LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

YANUKOVYCH COME LUKASHENKA: L’UCRAINA FUORI DALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 29, 2013

Il Presidente ucraino relegato assieme ai rappresentanti del Dittatore bielorusso durante il Vertice del Partenariato Orientale dell’Unione Europea di Vilna, durante il quale Kyiv non ha firmato l’Accordo di Associazione con l’UE. Yanukovych scaricato anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz

Peggio di così non poteva andare per un Presidente isolato paragonato palesemente a un dittatore. Nella giornata di venerdì, 29 Novembre, l’Ucraina non ha firmato l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero dell’Unione Europea che, secondo programma, avrebbe dovuto essere firmato a chiusura del Summit del Partenariato Orientale europeo di Vilna.

Pessima è stata la figura del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, che, nonostante abbia voluto interrompere di sua spontanea volontà le trattative per la firma dell’Accordo con l’UE, ha comunque partecipato al Vertice di Vilna dove, come riportato dalla Ukrayinska Pravda, non è stato considerato dai colleghi, ed è stato confinato nel tavolo dei lavori accanto agli esponenti della Bielorussia del dittatore Alyaksandr Lukashenka.

Gli unici colloqui avuti dal Presidente ucraino sono stati durante la cena di gala di giovedì, 28 Novembre, quando, rivolgendosi al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha lamentato pressione da parte della Russia, ed ha ribadito la richiesta di un’alta somma di denaro come compensazione dei danni che, secondo lui, la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE avrebbe portato a Kyiv in seguito al peggioramento delle relazioni con Mosca.

L’UE, tuttavia, ha compiuto ingenti sforzi anche durante il Vertice di Vilna, come il tentativo da parte del Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, sempre durante la cena, di convincere Yanukovych a firmare l’accordo, oppure le ennesime aperture alla possibilità di un sostegno economico da parte dell’ex-Presidente della Polonia, Aleksander Kwasniewski, Inviato Speciale in Ucraina del Parlamento Europeo.

Proprio il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che si è sempre battuto per tenere aperta la porta all’Ucraina, ha però scaricato Yanukovych, esprimendo, come riportato da Dzerkalo Tyzhnya, il desiderio di firmare l’Accordo di Associazione con Kyiv con un nuovo Presidente ed una nuova classe politica ucraina.

L’insuccesso di Yanukovych è dimostrato anche dalla mancata firma di un documento alternativo all’Accordo di Associazione, che i vertici UE avevano preparato per mantenere comunque la porta aperta ai lavori con l’Ucraina.

Come riportato da Radio Liberty, il documento cancellava ogni riferimento alla Russia, che, invece, Yanukovych ha voluto coinvolgere a tutti i costi per stabilire i dettagli dell’Accordo di Associazione, ottenendo la pronta risposta dei vertici UE, secondo cui l’Europa non bilancia la sua politica estera in base alla volontà di Paesi terzi.

Importante anche citare le aperture di carattere ideologico che l’UE ha fatto all’Ucraina, come la concessione della possibilità di posticipare la risoluzione dei casi di violazione della democrazia e dei Diritti Umani in Ucraina -come il caso della Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko, arrestata per ragioni politiche dal 2011- pur di facilitare a Yanukovych la firma dell’Accordo di Associazione.

Manifestazione a Milano per l’Ucraina in Europa sabato pomeriggio

Con la mancata firma dell’Accordo di Associazione, che invece è stato ultimato da Moldova e Georgia -che così sono ora più vicine all’UE rispetto a Kyiv- l’Ucraina si trova isolata e, giocoforza, potrà diventare facile preda dell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito dalla Russia di Putin per ricreare nello spazio ex-sovietico un nuovo impero che, come dichiarato più volte dallo stesso Presidente russo, intende indebolire l’Unione Europea

Per l’UE, la mancata integrazione di un Paese ricco di potenziale agricolo, industriale ed umano, di un mercato ove collocare i beni prodotti dalle industrie europee, oggi in crisi, e di uno Stato attraverso cui transitano i gasdotti che trasportano la maggior parte del gas che l’Europa importa dalla Russia, rappresenta una sconfitta diplomatica che mette a serio repentaglio la sicurezza economica del Continente europeo.

Proteste sono state già organizzate dagli ucraini che, da giovedì 21 Novembre, in decine di migliaia stanno già protestando nelle principali piazze ucraine sotto le bandiere dell’UE contro la decisione del Presidente Yanukovych di non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE.

In Italia, un presidio è stato programmato a Milano per sabato 30 Novembre, alle ore 15, in via Dante angolo piazza Castello, a cui parteciperanno tutte le persone, di qualsiasi nazionalità, che sostengono le aspirazioni europee del popolo ucraino.

Matteo Cazzulani

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