LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

POLONIA: LA RUSSIA PROVOCA DIMISSIONI DEL MINISTRO PRO-SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 22, 2013

Il Premier polacco, Donald Tusk, dimissiona il Ministro del Tesoro, Mikolaj Budzianowski, per il mancato controllo sulla compagnia nazionale PGNiG durante la firma tra l’ente russo-polacco EuRoPolGaz ed il monopolista statale russo Gazprom di un contratto per la realizzazione della seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa. In pericolo l’indipendenza energetica in Europa dal quasi monopolio del Cremlino.

Una questione complicata che ha portato ad una bufera politica nella capitale dello shale gas in Europa. Nella giornata di giovedì, 17 Aprile, il Premier polacco, Donald Tusk, ha dimissionato il Ministro del Tesoro, Mikolaj Budzianowski, per mancato controllo sulla compagnia energetica nazionale PGNiG.

La decisione di Tusk è stata presa in seguito all’esame di un rapporto preparato dal Ministro degli Interni, Bartlomej Sienkiewicz, sulla firma di un accordo tra il monopolista statale russo del gas, Gazprom, e la compagnia russo-polacca EuRoPolGaz -compartecipata al 50% ciascuno da PGNiG e Gazprom- per la realizzazione del secondo tratto del Gasdotto Yamal-Europa.

Dal rapporto si evince che il Ministro Budzianowski non è stato informato sulla stipula di un preaccordo che getta le basi per la costruzione di un’infrastruttura destinata ad incrementare il peso della Russia nel mercato energetico dell’Unione Europea -che dipende dalle forniture di Mosca per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

La seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa è progettata per veicolare 15 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Bielorussia all’Ungheria tramite Polonia e Slovacchia.

Se realizzata, l’infrastruttura non solo aumenta la quantità di gas russo trasportata in UE, ma blocca la realizzazione del Corridoio Nord-Sud.

Il Corridoio Nord-Sud è stato progettato dalla Commissione Europea per collegare il rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia, con quello di Krk, in Croazia, concepiti per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dell’UE dal monopolio della Russia attraverso la ricezione di oro blu liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia, e Stati Uniti d’America.

Il Premier Tusk ha dichiarato che la mancanza di informazioni di Budzianowski ha caratterizzato un rischio per la sicurezza energetica della Polonia, tanto da sollevare dal l’incarico il Ministro.

Budzianowski, autore di una carriera fulminea nel giro di poco tempo, già in passato ha avuto posizioni discutibili in determinate questioni di sua competenza, come la gestione della situazione della compagnia aerea di bandiera polacca LOT.

Budzianowski è stato tuttavia uno dei più accesi sostenitori dell’avvio dello sfruttamento in Polonia del gas Shale: oro blu ubicato a bassa profondità estratto mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Secondo diverse stime, la Polonia possiede il giacimento di shale più ricco d’Europa, il cui sfruttamento consentirebbe a Varsavia di azzerare la dipendenza dall’importazione di gas naturale dalla Russia.

Mosca, che ad oggi rifornisce l’82% del fabbisogno dell’economia polacca, sta conducendo una campagna contro l’estrazione di gas non-convenzionale in Europa, anche sostenendo movimenti ambientalisti ed una campagna di disinformazione sia sulle potenzialità, che sulle procedure di sfruttamento dello shale -che ha portato gli USA ad affermarsi nel mercato dell’Asia a discapito proprio dei piani di espansione di Mosca.

Il siluramento di Budzianowski, che ha caldeggiato l’avvio immediato dell’estrazione di shale in Polonia, rappresenta dunque un colpo ai progetti di indipendenza energetica di Varsavia, e più un generale dell’Unione Europea, dalla Russia.

Il nuovo ministro del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, ha dichiarato che la realizzazione della seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa non rientra tra le iniziative del Governo polacco, che, in ambito energetico, mantiene l’intenzione di diversificare gli approvvigionamenti di energia dal monopolio della Russia.

La posizione poco chiara degli alleati di Governo di Tusk

Il Premier Tusk ha dichiarato il varo di un apposito Ministero dell’Energia per affrontare la questione in maniera attenta ed accurata.

La guida del nuovo Dicastero sarà concordata tra la Piattaforma Civica -PO, la Forza Politica di orientamento cristiano-democratico del Premier Tusk- e gli alleati di Governo del Partito contadino -PSL.

Proprio al PSL è legato un sospetto sulla questione che ha portato al dimissionamento di Budzianowski, in quanto la firma del memorandum tra Gazprom ed EuRoPolGaz per la realizzazione della seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa è stata anticipata da un incontro tra il Capo PSL, Janusz Piechocinski, e il Direttore della compagnia russo-polacca, Miroslaw Dobrut.

Già in passato, esponenti del PSL si sono dimostrati inclini ad accettare ricatti energetici imposti dalla Russia alla Polonia, come il contratto per l’acquisizione del controllo dei gasdotti polacchi nel 2010-firmato dall’ex-Vicepremier, Waldemar Pawlak, poi bloccato dalla Commissione Europea- e la realizzazione del primo tratto del Gasdotto Yamal-Europa, nel 1993 -voluto dal PSL, allora membro di una coalizione di governo con i Socialdemocratici del SLD.

Matteo Cazzulani

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