LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: L’EUROPA GUARDA ALL’UCRAINA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 21, 2013

La Commissione Europea interessata alla gestione del sistema dei gasdotti ucraini. Gli Stati Uniti d’America incoraggiano l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti di shale di Kyiv.

Un eldorado energetico che può garantire l’indipendenza dell’Europa grazie a gas naturale e shale.

Nella giornata di venerdì, 18 Aprile, la Commissione Europea ha dichiarato la volontà di organizzare insieme al Governo ucraino una tavola rotonda per valutare le possibilità di cooperazione tra Unione Europea ed Ucraina sul gas.

Come riportato dal Kyiv Post, l’evento sarà coordinato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, e dal Ministro ucraino all’Energia, Eduard Stavytsky.

Nello specifico, Bruxelles e Kyiv valuteranno l’ipotesi di ristrutturare il sistema infrastrutturale energetico ucraino, e di utilizzare le riserve di gas contenute in Ucraina.

Come riporta il Wall Street Journal, particolare interesse all’Ucraina è stato reso noto da Polonia e Germania, attratte da un sistema di gasdotti in grado di trasportare 31 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Oltre al gas naturale, particolare importanza è ricoperta dallo Shale: oro blu ubicato in rocce profonde estratto mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica.

Come riportato dall’agenzia Ukrinform, l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Ucraina, John Tefft, ha sottolineato che Kyiv è in grado di avvalersi dei suoi giacimenti di shale per diventare un Paese indipendente sul piano energetico.

L’Ambasciatore Tefft ha aggiunto che, grazie allo shale, gli USA hanno incrementato esponenzialmente le loro esportazioni di gas, e sono riusciti ad attrarre un alto numero di investimenti.

Una reazione alla politica energetica di Mosca

La posizione dell’Ucraina è dettata dal bisogno di rispondere alla politica della Russia, che si avvale dell’energia per costringere Kyiv a entrare nella sfera di influenza geopolitica di Mosca.

La Russia ha dichiarato la volontà di concedere sconti sulla bolletta del gas all’Ucraina -che dipende al 90% dalle forniture di Mosca- in cambio dell’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale.

Questo progetto di integrazione sovranazionale, a cui hanno già aderito Bielorussia e Kazakhstan, è concepito dalla Russia per imporre l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Inoltre, l’Ucraina ha ricevuto da Mosca la richiesta del pagamento di 7 Miliardi di Euro per gas non acquistato.

Per diminuire la dipendenza dalle importazioni della Russia, il Governo ucraino ha incrementato l’utilizzo di carbone e gasolio per il funzionamento delle industrie.

Kyiv inoltre ha avviato l’importazione dalla Germania di gas russo venduto a prezzi più favorevoli dalla compagnia tedesca RWE attraverso i gasdotti di Slovacchia, Polonia ed Ungheria.

Matteo Cazzulani

USA: IL KEYSTONE XL SI COLORA DI ARANCIONE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 20, 2013

Manifestazioni a favore dell’oleodotto progettato per veicolare greggio dal Canada agli Stati Uniti meridionali si sono fronteggiate pacificamente in Nebraska. Dipartimento di Stato e Casa Bianca favorevoli all’infrastruttura

Gli arancioni contro i neri per un progetto di importanza strategica per gli approvvigionamenti energetici degli Stati Uniti d’America.

Nella giornata di venerdì, 18 Aprile, nello Stato del Nebraska attivisti favorevoli e contrari alla costruzione dell’oleodotto Keystone XL, vestiti rispettivamente di arancione e nero, hanno manifestato in contemporanea.

Gli arancioni, che hanno adottato il colore del lavoro, hanno sostenuto che la realizzazione del Keystone XL è necessaria per aprire nuove opportunità di impiego.

I neri, contrari al progetto, hanno  supportato la pericolosità dell’impatto ambientale dell’oleodotto.

Le dimostrazioni sono state organizzate a margine della presentazione da parte del Dipartimento di Stato del nuovo progetto del Keystone XL, oleodotto progettato per veicolare greggio dalle raffinerie dello Stato dell’Alberta, in Canada, al Golfo del Messico.

