LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA LITUANIA AVVIA LA DIMINUZIONE DELLA DIPENDENZA DALLA RUSSIA IN NOME DELL’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 9, 2013

La compagnia Amber Grid rileverà il 76% delle azioni della compagnia nazionale Lietuvos Dujos dall’ente tedesco E.On e dal monopolista statale russo, Gazprom, che controlla il 99% delle forniture di oro blu a Vilna. La manovra del Governo lituano in linea con il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato continentale dell’energia e combattere i monopoli. 

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

L’applicazione della legge europea per abbattere il monopolio russo nel mercato del gas. Nella giornata di giovedì, 7 Marzo, il Governo lituano ha dato il via alla creazione i Amber Grid: una compagnia che rileverà il 76% dell’ente energetico nazionale Lietuvos Dujos, ad oggi posseduto dalla compagnia tedesca E.On, e dal monopolista russo, Gazprom.

Come riportato dalla Reuters, qualora Gazprom ed E.On non concordassero sulla vendita del loro pacchetto azionario alla nuova compagnia Amber Grid, vedrebbero le loro azioni immediatamente confiscate da parte del Governo lituano.

La manovra delle Autorità di Vilna è frutto dell’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato del gas in Unione Europea, ed abolisce il controllo congiunto sia della compravendita del gas, che del trasporto dell’oro blu.

La Lituania è infatti dipendente per il 99% del fabbisogno nazionale di gas dalle forniture di Gazprom, che, assieme alla compagnia ‘alleata’ E.On, possiede la maggioranza della Lietuvos Dujos: ente incaricato della distribuzione del carburante nel sistema infrastrutturale energetico lituano.

Oltre che nell’ambito commerciale, la Lituania sta applicando il Terzo Pacchetto Energetico anche per quanto riguarda la realizzazione di strutture atte alla diversificazione delle forniture di gas per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia.

Con un accordo con la compagnia norvegese Hoeg LNG, il Governo lituano ha pianificato la costruzione di un rigassificatore presso il porto di Klaipeda, grazie al quale la Lituania potrà importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar e, possibilmente, dagli Stati Uniti d’America.

La questione del rigassificatore di Klaipeda ha però originato una divergenza con Estonia, Lettonia e Polonia: Paesi che, sempre per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, hanno pianificato la realizzazione di propri rigassificatori.

Scontro tra Varsavia e Vilna sul rigassificatore lituano

Particolare movimento è stato creato dalla costruzione del rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia, che, secondo progetti sostenuti dalla Commissione Europea, sarà collegato con i siti di stoccaggio in Lettonia attraverso un gasdotto che transiterà attraverso la Lituania.

Di recente, il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha descritto il progetto del Gasdotto Trans Baltico come necessario per quei Paesi UE che sono particolarmente vulnerabili a causa della forte dipendenza dalla Russia.

Inoltre, come riportato da Gazeta Wyborcza, il Ministro Sikorski ha illustrato come la messa in comunicazione tra i rigassificatore polacco e i magazzini di gas lettoni renda inutile la realizzazione del terminale LNG di Klaipeda.

Fredda è stata la risposta della Autorità lituane. Il Premier socialdemocratico, Algirdas Butkevicius, ha dichiarato che la Lituania intende procedere nella realizzazione di un’infrastruttura di interesse nazionale strategico.

Nel contempo, il Capo del Governo lituano ha illustrato la volontà da parte di Vilna di continuare anche con la messa in comunicazione del sistema infrastrutturale energetico nazionale con i gasdotti di altri Stati UE.

Simile è stata anche la risposta dell’Amministrazione del Presidente moderato, Dalija Grybauskaite, che ha evidenziato come la Lituania intenda portare avanti sia la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda, che l’integrazione dei gasdotti lituani con il sistema dei Paesi europei confinanti.

Matteo Cazzulani

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