LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA PROLUNGA LA MISSIONE COX-KWASNIEWSKI IN UCRAINA

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on October 17, 2013

Il Parlamento Europeo decide di implementare il dialogo con le Autorità ucraine per continuare il percorso di ‘integrazione economica di Kyiv nell’UE. Plauso da parte del Presidente del Parlamento, il socialdemocratico Schulz, critiche da parte del popolare Saryusz-Wolski

La mediazione va avanti, nonostante i risultati deludenti. Nella giornata di mercoledì, 16 Ottobre, il Parlamento Europeo ha rinnovato di un mese la missione diplomatica in Ucraina per la liberazione dal carcere della Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko.

La decisione è stata presa dalla Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo, che, sentita la relazione dei due inviati dell’Emiciclo di Strasburgo in Ucraina -l’ex-Premier irlandese, il liberale Pat Cox, e l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski-ha deciso di continuare con la pressione diplomatica presso il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Cox e Kwasniewski hanno richiesto al Presidente Yanukovych di permettere alla Tymoshenko cure mediche in Germania: una decisione, accettata dalla Leader dell’Opposizione, ma non ancora dall’Amministrazione Presidenziale, che consentirebbe la ripresa dell’integrazione economica dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Come dichiarato dal Presidente del Parlamento Europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, la missione diplomatica deve portare alla liberazione della Tymoshenko per consentire all’Ucraina di firmare l’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento che integra Kyiv nel mercato unico europeo.

La posizione del Presidente Schulz è stata sostenuta dalla Commissione Europea, ma ha ricevuto anche forti critiche da parte del Partito Popolare Europeo: il Gruppo Parlamentare di maggioranza presso il Parlamento Europeo.

Come dichiarato dal Responsabile PPE per il Partenariato Orientale, Jacek Saryusz-Wolski, l’Ucraina non ha ancora realizzato alcuno dei cambiamenti sostanziali in materia di rispetto dei diritti umani e di riforma della giustizia che il Parlamento Europeo ha richiesto al Presidente Yanukovych.

Un caso di violazione della Democrazia e dei Diritti Umani

La Tymoshenko, ex-Premier ucraino e guida del processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, l’11 Ottobre 2013 è stata condannata a 7 anni di carcere, più 3 di interdizione dalle Cariche Pubbliche, per la firma di accordi sconvenienti per l’importazione di gas dalla Russia.

Come ritenuto anche dalla Comunità Internazionale, la condanna è maturata dopo un processo irregolare, in cui la Tymoshenko è stata privata di ogni possibilità di difesa da prove false -alcune delle quali datate addirittura il 31 Aprile.

Durante la detenzione, la Tymoshenko è stata spiata e picchiata dalle Autorità carcerarie, e le sono state negate a lungo le cure sanitarie di cui necessita per guarire da un’ernia al disco.

Oltre alla Tymoshenko, un’altra decina di esponenti dell’Opposizione sono stati arrestati e processati dopo l’elezione alla Presidenza di Yanukovych, che ha anche esautorato il Parlamento di molti dei poteri, ha intensificato il controllo sui media, ed ha falsato le Elezioni Parlamentari del 2012 e le Amministrative del 2010.

Perché è importante l’integrazione dell’Ucraina nell’UE

L’integrazione dell’Ucraina, anche solo sul piano economico, è necessaria per l’Europa affinché Kyiv -Paese europeo per storia, cultura e tradizioni- non finisca nell’orbita della Russia di Putin che usa i contratti per il gas come uno strumento per realizzare scopi geopolitici di natura imperialista.

Infatti, Putin vuole inserire l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale mirato a sancire l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Con l’ingresso dell’Ucraina, l’Unione Doganale Eurasiatica -ergo la Russia di Putin- eliminerebbe l’UE dalla competizione globale, ed implementerebbe ancor di più la disgregazione dell’Unione in Paesi Occidentali filorussi e Stati Centro-Orientali sostenitori di una comune politica energetica europea.

Matteo Cazzulani

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