LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN ROMANIA IL CENTRO-SINISTRA È IN DIFFICOLTÀ

Posted in Balcani by matteocazzulani on September 20, 2013

Una manifestazione contro la cava d’oro a Rosia Montana crea dissidi all’interno della coalizione di Governo tra il Partito SocialDemocratico del Premier Ponta e il Partito NazionalLiberale del Presidente del Senato, Crin Antonescu. Differenze programmatiche ed Elezioni Presidenziali i principali punti di disaccordo

Una protesta ambientale può diventare la causa della caduta del Governo. Nella giornata di mercoledì, 18 Settembre, in Romania, presso il Comune di Rosia Montana, una manifestazione compartecipata da qualche migliaio di persone ha raggiunto le due settimane di durata.

I manifestanti protestano contro la decisione del Governo di concedere alla cava di oro locale lo status di infrastruttura di interesse nazionale strategico: un provvedimento che garantisce la concessione delle licenze necessarie per l’avvio dello sfruttamento entro breve.

Sulla spinta delle proteste, il Premier romeno, Victor Ponta, ha dichiarato che il Partito SocialDemocratico -PSD- di cui è Leader, non voterà per la concessione dello status di infrastruttura di interesse strategico per la cava, ma ha ribadito che l’operazione ha un’estrema importanza sul piano sociale ed economico.

La posizione del Premier Ponta non è piaciuta ai partner di coalizione dei socialdemocratici, il Partito NazionalLiberale -PNL, il cui Leader, Crin Antonescu, si è schierato contro l’installazione della cava.

La diversità di vedute tra i due partner dell’Unione Sociale Liberale -USL, coalizione di Governo formata dopo le elezioni del 2012, ha riaperto i dissidi tra due Partiti con vedute differenti, uniti solo dalla comune opposizione al Presidente romeno, il moderato Traian Basescu.

I socialdemocratici, che hanno una visione della politica nazionale improntata su provvedimenti di carattere sociale, stanno infatti accelerando per una riforma della Costituzione e delle Amministrazioni Locali, mentre i Nazional-Liberali, che perseguono una retorica politica simile a quella del Partito Democratico Liberale di Basescu, temono che il PSD possa rifiutare di appoggiare la candidatura di Antonescu alle prossime elezioni presidenziali romene.

La situazione energetica

Oltre che sul piano politico, la protesta contro la cava potrebbe avere conseguenze anche sul piano energetico: un ambito in cui la Romania è impegnata per l’ottenimento della propria sicurezza energetica e per quella dell’Unione Europea.

Particolarmente importante è lo sfruttamento di idrocarburi nel Mar Nero e, di recente, anche il via libera bipartisan dato allo sfruttamento del gas shale: oro blu estratto da rocce argillose presenti a basse profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

La Romania, grazie sopratutto all’impegno del Presidente Basescu, ha appoggiato fortemente il Nabucco: gasdotto progettato per veicolare in Austria, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan.

Il Nabucco è stato però sostituito dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP: infrastruttura, che si estende dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania, prescelta per l’invio del gas azero in Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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