LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SHALE: CAMERON PROPONE IL MODELLO DELLA GRAN BRETAGNA ALL’EUROPA

Posted in Editoriale, Guerra del gas by matteocazzulani on August 10, 2013

Il Primo Ministro britannico favorevole allo sfruttamento del gas non convenzionale per abbassare il costo dell’energia e creare posti di lavoro in Europa. Sostegno anche all’avvio delle importazioni di shale dagli USA

Un invito all’Europa a fare di più per garantire la sicurezza energetica dell’Unione. Nella giornata di venerdì, 9 Agosto, il Primo Ministro britannico, David Cameron, ha invitato l’Unione Europea ad implementare lo sfruttamento di shale per non perdere un’occasione importante, e non commettere un grande errore.

Nello specifico, il Premier Cameron ha illustrato come lo sfruttamento dello shale incrementi i posti di lavoro, costituisca una fonte di entrata economica, e consenta di limitare le importazioni di gas da Paesi terzi.

Il Premier britannico ha anche sottolineato l’importanza per l’UE di avviare l’importazione di gas non convenzionale dagli Stati Uniti d’America, che grazie allo sfruttamento del gas non convenzionale si sta affermando come un importante esportatore di oro blu.

La Gran Bretagna è l’unico Paese europeo che ha sia avviato lo sfruttamento di shale sul suo territorio, che l’importazione di gas non convenzionale dagli USA.

Secondo l’Ente Geologico Britannico -BGS- la Gran Bretagna possiede una riserva di shale di 1300 Trilioni di Piedi Cubi, mentre secondo l’EIA ne contiene 26 Trilioni di Piedi Cubi.

Concordi con la Gran Bretagna nello sfruttamento dello shale sono Polonia -primo Paese per riserva di shale con 148 Trilioni di Piedi Cubi- Romania -51 Trilioni di Piedi Cubi – Danimarca -32 Trilioni di Piedi Cubi- che hanno avviato la ricerca di gas non convenzionale sul territorio nazionale.

Contrari allo shale, tanto da applicare una moratoria sul suo sfruttamento, sono Francia -secondo Paese UE per shale posseduto con 137 Trilioni di Piedi Cubi- Paesi Bassi -26 Trilioni di Piedi Cubi- e Bulgaria -17 Trilioni di Piedi Cubi.

Posizione di neutralità è stata presa dalla Germania, che ha posto pregiudiziali sull’avvio dello sfruttamento dello shale.

La Spagna, invece, ha visto il via libera a livello nazionale, ma ha registrato l’opposizione delle Regioni interessate dalla presenza di giacimenti di shale.

L’Italia, infine, non possiede giacimenti stimati di shale, ma, per voce del Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ha espresso interesse all’importazione di shale dagli USA.

Un’opportunità per l’Unione Trans Atlantica

La posizione di Cameron è un’incentivo per l’Europa non solo per incrementare la sicurezza energetica dell’UE -che è fortemente dipendente dalle forniture di gas naturale da Russia ed Algeria- ma anche per cementare le relazioni con gli USA.

In un Mondo sempre più globalizzato, dove la concorrenza di Cina, India e Russia è sempre più forte, l’UE e gli USA necessitano di unire le forze per salvaguardare l’interesse economico, commerciale e politico della civiltà occidentale.

Il campo energetico, con lo sfruttamento e l’importazione dello shale, è un buon punto di partenza per rafforzare i legami tra le due sponde dell’Atlantico.

Inoltre, è opportuno che UE ed USA creino al più presto l’Unione Trans Atlantica: organismo economico e politico che unisce l’Occidente nella sfida per la leadership mondiale.

Matteo Cazzulani

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