Il Dipartimento di Stato, che ha giurisdizione sul Keystone XL in quanto l’infrastruttura varca i confini nazionali, ha sostenuto l’importanza di realizzare un oleodotto di importanza strategica per gli USA.

Il Dipartimento di Stato ha anche dichiarato che qualora l’oleodotto non sarà costruito, il greggio sarà veicolato per altre infrastrutture come condutture alternative, ferrovia e strada.

L’Agenzia per la Tutela Ambientale ha avviato un’indagine sul Keystone XL, mentre il Presidente, Barack Obama, ha ritenuto necessaria la realizzazione dell’oleodotto secondo la tratta progettata in un’ultima revisione del progetto.

Il Keystone XL ha ottenuto il parere positivo del Senato, che nella sua proposta di budget ha stanziato fondi in sostegno dell’oleodotto con il voto della maggioranza democratica e dell’intera minoranza repubblicana.

Contrari al Keystone XL, che dara realizzato dalla Trans Canada Corporation, alcuni esponenti democratici vicini alle lobby ambientaliste.

Matteo Cazzulani

GAS: L’UNIONE EUROPEA SERRA LE FILA SUL CORRIDOIO MERIDIONALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 19, 2013

Una lettera del Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, e dell’Alto Rappresentante della Politica Estera dell’Unione, Catherine Ashton, invitano i Paesi membri ad evitare partigianerie nella realizzazione. Due i progetti in corsa: il Nabucco e la TAP.

Uniti nella diversità, ma anche nella sicurezza energetica. Nella giornata di giovedì, 18 Aprile, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, e la Rappresentante della Politica Estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, hanno invitato i Paesi UE a non dividersi tra progetti concorrenti nella realizzazione del Corridoio Meridionale.

I due esponenti politici UE hanno invitato gli Stati membri a valutare l’importanza strategica della realizzazione di un’infrastruttura concepita per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan, e diminuire così la dipendenza di Bruxelles dalle forniture di gas di Mosca -che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno totale UE.

Come riportato dalla Reuters, Oettinger e la Ashton hanno anche invitato i Paesi UE ad evitare partigianerie nel sostenere i gasdotti progettati nell’ambito del Corridoio Meridionale, mantenendo come unico principio alla base della scelta la solidarietà tra i membri dell’Unione.

I due progetti del Corridoio Meridionale -fascio di gasdotti concepito per veicolare gas azero in Europa- sono il Nabucco e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Il Nabucco, supportato economicamente dalle compagnie austriaca OMV, romena Transgaz, bulgara BEH, e ungherese MVV, è sostenuto politicamente da Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Turchia e Polonia.

Questo gasdotto è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Gasdotto Trans Adriatico, supportato economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e da quella tedesca E.On, è sostenuto politicamente da Italia, Grecia, Albania e Svizzera.

La TAP è concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Sia il Nabucco che la TAP hanno offerto la metà delle loro azioni al consorzio per lo sfruttamento del giacimento Shakh Deniz, in Azerbaijan, da cui il gas sarà importato.

Il consorzio è composto dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, dalla Statoil, e dalla compagnia francese Total.

Le contromosse di Mosca

Per bloccare il Corridoio Meridionale UE, la Russia, che intende mantenere il monopolio nel mercato del gas europeo, ha progettato tre infrastrutture: il Southstream, il prolungamento del Nordstream, e la seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa.

Il Southstream è concepito per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas russo dalla Russia all’Austria tramite il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Contrastato dalla Commissione Europea, il Southstream è sostenuto, oltre che dalla Russia, anche da Bulgaria, Ungheria, Slovenia e Serbia.

Il Nordstream, realizzato nel 2012, rifornisce di 55 Miliardi di metri cubi di gas la Germania dalla Russia attraverso il fondale del Mar Baltico, e, cosi, bypassa Polonia, Stati Baltici e gli altri Paesi dell’Europa Centrale.

Di recente, la Russia ha progettato l’ampliamento del Nordstream alla Gran Bretagna, per rifornire anche le coste inglesi del suo gas.

La seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa è progettata per veicolare gas dalla Russia alla Croazia attraverso Polonia, Slovacchia ed Ungheria.

