LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA GRAN BRETAGNA DIVERSIFICA LE FORNITURE DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 7, 2013

La compagnia Centrica firma un contratto per l’importazione di 3 Milioni di Tonnellate di gas naturale liquefatto dal Qatar, dopo l’avvio dell’importazione di shale dagli Stati Uniti d’America. Lo sfruttamento di gas non convenzionale sul territorio britannico e il prolungamento del Gasdotto Trans Adriatico le altre vie per la diversificazione.

Non solo su diritti, welfare e stile di vita politico: la Gran Bretagna sta dando al resto dell’Europa una vera e propria lezione anche sulla diversificazione delle forniture di gas. Nella giornata di mercoledì, 6 Novembre, la compagnia energetica britannica Centrica ha annunciato la firma di un accordo per l’importazione di 3 Milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto dal Qatar.

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia britannico, Michael Fallon, la misura è necessaria per mantenere la sicurezza energetica di un Paese che, ad oggi, soffre il vertiginoso decremento dei giacimenti di gas nel Mar del Nord e di quelli norvegesi, da cui, finora, ha dipeso.

Per porre rimedio al venir meno del gas dal Mare del Nord e dalla Norvegia, il Governo britannico ha approvato dapprima l’importazione di LNG dal Qatar, poi, come primo Stato nell’Unione Europea, ha avviato la ricezione costante di shale liquefatto dagli Stati Uniti d’America.

L’accordo con gli USA, fissato da un contratto tra la Centrica e la compagnia statunitense Cheniere, consente alla Gran Bretagna l’importazione di gas a buon mercato, che gli Stati Uniti d’America, per via dell’alta disponibilità di shale sul proprio territorio, vendono a basso costo.

La Gran Bretagna ha anche autorizzato lo sfruttamento dello shale sul proprio territorio, forte di uno studio dell’Ente Geologico Britannico -BGS- che attesta le risorse di gas non convenzionale nell’Inghilterra centrale a 1300 Trilioni di Piedi Cubi di gas.

Secondo alcune ben fondate indiscrezioni, la Gran Bretagna sta valutando anche l’ipotesi di importare gas dall’Azerbaijan attraverso il prolungamento in Nord Europa del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura, sostenuta dalla Commissione Europea, che veicola 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania.

Un no a Putin

LNG dal Qatar e shale dagli USA hanno consentito alla Gran Bretagna di evitare l’accordo con la Russia per il prolungamento del Nordstream: gasdotto che veicola gas naturale dal territorio russo a quello tedesco attraverso il fondale del Mar Baltico.

Realizzato nel 2012, il Nordstream è stato progettato per bypassare Paesi UE avversati politicamente dalla Russia, come Polonia e Stati Baltici, che, ora, sono costretti ad importare il gas russo da ovest anziché da est.

In un primo momento, anche la Gran Bretagna ha espresso interesse al prolungamento del Nordstream, ma il funzionamento non ottimale di questo gasdotto, e la non convenienza ad incrementare la dipendenza energetica da un Paese, la Russia, che mantiene il monopolio della compravendita di gas in una buona parte dell’Europa, ha portato il Governo britannico ad abbandonare il progetto.

Differente è la posizione di altri Stati UE, che in materia di diversificazione sono ancora molto indietro, come la Germania -che, dopo la rinuncia al nucleare, ha incrementato la quantità di gas importata dalla Russia- e la Francia -che mantiene comvintamente il nucleare, al punto da vietare lo sfruttamento dello shale in territorio francese.

Un esempio per il Governo italiano

L’Italia, che in seguito ai contratti personalistici firmati sotto i Governi Berlusconi con Putin, Gheddafi ed altri dittatori del pianeta dipende fortemente dal gas naturale importato da Russia, Libia ed Algeria, ha l’occasione di imitare la Gran Bretagna con la realizzazione della TAP -che è stata supportata dai Governi Letta e, prima ancora, Monti- e dei rigassificatori.

L’ipotesi di riavviare la realizzazione di rigassificatori su larga scala per permettere anche in Italia l’importazione di più gas liquefatto dal Qatar e di shale a basso costo dagli USA, è stata avanzata dal Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato e dall’Amministratore Delegato di ENI, Paolo Scaroni.

Parere contrario alla costruzione di terminali LNG è manifestata da frange ambientaliste, che basano la loro protesta su ragioni di carattere ecologico, spesso ignorando che l’incremento dell’uso del gas -anche e soprattutto dello shale USA- consente la riduzione delle emissioni inquinanti.

Matteo Cazzulani

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: