LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

RUSSIA E CINA SEMPRE PIÙ VICINE VERSO UNA NUOVA GUERRA FREDDA DELL’ENERGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 1, 2013

Il monopolista statale russo del greggio Rosneft e il colosso statale cinese CNPC varano un accordo per la cooperazione in giacimenti in Russia nel Mare di Barents e in territorio di Mosca. La minaccia per l’Occidente data dall’accordo tra Pechino e il Cremlino

La Guerra Fredda è finita, ma un nuovo conflitto energetico mondiale sembra essere alle porte. Nella giornata di venerdì, 30 Maggio, Russia e Cina hanno rafforzato la cooperazione nel settore dell’energia.

Nello specifico, il monopolista statale russo del greggio Rosneft ha firmato un memorandum d’intesa con il colosso statale cinese CNPC per la cooperazione nei giacimenti della Russia situati nel Mare di Barents, della Pechora, nella penisola di Irkutsk, a Krasnoyarsk, e nella zone del Niemen.

L’accordo, comunicato con una nota da Rosneft, rafforza la cooperazione sino-russa in ambito energetico.

Dopo avere firmato un accordo per le forniture di 31 Milioni di Tonnellate di greggio da parte di Rosneft alla CNPC, Russia e Cina non sono però ancora giunte ad un accordo per quanto riguarda la questione della costruzione di un oleodotto necessario per veicolare il carburante.

La Russia ha infatti chiesto un intervento economico ingente da parte della Cina che, contraria, ha rifiutato, preferendo importare energia dal Turkmenistan, il quarto produttore al Mondo di gas.

La NATO sostiene lo Shale in UE

In risposta all’accordo tra Russia e Cina, la NATO sta valutando l’ipotesi di avvalersi del gas per rafforzare il Mondo Occidentale.

Come riportato in un rapporto sulla questione energetica, la NATO ha indicato come necessaria la costruzione dei gasdotti concepiti per veicolare gas dall’Azerbaijan direttamente in Europa, come il Nabucco e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Tuttavia, la NATO vede con favore l’avvio dello sfruttamento del gas Shale in Europa: una manovra che permetterebbe all’UE di diminuire la dipendenza dalle forniture di gas della Russia e, nel contempo, renderebbe non prioritaria la realizzazione di infrastrutture per importare carburante dall’Azerbaijan.

La NATO da il suo supporto anche all’avvio delle esportazioni dello Shale dagli Stati Uniti d’America in Europa, un fatto che rafforzerebbe il mercato continentale del LNG.

Con l’avvio dello sfruttamento di Shale, gli USA hanno aumentato la produzione di gas, e, secondo le stime EIA, sono mossi a diventare il primo esportatore di LNG al Mondo, con particolare presenza in Asia.

Pre-accordi per l’importazione dello shale USA sono stati firmati da India, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

In USA, sia l’Amministrazione Presidenziale e la maggioranza al Congresso democratica che la minoranza repubblicana hanno sostenuto nel complesso l’avvio delle esportazioni dello Shale liquefatto in Europa.

Lo Shale è un tipo di gas estratto in rocce porose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Contraria allo Shale è la Russia che, secondo indiscrezioni, sostiene movimenti ambientalisti che protestano contro lo sfruttamento di oro blu non convenzionale per fermare la Rivoluzione Shale in Europa, dove i russi vogliono mantenere la loro egemonia sul piano geopolitico.

Matteo Cazzulani

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