LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: L’UNIONE EUROPEA ALLA RICERCA DI UNITA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 26, 2013

Il Consiglio Europeo approva misure comuni per la diversificazione degli approvvigionamenti di gas. Restano divisioni consistenti sullo Shale.

Lo sforzo c’è, ma l’Europa Unita è ancora tutta da costruire, sopratutto sul campo dello Shale. Nella giornata di mercoledì 22 Maggio, il Consiglio Europeo ha invitato i Paesi dell’Unione Europea ad adottare misure per garantire una politica energetica comune.

La riunione dei Capi di Governo UE ha individuato quattro priorità, da seguire per realizzare una politica comune, nella realizzazione di un mercato unico del gas, nella facilitazione di investimenti nel settore dell’energia, nella diversificazione delle forniture di oro blu, e nel raggiungimento dell’efficienza energetica.

Nello specifico, il Consiglio Europeo ha invitato i Paesi UE ad applicare il Terzo Pacchetto Energetico, la legge UE che prevede la creazione di un mercato unico liberalizzato, e che vieta ad enti monopolisti il controllo sia della compravendita del gas che della sua distribuzione.

Inoltre, la riunione dei Capi di Governo UE ha stabilito misure in sostegno della realizzazione di infrastrutture per diversificare le fonti di approvvigionamento dall’estero, che ad oggi costringono l’Europa a dipendere fortemente da Russia ed Algeria.

Sostegno alle misure è stato dato dal Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, che ha sottolineato la necessita di varare al più presto una politica unica dell’energia dell’UE.

I tentativi di unità sono stati tuttavia contrastati dalla posizione dei singoli Capi di Governo, che hanno rimarcato le differenti strategie nazionali, sopratutto nel settore del gas Shale.

Il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha invitato i Capi di Governo ad adottare misure per fermare l’incremento del prezzo dell’energia, da cui l’Europa potrebbe soffrire notevolmente.

Il Primo Ministro britannico, David Cameron, ha invitato ad avviare lo sfruttamento delle riserve domestiche di gas Shale, come già fatto da Gran Bretagna, Romania, Lituania, Polonia, Spagna ed Ungheria.

Opposizione al disegno di Cameron è stato espresso dal Premier ceco, Petr Necas, che ha sottolineato come la Repubblica Ceca intenda mantenere la moratoria sullo Shale.

La divisione europea e la compattezza statunitense

Secondo rilevazioni, in Europa consistenti giacimenti di Shale sono presenti in territorio polacco, britannico, francese, lituano, spagnolo, tedesco e bulgaro in quantità tali da permettere all’UE la drastica riduzione della dipendenza dalla dipendenza dall’estero.

Tuttavia, una moratoria sullo sfruttamento di Shale è stata posta, oltre che dalla Repubblica Ceca, anche da Francia e Bulgaria.

Negli Stati Uniti d’America, l’avvio dello sfruttamento dello Shale consentirà agli USA di imporsi come primo fornitore di gas nel mercato mondiale, con particolare radicamento in Asia, dove India, Corea del Sud, Singapore e Taiwan hanno già firmato pre-accordi per l’importazione di oro blu liquefatto statunitense.

Lo Shale è un gas estratto da rocce porose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi operate solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

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