulani

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