LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

“WALESA UOMO DI SPERANZA”. UN FILM PER COMPRENDERE LA POLONIA E L’EUROPA

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on November 12, 2013

L’ultimo lavoro del noto regista Andrzej Wajda, recentemente applaudito al Festival del Cinema di Venezia, illustra la vita pubblica e privata del Leader della resistenza polacca non violenta alla dittatura sovietica. Famiglia e importanza della donna altri valori comunicati dal film oltre a Libertà, Democrazia e Diritti Umani”

“La Libertà è un Diritto Umano” sono le parole pronunciate da Lech Walesa al Congresso USA con cui si chiude il film “Walesa Uomo della Speranza”, l’ultima creazione del noto regista polacco Andrzej Wajda – molto apprezzata durante l’ultimo Festival del Cinema di Venezia- uscita lo scorso Ottobre in Polonia.

Wajda ci aveva ben abituato con l'”Uomo di Marmo” prima e, poi, con “Katyn” -film coraggiosamente proiettato gratuitamente a Milano grazie a un’iniziativa del Consolato della Polonia, nonostante i mal di pancia della rappresentanza locale della Federazione Russa. Questa volta, il regista polacco ha realizzato non solo una lezione di storia, ma anche un vero e proprio testamento morale.

La lezione di storia è quella della
Lotta per la Libertà del sindacato autonomo Solidarnosc, guidato da Lech Walesa, grazie alla cui protesta nonviolenta la Polonia nel 1989 ha abbattuto la dittatura sovietica senza spargimenti di sangue, ed ha aperto la strada della democrazia e della libertà, e successivamente dell’ingresso nell’Unione Europea, agli altri Paesi dell’Europa Centro-Orientale.

Una lotta difficile, attuata grazie alla straordinaria personalità propria di Walesa: un elettricista, interpretato ottimamente da Robert Wieckiewicz, determinato a coniugare il rispetto dei diritti dei lavoratori con il bisogno di libertà di un popolo, quello polacco, costretto da russi e tedeschi a secoli di oppressione e schiavitù.

Il testamento morale che Wajda ci lascia con questo film è proprio l’importanza della Libertà, e il rifiuto dell’autoristarsimo violento, come è stato quello sovietico in Polonia.

Il terrore dato dai manganelli della polizia sovietica nel film è ben rappresentato, così come il carattere esuberante, deciso, talvolta supponente, di un Walesa descritto anche nel suo ambito della famiglia: un altro valore che Wajda tratta in maniera molto approfondita.

Importante è anche la figura di Danuta, la moglie di Walesa interpretata da Agnieszka Grochowska: compagna fedele che accompagna il marito nel suo impegno politico, anche nonostante qualche crisi di nervi, e che sa badare ai sei figli durante i ripetuti arresti del Leader di Solidarnosc con la fermezza tipica delle madri polacche.

Altro ruolo femminile di spicco è quello di Oriana Fallaci, che, grazie alla superba interpretazione di Maria Rosaria Omaggio, accompagna la narrazione dell’epopea di Walesa con un’intervista realmente effettuata al Leader di Solidarnosc ripresa quasi integralmente nel film.

Altro aspetto positivo del film è l’assenza di pathos patriottici: Wajda, a differenza dei film precedenti, non ha concesso troppo alla retorica nazionale, ma si è focalizzato sul terrore e le ingiustizie realmente perpetrate da un regime sovietico giunto oramai al suo collasso.

Un punto negativo del film è però l’assenza dello spazio necessario ad altre figure che hanno reso possibile la vittoria di Solidarnosc e lo sviluppo della democrazia in Polonia. Il futuro Ministro degli Esteri Bronislaw Geremek, ed il primo Premier della Polonia libera, Tadeusz Mazowiecki – a cui si deve lo sviluppo dell’economia di mercato accompagnata a riforme a garanzia dei diritti dei lavoratori- sono immortalati sono in alcune scene.

Poco più spazio è invece riservato a Karol Wojtyla: Papa Giovanni Paolo II è il vero animatore della resistenza non violenta alla dittatura sovietica, ed un Padre spirituale che, durante il suo Pontificato, si è sempre battuto per la Giustizia ed i Diritti Umani nel Mondo.

Un film necessario sopratutto per gli italiani

Per ora, non si sa se il film, disponibile solo in polacco, uscirà nelle sale cinematografiche italiane, dove a fatica si comprende la realtà dell’Europa Centro-Orientale.

Certo è che la visione di questo film, come delle altre creazioni di Wajda, ben aiuterebbe la comprensione da parte degli italiani di un fenomeno storico inspiegabilmente sottovalutato nei libri di storia delle scuole in Italia.

Matteo Cazzulani

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