LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: GRAN BRETAGNA E ROMANIA AVANTI CON LO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 5, 2013

Londra da il via libera all’incremento del numero delle compagnie coinvolte nella ricerca di gas shale. Bucarest approva lo sfruttamento di oro blu non convenzionale in una Regione

Gran Bretagna e Romania avanzano su un tema importante per la sicurezza energetica europea. Nella giornata di venerdì, 3 Maggio, il Gruppo degli Operatori Onshore della Gran Bretagna ha comunicato l’intenzione da parte di sei compagnie di avviare la ricerca e lo sfruttamento di gas shale.

Come riportato dalla Reuters, le compagnie -IGas, Dart Energy, Egdon Resources, Reach Exploration, Europa Oil and Gas, e Aurora Petroleum- intendono aggiungersi alla Cuadrilla, finora l’unica autorizzata a sfruttare gas non convenzionale in Gran Bretagna.

Secondo rilevazioni dell’Ente Geologico Britannico, la Gran Bretagna contiene una riserva di 1,800 Trillioni di piedi cubi di gas shale, situati per lo più nel Nord dell’Inghilterra, in Galles, e nel centro della Scozia.

Per Londra, lo shale gas rappresenta una possibile fonte di approvvigionamento alternativa di oro blu dai giacimenti del Mar Nero, in via di esaurimento.

Per questa ragione, la Gran Bretagna è l’unico Paese che, ad oggi, importa gas shale liquefatto dagli USA, con un accordo stretto tra la compagnia Centrica e la Cheniere nel Marzo 2013.

Sostegno allo shale è stato dato anche dalla Romania, che ha permesso l’avvio della ricerca di gas non convenzionale nella Regione di Dobrogea.

Come dichiarato dal Ministro dell’Ambiente, Rovana Plumb, il Governo ha autorizzato l’avvio dello sfruttamento di gas non convenzionale, grazie all’aiuto di tecnologia statunitense.

La Romania, Paese leader in Europa in quanto a diversificazione delle fonti di approvvigionamento di energia, ha sostenuto lo sfruttamento dello shale concedendo un pre-accordo alla compagnia USA Chevron, impegnata nella ricerca di gas non convenzionale in Europa anche in Polonia e Lituania.

Una soluzione per la sicurezza energetica

Oltre a Gran Bretagna, Romania, Polonia e Lituania, sostegno allo shale in UE è stato dato da Slovacchia, Portogallo, Paesi Bassi, Irlanda, Germania, Estonia e Lettonia.

Dopo un’iniziale moratoria, Francia e Bulgaria hanno considerato la possibilità di ricercare shale nel proprio territorio.

Gli USA, grazie all’avvio dello sfruttamento dello shale, hanno incrementato le esportazioni, rafforzando la posizione di Washington sopratutto nel mercato dell’Asia, in particolare in Corea del Sud, India, Singapore ed Indonesia.

Lo shale è un gas estratto da rocce porose ubicate a bassa profondità, estratto mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi adoperate solo in Nord America.

Proteste contro lo shale sono forti in Europa da parte di gruppi ambientalisti, preoccupati per l’impatto ambientale ed idrogeologico provocato dallo sfruttamento del gas non convenzionale.

Secondo indiscrezioni, le proteste contro lo shale sono fomentate dalla Russia, preoccupata di perdere il monopolio nel mercato del gas europeo.

Matteo Cazzulani

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