LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN LANCIA UN’OPA SULL’UCRAINA PER COLPIRE L’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 18, 2013

Il Presidente russo concede al suo collega ucraino un prestito di 15 Miliardi di Dollari ed uno sconto sul prezzo del gas. L’Opposizione teme la svendita degli interessi nazionali, tra cui i gasdotti di Kyiv

Sia le clausole chiare che quelle sottaciute lasciano trasparire un dato di fatto evidente: la Russia ha lanciato sull’Ucraina un’OPA che colpisce direttamente l’Europa. Nella giornata di martedì, 17 Dicembre, il Presidente russo, Vladimir Putin, durante un incontro a Mosca con il suo collega ucraino, Viktor Yanukovych, ha firmato un accordo per l’acquisto di titoli di stato dell’Ucraina per 15 Miliardi di Dollari: un prestito che la Federazione Russa ha de facto erogato per salvare la debole economia di Kyiv.

Inoltre, Putin ha concesso a Yanukovych uno sconto sul prezzo del gas che la Russia vende all’Ucraina, passando da 400 Dollari per Mille metri cubi a 268,5: una notevole riduzione che è stata sempre chiesta a gran voce dal suo collega ucraino Yanukovych.

Pronta è stata la reazione alla notizia della firma degli accordi tra Putin e Yanukovych da parte dei milioni di manifestanti che dal 21 Novembre manifestano in piazza in sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento, che Yanukovych ha rifiutato di firmare, che integra l’economia ucraina nel mercato libero UE.

Il Leader del Partito di opposizione UDAR, Vitaly Klichko, ha sottolineato come sia possibile l’esistenza di clausole segrete secondo le quali, probabilmente, Yanukovych ha accettato di inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale voluto da Mosca per estendere la sua egemonia nello spazio ex-sovietico ed escludere l’Europa dalla competizione internazionale.

Klichko ha anche ipotizzato la firma di accordi non resi noti che consegnano alla Russia il controllo dei gasdotti ucraini: una svendita degli interessi statali che, de facto, sottomette l’Ucraina al controllo dei russi, che, così, possiedono sia il gas venduto a Kyiv, le infrastrutture attraverso le quali il carburante viene inviato anche in Europa.

Yanukovych come Lukashenka, Putin risolve il problema Southstream

La firma degli accordi con Putin dimostra il fallimento della strategia di corto respiro di Yanukovych che, negando l’associazione con l’Europa, non è riuscito a mantenere il suo Paese equidistante tra l’UE e la Russia per governarlo come un proprio feudo, finendo per dovere chiedere a Mosca un aiuto economico con il cappello in mano.

Con la concessione dello sconto sul prezzo del gas, la Russia si è assicurata la fedeltà dell’Ucraina, che, così, resta il principale Paese di transito del gas russo in UE, in cui, se confermate le indiscrezioni, i russi controllano la gestione dei gasdotti.

Questo fatto espone l’Europa ad un forte rischio, in quanto il transito del carburante importato da Mosca sarebbe ora controllato dallo stesso Paese che vende l’oro blu, e non più da due enti indipendenti, che finora, hanno parzialmente evitato alla Russia di attuare ricatti energetici nei confronti dell’UE.

Lo sconto sul gas concesso all’Ucraina torna utile a Putin anche dopo che la Commissione Europea ha ritenuto fuori legge il Southstream: gasdotto progettato da Mosca per bypassare l’Ucraina, inviando gas dalla Russia meridionale all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

L’accordo tra Putin e Yanukovych mette infine a repentaglio la sicurezza dell’Europa, in quanto assicura la presenza dell’Ucraina nell’orbita della Russia, e, così, avvia un lento ma inesorabile processo di inglobamento di Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica di Mosca.

Per questioni di carattere geopolitico, economico e culturale, solo con l’inglobamento dell’Ucraina Putin ha la possibilità di ricreare un impero russo esteso in tutto lo spazio ex-sovietico: una mossa che, creando una forte entità statale nella piattaforma geografica eurasiatica, rende impossibile il rafforzamento dell’UE in un Mondo sempre più globalizzato.

Mosca minaccia l’Occidente coi missili

A testimonianza del clima di aggressività nei confronti dell’Europa che sta dietro all’offerta di aiuto di Putin all’Ucraina è la notizia, confermata da diversi media, del dislocamento di missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania, puntati su città europee quali Vilna, Varsavia, Stoccolma, Helsinki e persino Berlino.

Pronta è stata la risposta della NATO, che ha sottolineato come le minacce dei russi sono da considerare come un gesto di offesa nei confronti di tutta la Comunità Atlantica, pronta a reagire per evitare che la politica imperialista di Putin porti ad un’ulteriore incremento della tensione.

Matteo Cazzulani

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