LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA RUSSIA RITORNA UN IMPERO

Posted in Russia by matteocazzulani on June 3, 2013

L’evoluzione dell’Unione Doganale nell’Unione Economica Eurasiatica garantisce a Mosca lo status di superpotenza mondiale. I rischi per l’Europa nello scacchiere della geopolitica mondiale

Putin lo ha promesso, ed ora lo ha realizzato: la Russia torna ad essere un impero mondiale egemone in Eurasia. Nella giornata di mercoledì, 29 Maggio, ad Astana, Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Ucraina e Kyrgyzstan hanno avviato la costituzione dell’Unione Economica Eurasiatica.

I Presidenti di Russia, Vladimir Putin, Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, Bielorussia, Alyaksandr Lukashenka, Ucraina, Viktor Yanukovych, e Kyrgyzstan, Almanzbek Atambayev, hanno concordato l’evoluzione dell’Unione Doganale -progetto di integrazione russo-bielorusso-kazako concepito da Mosca per stabilire l’egemonia del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico- in un’Unione Economica Eurasiatica allargata ad Ucraina e Kyrgyzstan.

Nello specifico, oltre a protocolli riguardanti il rafforzamento della cooperazione tra i Paesi membri dell’Unione Doganale, Russia, Bielorussia e Kazakhstan hanno concesso ad Ucraina e Kyrgyzstan lo status di Osservatore, finalizzato alla piena integrazione di Kyiv e Bishkek nell’Unione Economica Eurasiatica.

L’evoluzione dell’Unione Doganale consente alla Russia di rafforzare la sua egemonia nello spazio ex-sovietico, e, nel contempo, di portare Mosca allo status di superpotenza mondiale a danno dell’Unione Europea.

L’inglobamento dell’Ucraina -Paese culturalmente, storicamente, linguisticamente e geograficamente europeo- nella sfera di influenza della Russia permette infatti a Mosca di mantenere il baricentro della nuova edizione del suo impero spostato verso l’Europa, e non posizionato unicamente in Eurasia.

Tale situazione consente alla Russia di dirigere la sua politica estera nei confronti dell’Unione Europea, su cui, come più volte affermato da Putin, Mosca intende rafforzare l’egemonia economica ed energetica per portare all’esclusione dell’UE dal mercato mondiale.

Ankara nel mirino di Mosca

La dimostrazione delle intenzioni della Russia nei confronti dell’Unione Europea è data dalla politica approntata da Mosca nei confronti della Turchia, con cui il Cremlino sta negoziando l’aumento delle esportazioni di gas.

Come riportato dal portale wnp.pl, alla fine di Aprile del 2013, il monopolista russo statale del gas, Gazprom, e la compagnia turca BOTAS, hanno stretto la cooperazione per aumentare le forniture di gas dalla Russia.

Con l’operazione, che avviene tramite il gasdotto Blue Stream e il Gasdotto Trans Baltico, la Russia mira a costringere la Turchia a diminuire l’importazione di gas da Iran ed Azerbaijan, con ripercussioni notevoli per la politica di diversificazione delle forniture di carburante dell’Unione Europea.

Il gas dell’Azerbaijan è infatti destinato all’Unione Europea grazie alla realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP-, che renderà la Turchia il principale Paese di transito dell’oro blu azero, di cui l’UE ha bisogno per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia.

Inoltre, sempre in ambito energetico, la Russia mira a bloccare il progetto di esportazione del gas da Israele in UE, mediante i gasdotti della Turchia.

L’operazione, possibile dopo la scoperta di ingenti giacimenti di gas -Tamar, Leviathan e Karish- nelle acque territoriali israeliane, è stata incoraggiata dal rappacificamento diplomatico tra Israele e Turchia, avvenuto grazie alla mediazione del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

Infine, il controllo sul settore energetico della Turchia permette alla Russia di compensare la perdita di influenza economica e politica sulla Siria che, dopo le cosiddette Primavere Arabe, è rimasto l’unico Paese del Medio Oriente fedele alleato di Mosca.

Matteo Cazzulani

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