Il progetto blocca non solo la realizzazione del Corridoio Meridionale, ma anche del Corridoio Nord-Sud: fascio di gasdotti progettato per collegare il rigassificatore polacco di Swinoujscie con quello croato di Krk.

Matteo Cazzulani

GAS: IL GIAPPONE GUARDA ALLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 18, 2013

L’Autorità dell’Energia giapponese esprime interesse per le importazioni di LNG russo dal rigassificatore di Vladivostok. È l’inizio della concorrenza in Asia del Cremlino agli Stati Uniti d’America.

Il Giappone è sempre più la prima colonia dell’espansione della Russia nel mercato energetico dell’Asia.

Nella giornata di mercoledì, 17 Aprile, il Direttore dell’Agenzia delle Risorse Energetiche giapponese, Hisayoshi Ando, ha dichiarato interesse per la realizzazione del terminale di Vladivostok.

L’infrastruttura è stata progettata dalla Russia per produrre 15 milioni di tonnellate all’anno di gas liquefatto all’anno per l’esportazione in Asia.

Come riportato dall’autorevole agenzia UPI, il Giappone, che dal disastro nucleare di Fukushima sta cercando di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, ha ritenuto il progetto fondamentale per la sicurezza nazionale.

La manovra della Russia in Giappone è orientata a contrastare il dominio degli USA nel settore del gas in Asia.

Con l’avvio del l’estrazione dello shale gas -oro blu estratto a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica- Washington ha avviato i rifornimenti di energia a India, Singapore, Corea del Sud, ed Indonesia.

Interesse allo shale statunitense è stato espresso anche dalla Cina, che, dopo avere a lungo rifiutato contratti con la Russia, è legata al Turkmenistan: il quarto produttore di gas al mondo

Dal punto di vista giapponese, la Russia costituisce una fonte di diversificazione delle forniture di gas liquefatto, rispetto ad Australia e Qatar.

I giapponesi vogliono anche il gas canadese

Un altro mercato su cui il Giappone ha posto attenzione è il Canada, con cui Tokyo ha espresso la volontà di collaborare nel settore energetico per importare gas liquefatto.

Decisiva nella realizzazione del progetto è la posizione della Japan Oil: compagnia con sede a Vancouver, in Canada.

Il progetto del Giappone di incrementare gli investimenti in Canada è stato apprezzato dal Ministro dell’Energia canadese, Henry Coleman, che ha definito strategiche le relazioni tra Ottawa e Tokyo.

Matteo Cazzulani

GAS: ISRAELE PROGETTA RIFORNIMENTI DI GAS IN MEDIO ORIENTE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 17, 2013

La compagnia Delek, impegnata nello sfruttamento del giacimento Tamar, progetta esportazioni in Egitto, Giordania e Turchia. L’importanza geopolitica della posizione di Tel Aviv.

Il gas come mezzo di pace per superare odi e divisioni è la ricetta proposta dalla compagnia energetica israeliana Delek, molto influente presso gli ambiti politici di Israele.

Nella giornata di lunedì, 15 Aprile, il Capo Esecutivo della Delek ha dichiarato la volontà da parte di Israele di avviare esportazioni di gas naturale dal giacimento Tamar, situato nel Mar Mediterraneo, su larga scala.

Come riporta il Financial Times, gli obiettivi del Governo israeliano sono destinati a sconvolgere la geopolitica del gas della regione, in quanto Tel Aviv è intenzionata ad esportare oro blu in Egitto, da cui finora ha dipeso per il 90%.

Un altro Paese interessato dalle esportazioni del gas di Israele è la Giordania, che potrebbe ottenere il carburante israeliano per sostenere la sua economia.

Un altro vettore individuato come importante è la Turchia, a cui Israele esporterà il gas attraverso la realizzazione di un apposito gasdotto.

Il miracolo di Obama aiuta anche Bruxelles

L’invio di gas israeliano in Turchia è strategico anche per la politica energetica dell’Unione Europea, in quanto il territorio turco è destinato a diventare il principale corridoio di transito del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Il riavvicinamento tra Turchia e Israele dopo il congelamento delle relazioni dovuto all’uccisione di 9 cittadini turchi con l’attacco armato israeliano alla ‘Freedom Flottilla’ è stato un successo del Presidente USA, Barack Obama.

