LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

HOLLANDE CONFERMA: LA FRANCIA NON VUOLE LO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 17, 2013

Il Presidente francese dichiara la sua contrarietà allo sfruttamento di gas non convenzionale. Divisa la maggioranza socialista

Dire di essere dalla parte del lavoro e non approfittare di un’iniziativa per diminuire la disoccupazione, avere un potenziale energetico tale da ridurre emissioni nucleari ed inquinanti e non sfruttarlo per un, presunto, velato senso anti-americano. Nella giornata di Domenica, 14 Luglio, il Presidente francese, Francois Hollande, ha dichiarato la sua opposizione allo sfruttamento di gas shale in Francia.

Durante un’intervista a France 24, rilasciata in occasione della Festa Nazionale della Francia, il Presidente Hollande ha escluso che il Governo francese sfrutterà le consisntenti riserve di gas non convenzionale, pari a 137 Trilioni di Piedi Cubi, situate sotto al territorio transalpino.

La posizione di Hollande pone fine ad un dibattito sullo shale che ha visto una spaccatura interna alla maggioranza socialista, con il Primo Ministro, Jean-Marc Ayrault, schierato dalla parte del Presidente insieme al Ministro dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e dell’Energia, Philippe Martin, e al Ministro dell’Agricoltura, Stephane Le Foll.

A favore dello sfruttamento dello shale si sono schierati il Ministro del Rinnovamento industriale, Arnaud Montebourg, e il deputato Christian Bataille, che hanno argomentato la necessita di utilizzare il gas non convenzionale per creare posti di lavoro.

Oltre che per la ragione legata all’occupazione -cavallo di battaglia di Hollande- la decisione del Presidente francese di rinunciare allo shale rappresenta un errore strategico anche sul piano economico ed energetico.

Lo sfruttamento dello shale consentirebbe alla Francia di limitare la produzione di nucleare, e di avviare la commercializzazione di una forma di gas che permetterebbe da un lato il ribasso del costo dell’energia per industrie e privati, e, dall’altro, l’inizio dell’esportazione di oro blu non convenzionale.

Perché Obama è più ambientalista di Hollande

L’esempio è stato dato dagli Stati Uniti d’America, che con lo sfruttamento dello shale hanno incrementato la produzione interna di gas, abbattuto i costi, ed avviato esportazioni di oro blu in Asia ed in Europa.

In particolare, come dichiarato dal Presidente USA, Barack Obama, lo shale è utilizzato per limitare le emissioni inquinanti, e per agevolare anche altri Paesi del Mondo ad oggi dipendenti da greggio e carbone a seguire l’esempio statunitense nella lotta al surriscaldamento globale.

Lo sfruttamento dello shale ha anche un vantaggio geopolitico, in quanto la sua estrazione in Europa consentirebbe di limitare la dipendenza del Vecchio Continente da Russia ed Algeria.

Secondo le stime EIA, le principali riserve di gas shale sono presenti in Polonia -148 Trilioni di Piedi Cubi- Francia -137 Trilioni di Piedi Cubi- Ucraina -128 Trilioni di Piedi Cubi- Romania -51 Trilioni di Piedi Cubi- Danimarca -32 Trilioni di Piedi Cubi- Olanda e Gran Bretagna – 26 Trilioni di Piedi Cubi.

In Unione Europea, lo sfruttamento dello shale è stato avviato da Polonia, Gran Bretagna, Spagna, Romania, Lituania e Danimarca, mentre Bulgaria, Francia, Repubblica Ceca ed Olanda hanno posto una moratoria.

Matteo Cazzulani

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