LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: ISRAELE PROGETTA RIFORNIMENTI DI GAS IN MEDIO ORIENTE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 17, 2013

La compagnia Delek, impegnata nello sfruttamento del giacimento Tamar, progetta esportazioni in Egitto, Giordania e Turchia. L’importanza geopolitica della posizione di Tel Aviv.

Il gas come mezzo di pace per superare odi e divisioni è la ricetta proposta dalla compagnia energetica israeliana Delek, molto influente presso gli ambiti politici di Israele.

Nella giornata di lunedì, 15 Aprile, il Capo Esecutivo della Delek ha dichiarato la volontà da parte di Israele di avviare esportazioni di gas naturale dal giacimento Tamar, situato nel Mar Mediterraneo, su larga scala.

Come riporta il Financial Times, gli obiettivi del Governo israeliano sono destinati a sconvolgere la geopolitica del gas della regione, in quanto Tel Aviv è intenzionata ad esportare oro blu in Egitto, da cui finora ha dipeso per il 90%.

Un altro Paese interessato dalle esportazioni del gas di Israele è la Giordania, che potrebbe ottenere il carburante israeliano per sostenere la sua economia.

Un altro vettore individuato come importante è la Turchia, a cui Israele esporterà il gas attraverso la realizzazione di un apposito gasdotto.

Il miracolo di Obama aiuta anche Bruxelles

L’invio di gas israeliano in Turchia è strategico anche per la politica energetica dell’Unione Europea, in quanto il territorio turco è destinato a diventare il principale corridoio di transito del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Il riavvicinamento tra Turchia e Israele dopo il congelamento delle relazioni dovuto all’uccisione di 9 cittadini turchi con l’attacco armato israeliano alla ‘Freedom Flottilla’ è stato un successo del Presidente USA, Barack Obama.

Durante la sua missione in Medio Oriente, il Presidente USA ha convinto il Premier israeliano, Benjamin Netahyahu, a risolvere la questione con il suo collega turco, Tayyip Erdogan.

L’Unione Europea, oltre all’Azerbaijan e al LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America, sta diversificando le forniture di oro blu da quelle dalla Russia, che oggi controlla il 40% del fabbisogno energetico continentale complessivo.

Matteo Cazzulani

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