Durante la sua missione in Medio Oriente, il Presidente USA ha convinto il Premier israeliano, Benjamin Netahyahu, a risolvere la questione con il suo collega turco, Tayyip Erdogan.

L’Unione Europea, oltre all’Azerbaijan e al LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America, sta diversificando le forniture di oro blu da quelle dalla Russia, che oggi controlla il 40% del fabbisogno energetico continentale complessivo.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA CONTRO L’EUROPA IN LITUANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 16, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, propone a Vilna uno sconto sulle forniture di oro blu in cambio della rinuncia all’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico UE. Smentite da parte del Premier lituano, Algirdas Butkevicius.

Lituania e Germania sono i due fronti aperti dalla Russia nella Guerra dei gasdotti per il controllo dell’Europa. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha proposto al Governo lituano uno sconto sulle forniture di carburante in cambio del congelamento dell’attuazione della legge UE.

Come riportato da The Baltic Course, Mosca ha offerto a Vilna uno sconto sulle forniture di gas, da cui la Lituania dipende per il 99% del suo fabbisogno, se il Governo lituano ritarderà l’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge è stata promulgata dalla Commissione Europea per creare un mercato unico del gas UE, ed impedire ad enti extra-europei, come Gazprom, il controllo congiunto sia della compravendita del gas in Europa che della sua distribuzione.

Pronta è stata la risposta del Premier lituano, Alvirdas Butkevicius, che, lunedì 15 Aprile, ha negato la proposta avanzata da Gazprom, incalzato dalla crescente protesta dell’opposizione, preoccupata da una misura che mette a repentaglio la sicurezza nazionale.

Il Primo Ministro Butkevicius ha assicurato che ogni trattativa con il monopolista russo procede nel pieno rispetto della legge UE, che la Lituania ha deciso di applicare alla lettera.

Per diminuire la dipendenza del 99% dalle forniture della Russia, il Governo lituano ha imposto a Gazprom, e alla compagnia tedesca E.On -alleata di Gazprom- la cessione del controllo dell’ente energetico nazionale Lietuvos Dujos alla Amber Grid.

Questa compagnia è stata creata ad hoc dal Governo della Lituania per assorbire la compagnia nazionale, che gestisce sia la compravendita che la distribuzione del gas in territorio lituano, con lo scopo di re-privattizzarla, concedendo quote ad enti registrati nell’UE.

Oltre alla risistemazione della Lietuvos Dujos, il Governo lituano ha provveduto a progettare il rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti d’America.

La misura segue l’indicazione della Commissione Europea, che ha incentivato la realizzazione di terminali per importare LNG da fonti di approvvigionamento alternative alla Russia, da cui l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Mosca vuole controllare anche il totale dell’OPAL

Oltre alla Lituania, la Russia sta cercando di sovvertire il Terzo Pacchetto Energetico in Germania per quanto riguarda l’OPAL.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Mosca ha dichiarato l’intenzione di mantenere il controllo totale dell’OPAL, nonostante la legge UE ne vieti totalmente lo scenario.

Questo gasdotto è costruito per veicolare in Repubblica Ceca il gas russo proveniente dal Nordstream: conduttura realizzata dalla Russia nel 2012 per rifornire la Germania di 55 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il Nordstream, costruito sul fondale del Mar Baltico, ha anche lo scopo di aumentare la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture della Russia, e di isolare dagli approvvigionamenti di oro blu di Mosca la Polonia, i Paesi Baltici, e il resto dell’Europa Centrale.

In questa regione dell’UE, la Russia mantiene il controllo mediamente del 90% degli approvvigionamenti di gas.

Matteo Cazzulani

LA OMV RILEVA LA COMPARTECIPAZIONE DELLA RWE NEL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 15, 2013

La compagnia austriaca raddoppia la presenza in un gasdotto progettato per diversificare le fonti di approvvigionamento dell’UE. L’importanza della conduttura dalla verdiana denominazione per la sicurezza energetica dell’Europa

Il gasdotto dalla verdiana denominazione parla più austriaco e meno tedesco. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, la compagnia tedesca OMV ha rilevato le quote di compartecipazione della tedesca RWE dal Nabucco.

