LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: LA POLIZIA ATTACCA MANIFESTANTI, SEDI DI PARTITO E TV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 10, 2013

Le forze speciali di polizia Berkut, alle dirette dipendenze del Presidente, Viktor Yanukovych, irrompono nella sede di Batkivschyna e del canale indipendente INTV. Il Leader dell’Opposizione, Arseny Yatsenyuk, promette la continuazione della manifestazione

Incursione nelle sedi di Partito, occupate le televisioni, malmentati i manifestanti in strada. Così ha visto il suo culmine la giornata in cui in a Kyiv le forze speciali Berkut, alle dirette dipendenze del Presidente, Viktor Yanukovych, hanno avviato la repressione delle dimostrazioni in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Alle ore 16 -ora italiana, in Ucraina erano le 17- la polizia ha dismesso con la forza i presidi che i manifestanti hanno avviato presso le sedi dell’Amministrazione Presidenziale, Parlamentare e Locale, mentre poco più tardi i Berkut hanno avviato cariche sporadiche contro i dimostranti presso il centralissimo Maydan Nezalezhnosti, dove le tende, nelle quali un milione di partecipanti alla manifestazione hanno dormito durante queste notti, sono state disarcionate.

In seguito, i Berkut hanno fatto irruzione nella sede del principale Partito di opposizione, Batkivshchyna, e nel canale indipendente INTV, dai quali sono stati sequestrati tutti i server, e dove sono stati semidistrutti porte e arredamento.

A riconoscere la paternità delle azioni sono stati i Servizi Segreti, che hanno scollegato la motivazione delle incursioni con la manifestazione in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina all’UE, bensì motivando il gesto come un’azione di normale controllo.

Differente l’opinione del Leader in pectore di Batkivshchyna, Arseny Yatsenyuk, che ha sottolineato come l’azione sia stato un chiaro avvertimento del Presidente Yanukovych di partecipare alla Tavola Rotonda che ha accettato di indire per superare una crisi che dura oramai da più di due settimane.

Yanukovych a Kyiv come Lukashenka a Minsk

Le manifestazioni, che oltre all’ingresso dell’Ucraina in Europa richiedono anche le dimissioni di Yanukovych e del Premier, Mykola Azarov, sono iniziate dopo che il Presidente ucraino non ha firmato l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che avrebbe integrato l’economia di Kyiv nel mercato unico europeo.

Yanukovych, che già una volta ha ordinato ai Berkut di intervenire con la forza picchiando manifestanti e giornalisti, non ha firmato l’Accordo di Associazione perché vuole mantenere l’Ucraina equidistante tra UE e Russia che, a sua volta, vuole inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito dal Presidente russo Putin per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Il progetto di Putin, che senza l’Ucraina non può compiersi, è destinato al successo, perché, così come avvenuto in Bielorussia, anche Kyiv è destinata ad essere inglobata nella Russia se chiude con l’UE.

Questo fatto avrebbe conseguenze non buone per l’UE, dato che, come dichiarato dallo stesso Putin, la creazione dell’Unione Doganale Eurasiatica -possibile solo con l’Ucraina- è concepita per disgregare l’Europa ed escluderla dalla competizione economica mondiale.

Matteo Cazzulani

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