LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ISRAELE DIVENTA UN PAESE ESPORTATORE DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 24, 2013

Il Governo israeliano autorizza l’esportazione del 40% delle riserve nazionali di gas. L’Unione Europea resta la principale interessata alle esportazioni dell’oro blu dello Stato ebraico

Un Paese tradizionalmente povero di energia destinato a ricoprire un ruolo predominante nella politica energetica europea. Nella giornata di Domenica, 23 Giugno, Israele ha deciso di destinare il 40% delle riserve nazionali di gas all’esportazione

Come riportato da Natural Gas Europe, la decisione è stata comunicata dal Premier israeliano, Binyamin Netanyahu, insieme con il Ministro delle Finanze, Yair Lapid, ed il Governatore della Banca Nazionale di Israele, Stanley Fischer.

Nello specifico, il Governo ha stabilito di trattenere il 60% delle risorse di gas per la sicurezza energetica nazionale, mentre il restante 40% sarà utilizzato per rafforzare la posizione di Israele come Paese esportatore di energia.

Un punto interrogativo resta sulla destinazione che Israele intende scegliere per esportare il suo gas.

Come riportato dall’agenzia UPI, la prima direttrice può essere l’Europa attraverso la Turchia, per mezzo di un gasdotto costruito sul fondale del Mar Mediterraneo per collegare i giacimenti israeliani al territorio turco.

Il progetto è supportato dagli Stati Uniti d’America, che vedono nella cooperazione energetica tra Israele e Turchia un mezzo per rafforzare due alleati strategici in Medio Oriente.

Nel contempo, l’Amministrazione del Presidente statunitense, il democratico Barack Obama -che si è impegnato per ripianare una forte crisi diplomatica tra Israele e Turchia- ritiene il progetto una fonte di approvvigionamento che garantisce agli alleati dell’Unione Europea di diversificare le forniture di gas dalla dipendenza da Russia ed Algeria.

Secondo progetto, sempre orientato verso l’Europa, è l’esportazione di gas liquefatto a Cipro, dove la compagnia USA Noble Energy, in cooperazione con l’israeliana Delek -i due enti che sfruttano i giacimenti di oro blu di Israele- sta realizzando un rigassificatore.

La soluzione cipriota è supportata dalla Grecia, ma è opposta dalla Turchia, che vede Cipro come un potenziale avversario al mantenimento dello status di principale Paese di transito in Europa del gas necessario all’Unione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia.

La terza soluzione è l’esportazione di gas liquefatto verso Egitto e Golfo Persico tramite la realizzazione di un rigassificatore nel Golfo di Eliat.

Questa soluzione porta Israele a competere nel mercato energetico mondiale con due potenze del settore, come Qatar, Iran ed Egitto.

Una decisione storica che cambia la posizione geopolitica israeliana

Il giacimento Leviathan contiene 7 trilioni di piedi cubi di gas, mentre il Tamar 10 Trilioni di piedi cubi.

Per il Governo israeliano la decisione rappresenta una pagina di storia, dal momento in cui i due giacimenti sono stati scoperti nel Mar Mediterraneo solo nel 2010.

Da allora, Israele è diventato un Paese in primo piano nel mercato energetico mondiale.

Matteo Cazzulani

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