Prima della RWE, anche la compagnia ungherese MOL ha abbandonato il Nabucco in seguito alla decisione dell’Ungheria di sostenere la politica energetica della Russia

Come riportato da Natural Gas Europe, con il rilevamento delle quote della RWE la OMV ha raddoppiato la sua presenza nel gasdotto dalla verdiana denominazione.

Oltre al raddoppio della quota della compagnia tedesca, la rinuncia della RWE, motivata dalla necessità di fare cassa dopo che il Governo tedesco ha abbandonato il nucleare, e stata compensata dall’offerta del 50% del Nabucco al colosso azero SOCAR, a quello britanno British Petroleum, a quello norvegese Statoil e alla compagnia francese Total.

Questi enti sono i gestori del giacimento Shakh Deniz, in Azerbaijan da cui il Nabucco è previsto debba trasportare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Nabucco, sostenuto politicamente da Austria, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria, è compartecipato, oltre che dalla OMV, dalla compagnia romena Transgaz, dalla bulgara BEH, e dalla ungherese MVV.

Oltre al Nabucco, la Commissione Europea ha incentivato la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- per veicolare in Italia 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Mosca contro la politica energetica dell’Unione Europea

Nabucco e TAP sono concepiti per diversificare le forniture di gas dell’UE dal quasi monopolio di Russia ed Algeria, che copre l’80% circa del fabbisogno dell’Europa di oro blu.

Per bloccare Nabucco e TAP, Mosca ha progettato il Southstream: gasdotto concepito per veicolare in Austria 63 Miliardi di metri cubi di gas russo dalle coste meridionali della Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Nonostante l’opposizione della Commissione Europea, il Southstream, compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è sostenuto politicamente, oltre che dalla Russia, anche da Serbia, Ungheria, Slovenia e Bulgaria.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA RIFIUTA L’OFFERTA DELLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 14, 2013

Ankara respinge la proposta di importazione del gas kazako da parte del monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas. La diversificazione un principio fondamentale.

La sicurezza energetica va tutelata con la diversificazione delle forniture.

Nella giornata di sabato, 13 Maggio, l’Autorità dell’Energia Turca ha rifiutato la proposta del monopolista statale russo del gas Gazprom di rifornire la Turchia di oro blu proveniente dal Kazakhstan.

Come riportato dal The Lira, Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas, ha proposto l’importazione in Turchia di 750 Milioni di metri cubi di gas proveniente dal Kazakhstan, veicolati dai gasdotti controllati dai russi.

Il rifiuto della proposta da parte dell’Autorità dell’Energia è stato motivato dalla messa a repentaglio della diversificazione delle forniture, su cui si basa la politica energetica di Ankara.

Ad oggi, la Turchia importa gas da Russia, Iran ed Azerbaijan.

Per diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento, la Turchia ha programmato la realizzazione di rigassificatori per importare gas liquefatto da Qatar, Algeria, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Inoltre, Ankara ha anche avviato consultazioni con Israele per l’importazione di gas israeliano, ed il suo trasporto verso l’Unione Europea.

Inoltre, la Turchia ha offerto lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo al colosso azero SOCAR, dopo avere interrotto la cooperazione con il colosso italiano ENI.

La fine del rapporto con il Cane a Sei Zampe è dovuto alla collaborazione del colosso di San Donato con Cipro.

I turchi importanti per l’UE

Infine, la Turchia è un Paese chiave per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Il progetto è stato concepito dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza da Russia ed Algeria -da cui l’UE dipende per circa l’80% del fabbisogno energetico continentale complessivo.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA RIFIUTA L’OFFERTA DELLA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 14, 2013

Ankara respinge la proposta di importazione del gas kazako da parte del monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas. La diversificazione un principio fondamentale.

La sicurezza energetica va tutelata con la diversificazione delle forniture.

Nella giornata di sabato, 13 Maggio, l’Autorità dell’Energia Turca ha rifiutato la proposta del monopolista statale russo del gas Gazprom di rifornire la Turchia di oro blu proveniente dal Kazakhstan.

