LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ANCHE LA LITUANIA NEL MIRINO DELLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas, Paesi Baltici by matteocazzulani on September 17, 2013

La Federazione Russa impone sanzioni doganali su corriere ad autoveicoli lituani. La protesta del Ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, per un’iniziativa politica di Mosca contro l’integrazione in Unione Europea dei Paesi dell’Europa Orientale

Dopo la cioccolata ucraina, i vini moldavi e le provocazioni territoriali in Georgia, anche le macchine lituane. Nella giornata di martedì, 11 Settembre, la Russia ha posto un nuovo regime doganale sulle corriere lituane che prevedono serrati controlli per permettere l’ingresso di mezzi di trasporto su gomma in Federazione Russa dalla Lituania.

La misura, che ha bloccato alla frontiera diversi mezzi in attesa dell’imprimatur da parte delle Autorità russe, segue una simile iniziativa presa lo scorso 30 Agosto, quando automobili con targa lituana sono state bloccate al confine con l’enclave russa di Kaliningrad, nonostante, secondo accordi internazionali, la frontiera sia liberamente valicabile senza alcun controllo.

Pronta è stata la protesta delle Autorità lituane, con il Ministro degli Esteri, Linas Linkevicius, che, dopo avere denunciato la mancanza di spiegazioni da parte della Federazione Russa, ha richiesto l’intervento dell’Unione Europea per risolvere una questione che penalizza la Lituania.

“L’UE deve intervenire per fermare una misura punitiva nei confronti del Paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione -ha dichiarato il Ministro Linkevicius- queste iniziative discriminatorie non sono nuove da parte della Russia verso Paesi che sono ritenuti avversari di Mosca”.

A sostegno delle dichiarazioni del Ministro degli Esteri lituano sono le recenti pressioni doganali che la Russia ha esercitato nei confronti dell’Ucraina e della Moldova, di cui, rispettivamente, la Federazione Russa ha bloccato l’importazione di cioccolata e vini.

A tutto ciò, bisogna aggiungere le provocazioni territoriali a riguardo della Georgia, con la visita del Presidente russo, Vladimir Putin, nella regione georgiana dell’Abkhazia lo scorso 8 Agosto, nel giorno in cui l’esercito della Russia ha aggredito Tbilisi nel 2008.

Proprio Ucraina, Moldova e Georgia sono vicine alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE: documento che integra il Paese firmatario nell’Unione sul piano economico.

Per questa ragione, la Russia, che intende estendere la sua egemonia geopolitica nello spazio ex-sovietico su Paesi liberi ed indipendenti, ha deciso di lanciare un chiaro segnale al Paese che ospiterà il summit in cui i tre Paesi ex-URSS potrebbero fare il primo passo verso la piena integrazione nell’UE.

Lo shale lituano da fastidio a Mosca

Oltre alla ragione politica, a motivare le ripercussioni di Mosca è anche la decisione del Governo lituano di affidare al colosso statunitense Chevron i diritti per lo sfruttamento di gas shale in Lituania.

Come dichiarato dal Premier lituano, Algirdas Butkevicius, lo shale è necessario, assieme all’aumento dell’importazione di gas liquefatto da Norvegia, USA e Qatar, per diminuire la dipendenza dall’oro blu russo, da cui la Lituania dipende per il 99% del suo fabbisogno.

La Russia, per mantenere il controllo del mercato energetico in Europa centro-orientale, secondo ben fondate indiscrezioni ha organizzato una campagna mediatica contro lo sfruttamento dello shale, sia incentivando le compagnie energetiche ad abbandonare i progetti, sia fomentando associazioni ambientaliste.

Tuttavia, lo shale è già sfruttato regolarmente in USA, Canada e Gran Bretagna senza alcun danno per l’ambiente, come invece sostengono le associazioni ecologiste che, su iniziativa della Federazione Russa, protestano per lo sfruttamento del gas non convenzionale.

Matteo Cazzulani

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