LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA TYMOSHENKO SENZA CURE. L’UCRAINA RESTA FUORI DALL’UE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on November 10, 2013

Malgrado le promesse del Presidente Viktor Yanukovych all’Unione Europea, il Parlamento ucraino non rilascia la Leader dell’Opposizione dalla detenzione politica a cui è costretta dall’Ottobre 2011. Il Leader dei filo-europei Vitaliy Klichko escluso dalla corsa presidenziale.

Le vane illusioni di chi fa politica con serietà, e la falsità di chi ragiona secondo schemi più paragonabili ad una dittatura che ad una democrazia. Nella giornata di venerdì, 8 Novembre, il Parlamento ucraino ha approvato la riforma del Sistema giudiziario e della Legge Elettorale.

I due provvedimenti, che evolvono l’Ordinamento ucraino agli standard europei, sono stati richiesti dall’Unione Europea per rendere possibile la firma dell’Accordo di Associazione: documento che integra Kyiv a Bruxelles sul piano economico.

Nonostante l’approvazione delle riforme, l’integrazione economica dell’Ucraina nell’UE non si farà se, come sembra, la Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko, non sarà liberata dalla detenzione a cui è costretta da due anni, che è considerata dalla comunità internazionale come politicamente motivata.

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha promesso all’UE la risoluzione del caso Tymoshenko da parte del Parlamento -dove il Capo di Stato possiede una maggioranza a lui fedele- in quanto Bruxelles ha posto la liberazione della Leader dell’Opposizione ucraina una condicio sine qua non per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Tuttavia, il Parlamento Ucraino si è limitato alla creazione di un Gruppo di Lavoro controllato dal Partito delle Regioni -il Partito del Presidente Yanukovych- ed ha respinto i Progetti di Legge sulla liberazione della Tymoshenko depositati da Batkivshchyna -la forza partitica della Leader dell’Opposizione arrestata- e da Deputati indipendenti.

L’impasse del Parlamento è dovuto alla posizione non solo dei dirigenti del Partito delle Regioni -che, come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, non intendono liberare la Tymoshenko dalla detenzione politica- ma anche dalla posizione sull’argomento dello stesso Yanukovych.

Secondo l’Autorevole Gazeta Wyborcza, il Capo di Stato ucraino non ha intenzione alcuna di concedere assoluta libertà alla Leader dell’Opposizione ucraina durante il periodo di cura in Germania, come invece richiesto dai due inviati speciali dell’UE: l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski, e l’ex-Premier irlandese, il liberale Pat Cox.

La Tymoshenko soffre di una forte ernia al disco trascurata dalle Autorità Carcerarie: per risolvere questa crisi umanitaria, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha offerto alla leader dell’Opposizione ucraina cure mediche urgenti in Germania.

Come riportato sempre dall’Ukrayinska Pravda, Kwasniewski e Cox, dopo avere ricevuto promesse da parte di Yanukovych sulla risoluzione del caso Tymoshenko, hanno ricevuto il diniego totale sulla questione durante un battibecco con il Capogruppo del Partito delle Regioni, Oleksandr Yefremov: uomo alle dirette dipendenze del Presidente ucraino.

La mancata intenzione di avvicinarsi all’UE da parte delle Autorità ucraine è stato anche dimostrato dal viaggio che il Presidente Yanukovych ha compiuto a Mosca sabato 9 Novembre, mentre il Premier, Mykola Azarov, rilasciava dichiarazioni in sostegno all’accicinamento Kyiv alla Russia

Klichko fuori dalle elezioni presidenziali

Un ennesimo segnale di regresso della democrazia è stato dimostrato dalle Autorità ucraine anche con la forma da parte di Yanukovych di una legge che vieta la corsa alle prossime Elezioni Presidenziali all’astro emergente dell’Opposizione, il leader del Partito filo-europeo UDAR, Vitaliy Klichko.

La mancata liberazione della Tymoshenko e l’esclusione di Klichko dalle competizioni elettorali impediscono quasi certamente la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e condannano Kyiv all’integrazione politica nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Yanukovych perde, Putin vince

Questo progetto di integrazione nazionale è concepito da Putin per estendere il controllo della Russia sullo spazio ex-sovietico, e, attraverso l’inglobamento dell’Ucraina, mettere a repentaglio il consolidamento politico dell’UE.

L’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica permette infatti alla Russia di Putin di estendere la sua influenza su un Paese, l’Ucraina, europeo per cultura e tradizioni, e che garantisce a Mosca una ricchezza di infrastrutture energetiche, risorse agricole ed umane di cui l’UE ha oggi molto bisogno.

Matteo Cazzulani

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