Come riportato dal The Lira, Gazprom, in partnership con la compagnia turca Bosphorus Gas, ha proposto l’importazione in Turchia di 750 Milioni di metri cubi di gas proveniente dal Kazakhstan, veicolati dai gasdotti controllati dai russi.

Il rifiuto della proposta da parte dell’Autorità dell’Energia è stato motivato dalla messa a repentaglio della diversificazione delle forniture, su cui si basa la politica energetica di Ankara.

Ad oggi, la Turchia importa gas da Russia, Iran ed Azerbaijan.

Per diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento, la Turchia ha programmato la realizzazione di rigassificatori per importare gas liquefatto da Qatar, Algeria, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Inoltre, Ankara ha anche avviato consultazioni con Israele per l’importazione di gas israeliano, ed il suo trasporto verso l’Unione Europea.

Inoltre, la Turchia ha offerto lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo al colosso azero SOCAR, dopo avere interrotto la cooperazione con il colosso italiano ENI.

La fine del rapporto con il Cane a Sei Zampe è dovuto alla collaborazione del colosso di San Donato con Cipro.

I turchi importanti per l’UE

Infine, la Turchia è un Paese chiave per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Il progetto è stato concepito dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza da Russia ed Algeria -da cui l’UE dipende per circa l’80% del fabbisogno energetico continentale complessivo.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA PUNTA ALL’EGITTO

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on April 13, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, avvia consultazioni per il controllo delle esportazioni egiziane. L’intesa permetterebbe a Mosca di mantenere una posizione di forza nel Mediterraneo

Dalle Piramidi a Belgrado per mantenere il monopolio sul mercato energetico dell’Unione Europea.

Nella giornata di venerdì, 12 Aprile, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha avviato consultazioni con le Autorità dell’Egitto per l’avvio di una cooperazione in ambito energetico.

Come riportato da Natural Gas Asia, le parti hanno analizzato la possibilità di cooperare nella ricerca e nell’esportazione di idrocarburi in territorio egiziano.

Per la Russia, l’Egitto rappresenta un obiettivo strategico per mantenere una posizione di forza nel Mar Mediterraneo, dopo che Turchia e Israele -con cui Mosca aveva avviato consultazioni per il controllo delle esportazioni di oro blu israeliano- hanno riflettuto sulla possibilità di inviare il gas israeliano in Unione Europea attraverso i gasdotti turchi.

Per diversificare le fonti di approvvigionamento di energia dell’UE, la Commissione Europea ha anche varato il trasporto di gas naturale dall’Azerbaijan, e la realizzazione di rigassificatori per importare LNG da Qatar, Norvegia, Stati Uniti d’America ed Egitto.

Con il controllo dei 16 Miliardi di metri cubi di gas che l’Egitto esporta annualmente, Gazprom può ottenere il controllo di una delle possibili fonti di approvvigionamento alternative per l’Europa e, così, disinnescare parzialmente il progetto di diversificazione delle forniture dell’UE.

La Serbia avvia la realizzazione del Southstream

Un altro progetto concepito da Mosca per aumentare la dipendenza dell’Unione Europea dal gas della Russia -ad oggi pari al 40% del fabbisogno continentale complessivo- è il Southstream.

Giovedì, 10 Aprile, la Serbia ha stabilito l’avvio della realizzazione del Southstream sul proprio territorio, ed ha ritenuto l’infrastruttura strategica per l’interesse nazionale serbo.

Come riportato dal Primo Ministro serbo, Ivica Dacic, per compartecipare alle spese di realizzazione del Southstream la Serbia verserà a Gazprom 1,7 Miliardi di Euro annui derivanti dai diritti di transito del gas attraverso la conduttura.

Il Southstream è progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas russo dalle coste della Federazione Russa in Austria,
attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Il Southstream è stato concepito anche per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettati dalla Commissione Europea per importare gas direttamente dall’Azerbaijan, e così, diminuire la dipendenza dalle forniture della Russia.

Nonostante l’opposizione della Commissione Europea, il Southstream è sostenuto politicamente da Serbia, Slovenia, Bulgaria ed Ungheria.

Matteo Cazzulani