LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH FORSE HA GIÀ FIRMATO CON PUTIN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 7, 2013

Indiscrezioni dell’autorevole Economist sottolineano come il Presidente ucraino abbia concesso l’inglobamento di Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica in cambio di uno sconto sul gas. I più di 10 Mila manifestanti chiedono Elezioni Anticipate dopo le repressioni dei cortei da parte della polizia

Di ritorno dalla Cina, subito in Russia, e poi solo dopo in Ucraina. Nella giornata di sabato, 7 Dicembre, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è ritornato in Ucraina dopo una visita ufficiale in Cina e in Russia.

Ad attendere il Presidente Yanukovych, una manifestazione di più di 10 Mila dimostranti pacifici che, come da due settimane a questa parte, protesta contro la decisione del Capo dello Stato di non avere firmato l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: un accordo che consente l’integrazione economica di Kyiv nell’UE.

Oltre che sul versante europeo, la protesta dei 10 Mila ucraini si è focalizzata sull’incapacità di risolvere la crisi economica, e sulle repressioni con la forza delle passate manifestazioni, da parte del Governo del Premier Mykola Azarov: delfino di Yanukovych, di cui i manifestanti continuano a richiedere le dimissioni.

Da parte sua, Azarov, a colloquio con i Ministri degli Esteri di Germania, Polonia e Svezia, Guido Westerwelle, Radoslaw Sikorski e Carl Bildt -accorsi a Kyiv assieme all’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, per sostenere i manifestanti contro le repressioni della polizia di regime- ha accusato i manifestanti di teppismo, ed ha inviato l’UE a considerare solo il Governo ucraino come autorevole interlocutore.

Dubbi sono stati sollevati dalla visita di Yanukovych al Presidente russo Putin che, secondo indiscrezioni dell’autorevole Economist, in cambio di uno sconto sul prezzo del gas importato dalla Russia avrebbe effettuato concessioni politiche a Mosca, come la promessa di partecipazione all’Unione Doganale Eurasiatica.

Questo progetto di integrazione sovranazionale è stato concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Russia nello spazio ex-Sovietico, e, solo previo inglobamento dell’Ucraina, creare un nuovo Impero Russo che elimina l’UE dalla competizione internazionale.

Pronta è stata la risposta alle indiscrezioni da parte delle Opposizioni, che hanno chiesto immediate nuove elezioni per dimissionare il Governo. Dal carcere in cui è detenuta dal 2011 per una condanna politica, la Leader del dissenso ucraino, Yulia Tymoshenko, ha interrotto lo sciopero della fame, ed ha invitato i dimostranti a lottare per le dimissioni del Premier Azarov e del Presidente Yanukovych.

I Vescovi di Polonia scrivono ai Vertici ecclesiastici ucraini

Importante, oltre a quello delle Autorità UE, è stato il tentativo di mediazione da parte dei Vescovi polacchi, che hanno mandato una lettera aperta ai Capi dell’Episcopato Greco-Cattolico e Cattolico Ucraino per sottolineare la vicinanza e la fratellanza tra Polonia ed Ucraina nel nome delle comuni radici ideologiche europee.

L’iniziativa del Clero polacco ha un significato particolare, se si considera che fu proprio una Lettera Aperta dei Vescovi di Polonia, con la quale fu chiesto perdono per avere sottaciuto dinnanzi allo spostamento forzato della popolazione tedesca dalla Slesia voluto da Stalin nel 1968, che ha avuto inizio il processo di riappacificamento polacco-tedesco.

Matteo Cazzulani

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