LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH DICE ANCORA NO ALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 14, 2013

Il Presidente ucraino, durante una Tavola Rotonda indetta per risolvere l’impasse politica, illustra come i danni provocati dalla rottura delle relazioni con la Russia siano superiori rispetto ai vantaggi di un Accordo con l’UE. L’Opposizione richiede la fine delle violenze su manifestanti, giornalisti e politici dissidenti, e la scarcerazione immediata delle persone arrestate durante le repressioni della polizia di regime

L’Europa è importante, ma solo a parole, ed in maniera dimostrativa. Nella giornata di venerdì, 13 Dicembre, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha dichiarato che l’Ucraina non firmerà con l’Unione Europea l’Accordo di Associazione: documento che integra l’economia di Kyiv con il mercato unico europeo.

Durante una tavola rotonda organizzata per risolvere una crisi politica originata dalla decisione di non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE, e dalle repressioni attuate dalle forze speciali di polizia Berkut -che operano alle dirette dipendenze della Presidenza- sul milione di manifestanti in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’UE, Yanukovych ha dichiarato che i danni derivanti dalla rottura commerciale con la Russia sono per Kyiv superiori ai vantaggi legati alla scelta europea.

Oltre alla decisione di non firmare l’Accordo di Associazione, Yanukovych ha sottolineato la necessità di indire un dibattito in Parlamento sull’integrazione europea dell’Ucraina già a partire dalla prossima settimana.

Pronta la reazione dei rappresentanti delle Opposizioni, confinate in una parte periferica del tavolo i lavori, che hanno illustrato come la scelta del Presidente dell’Ucraina sia contraria alla volontà del milione di manifestanti sceso in piazza ininterrottamente dallo scorso 21 Novembre -e, secondo tutti i sondaggi, della maggioranza degli ucraini.

Inoltre, le Opposizioni hanno duramente contestato le repressioni attuate sui manifestanti, sui giornalisti e su alcuni politici dissidenti, ed hanno richiesto l’immediato rilascio di tutte le persone arrestate durante le azioni di forza attuate dai Berkut sui dimostranti.

Una decisione di corto respiro

La decisione di Yanukovych di non firmare nuovamente l’Accordo di Associazione con l’UE ben testimonia la volontà del Presidente ucraino di mantenere una posizione equidistante tra UE e Russia per governare da solo, con azioni illiberali ed antidemocratiche, il suo Paese.

Quella di Yanukovych è però una strategia di corto respiro, che, per via della posizione geopolitica in cui si trova l’Ucraina, è destinata a ripercorrere l’esperienza del Dittatore bielorusso Alyaksandar Lukashenka, che dopo aver deciso di isolare Minsk da UE e Russia, è stato costretto progressivamente ma inesorabilmente a cedere sovranità economica a Mosca.

L’UE è sulla buona strada

L’aspirazione degli ucraini che manifestano per l’integrazione, seppur solo economica, nell’UE è un desiderio di appartenere ad una Comunità di Pace, Progresso, Democrazia e Diritti Umani che l’Europa deve sapere cogliere per mantenere vivo il Sogno Europeo che, a causa di ondate populiste ed euroscettiche, sembra oggi essere sbiadito.

L’integrazione dell’Ucraina nell’UE è un passo necessario da compiere per l’Unione non solo per garantire la Libertà a Kyiv, ma anche per reagire alle ritorsioni commerciali che la Russia di Putin ha attuato nei confronti degli ucraini, per incentivare Yanukovych a non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione.

In tale direzione, bene si è mosso il Parlamento Europeo che, giovedì, 12 Dicembre, ha approvato una Risoluzione che richiede alle Autorità UE l’abbattimento del regime dei visti per gli ucraini, condanna l’uso della violenza sui manifestanti da parte di Yanukovych, ed invita la Russia di Putin a non interferire nelle trattative bilaterali tra Europa ed Ucraina.

Matteo Cazzulani

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