LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA CINA ANCORA SULLO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 30, 2013

Il colosso Far East Energy dichiara la ripresa della ricerca di gas non convenzionale in territorio cinese. Le difficoltà pratiche allo sfruttamento di oro blu in Cina rimangono.

Una campagna di ricerca dello Shale per soddisfare il fabbisogno crescente di energia di una superpotenza mondiale. Nella giornata di martedì, 28 Maggio, il colosso energetico Far East Energy, ha dichiarato la ripresa della ricerca di gas Shale in Cina, a partire dal Novembre 2013.

Come riportato dall’agenzia UPI, i giacimenti interessati dalla ricerca di Shale sono 16, a cui, presto, se ne potrebbero aggiungere altri 10.

Secondo le stime della Far East Energy, la Cina possiede un potenziale di 392 Milioni di Piedi Cubi di riserva di gas.

A conferma del dato c’è anche uno studio del Dipartimento all’Energia degli Stati Uniti d’America, che ha preventivato la presenza in Cina di quote di Shale superiori a quelle contenute in USA.

A fermare lo sviluppo dello Shale in Cina è tuttavia la farraginosa burocrazia, che impedisce il rapido sfruttamento di una tecnologia ancora da sviluppare.

Inoltre, le industrie cinesi non sono in grado di possedere la medesima tecnologia adottata dagli USA per estrarre ed elaborare il gas Shale.

Infine, gran parte dei giacimenti di Shale della Cina si trovano in aree dove le operazioni di fracking sono ostacolate a causa della scarsità di acqua a disposizione.

Gli USA verso il primato mondiale

Lo Shale è un gas estratto da rocce porose ubicate a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

L’avvio dello sfruttamento dello Shale ha permesso agli USA di aumentare la produzione di gas e, entro alcuni anni, renderà il Paese tra i primi esportatori al Mondo di LNG, con particolare presenza nel mercato asiatico.

Accordi per l’importazione di Shale statunitense con gli USA sono stati già firmati in Asia da India, Corea del Sud, Taiwan e Singapore in Asia, mentre in Europa, da Gran Bretagna e Spagna.

Il rafforzamento della posizione degli USA nella politica energetica mondiale permette a molti Paesi, tra cui gli Stati dell’Unione Europea, di diminuire la dipendenza dalle importazioni di gas e greggio da regimi autocratici, come Russia, Algeria ed Iran.

Per questo, lo Shale statunitense è da considerare sia come un mezzo per contrastare dittature che si avvalgono del gas e del greggio per realizzare scopi politici, sia per garantire Democrazia e Diritti Umani nel Mondo.

Matteo Cazzulani

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