LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SHALE: IN LITUANIA ED UCRAINA DECIDONO I TERRITORI

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 22, 2013

Il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, condiziona lo sfruttamento del gas non convenzionale all’approvazione delle Comunità Locali. L’estrema destra ucraina blocca i piani di estrazione dello Shale nell’Ovest dell’Ucraina

Lo shale si, ma solo se a volerlo è il territorio. Questa è la decisione presa dal Premier lituano, Algirdas Butkevicius, in merito allo sfruttamento del gas shale in Lituania.

Come riportato dall’agenzia LETA, il Premier socialdemocratico ha espresso la volontà di approvare la ricerca di shale in Lituania solo dopo il via libera da parte delle comunità locali.

La posizione è stata espressa durante un incontro tra Butkevicius e rappresentanti della compagnia statunitense Chevron, l’unica che ha comunicato l’intenzione di sfruttare lo shale in Lituania.

Le dichiarazioni di Butkevicius non cambiano il sostegno che Vilna ha dato fin da subito allo shale: fonte di energia considerata di importanza strategica per il rafforzamento della sicurezza energetica della Lituania.

Ad oggi, la Lituania dipende al 99% dalle forniture di gas naturale della Russia, che si avvale dell’oro blu per esercitare pressioni di carattere geopolitico sul Paese baltico dell’Unione Europea.

Oltre allo sfruttamento dello shale, la Lituania ha anche approvato la realizzazione di un rigassificatore a Klaipeda per importare gas naturale liquefatto da Norvegia, Qatar ed Egitto, e, più tardi, anche LNG non convenzionale dagli Stati Uniti d’America.

Inoltre, Vilna ha applicato il Terzo Pacchetto Energetico UE, la Legge europea che vieta ad enti monopolisti di controllare sia la distribuzione che la compravendita di gas nei mercati dei Paesi dell’Unione.

Questo provvedimento ha colpito il monopolista statale russo Gazprom, che, oltre a controllare l’intera importazione di gas in territorio lituano, è stato anche tra gli enti proprietari della Lietuvos Dujos, la compagnia energetica nazionale lituana.

La posizione di Butkevicius rischia però di replicare in Lituania quanto accaduto in Ucraina, dove, come riportato dalla Reuters, il Consiglio Regionale della Oblast di Ivano-Frankivsk ha rigettato il progetto di sfruttamento dello shale, sempre da parte della Chevron.

A rendere la situazione paradossale è il fatto che la Regione di Ivano-Frankivsk è controllata da Svoboda: partito di estrema destra che vede nella Russia il pericolo principale per il mantenimento dell’indipendenza ucraina.

Con il respingimento dello sfruttamento dello shale, l’estrema destra ucraina ha però fatto un assist -forse non involontario- alla Russia, che si oppone all’estrazione di gas non convenzionale in Europa per mantenere l’egemonia energetica nel Vecchio Continente.

Eppure lo shale fa bene all’ambiente

Mentre l’Europa è indecisa, chi procede sono gli USA, che, grazie allo sfruttamento dello shale, hanno incrementato la produzione interna di gas, ed hanno avviato anche le esportazioni di oro blu, sopratutto in India, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Inoltre, lo sfruttamento dello shale ha permesso al Presidente USA, Barack Obama, di intensificare la lotta al Surriscaldamento Globale mediante la riduzione delle emissioni inquinanti.

Lo shale è un gas estratto da rocce argillose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

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