LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA LIBIA TAGLIA IL GAS E AUMENTA LA DIPENDENZA DELL’ITALIA DALLA RUSSIA DI PUTIN

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on March 4, 2013

L’interruzione provocata da scontri armati nei pressi del complesso libico di Mellitah. L’instabilità del Nordafrica favorisce la realizzazione dei piani di Mosca nella geopolitica energetica italiana ed europea 

La dipendenza energetica dell'Italia sulla carta

La dipendenza energetica dell’Italia sulla carta

Il Greenstream resta a secco, e l’Italia è sempre più energicamente vulnerabile. Nella giornata di Domenica, 3 Marzo, la Libia ha interrotto le forniture di gas dirette in Italia per mezzo del gasdotto Greenstream: conduttura dalla portata di 8 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno che unisce il compresso di Mellitah a Gela, in Sicilia.

A riportare la notizia è stato il Vicecapo della compagnia libica NOC, che ha individuato nelle lotte armate tra fazioni locali nei pressi di Mellitah la ragione del blocco dell’invio di gas attraverso il Greenstream.

Non è la prima volta che l’Italia -che importa dalla Libia il 10% circa del fabbisogno nazionale di gas- riscontra problemi in ambito energetico con i Paesi del Nordafrica.

Nel 2011, dopo lo scoppio dell’insurrezione contro Muhammar Gheddafi, le Autorità libiche hanno sospeso le esportazioni di gas e greggio fino alla metà dello stesso anno, quando il Governo post-insurrezionale ha ammesso il ritorno delle compagnie internazionali e, nel contempo, ha rinnovato l’invio di carburante verso l’estero.

Nel Gennaio 2013, l’Italia ha registrato l’interruzione delle forniture anche da parte dell’Algeria -che soddisfa il 35,5% del fabbisogno nazionale di gas nostro Paese- in seguito all’assalto armato di un commando terrorista alla stazione di Ain Amenas.

Il più importante complesso energetico algerino, da cui proviene l’oro blu che alimenta il Gasdotto Trans Mediterraneo -conduttura che veicola 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Algeria all’Italia attraverso la Tunisia- ad oggi è stato liberato, ma ha ripristinato la sua attività solo per il 35% della sua capacità complessiva.

L’interruzione delle forniture di gas da Libia e Algeria spinge il nostro Paese a ricorrere, anche solo temporaneamente, ad importazioni supplementari dalla Russia: il secondo fornitore di oro blu nel mercato italiano, da cui il Belpaese dipende per il 30% del fabbisogno nazionale.

Il crescente ruolo di Mosca come forniture sicuro di gas rende l’Italia fortemente vulnerabile da una fonte di approvvigionamento di oro blu unica, che in Europa si avvale dell’energia per realizzare scopi di natura politica.

Nel 2012, la Russia ha realizzato il Nordstream: gasdotto costruito sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 miliardi di metri cubi di gas dal territorio russo direttamente alla Germania, aumentare la dipendenza dell’Unione Europea agli approvvigionamenti di Mosca, ed isolare nel contempo i Paesi Europa Centro-Orientale.

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha inoltre concesso sconti sulle tariffe per il gas a Germania, Francia, Belgio e Repubblica Ceca per ottenere in seno all’UE l’appoggio politico delle Cancellerie più importanti del Vecchio Continente.

Di pari passo, Gazprom ha mantenuto alta la bolletta per l’oro blu esportato in Polonia, Paesi Baltici e in altri Stati dell’UE centro-orientale, ed è finito sotto osservazione da parte della Commissione Europea, che, nel Settembre 2012, ha aperto a carico dell’ente energetico controllato dal Cremlino un’inchiesta ufficiale per condotta anticoncorrenziale.

Infine, la Russia ha progettato il Southstream: gasdotto concepito per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas dal territorio russo all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Lo scopo del Southstream, oltre che aumentare la dipendenza dell’Europa del gas della Russia, è quello di bloccare la politica energetica della Commissione Europea che, con il sostegno politico dei Paesi UE dell’Europa Centro Orientale, mira a diminuire la dipendenza da Mosca mediante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Nello specifico, Bruxelles ha progettato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per veicolare in Europa 30 miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan. Inoltre, la Commissione Europea ha stimolato la realizzazione di rigassificatori in diverse aree del Vecchio Continente per importare gas liquefatto da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America.

L’importanza della TAP e dell’Europa per l’interesse nazionale dell’Italia

Il progetto di diversificazione delle forniture di gas approntato dall’Unione Europea rappresenta una possibilità anche per la messa in sicurezza delle fonti di approvvigionamento dell’Italia.

In particolare, l’Italia è coinvolta in uno dei progetti del Corridoio Meridionale, il Gasdotto Trans Adriatico -TAP: infrastruttura progettata per veicolare 21 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia in Italia, nel Salento, attraverso l’Albania.

Supportata economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera Axpo, e da quella tedesca E.On, la TAP è sostenuta politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera, che si sono impegnati a realizzare l’infrastruttura con la firma di accordi ufficiali.

21 Miliardi di metri cubi di gas non bastano per mettere in sicurezza gli approvvigionamenti di gas per il nostro Paese, né tantomeno per l’UE, ma permettono di diminuire la dipendenza dell’Italia da Paesi militarmente instabili come Libia e Algeria, e da Stati che si avvalgono dell’energia in ambito geopolitico come la Russia.

E’ quindi opportuno che il nuovo Governo italiano, a prescindere dal suo colore politico, continui a sostenere il piano di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea, sostenendo con vigore la realizzazione della TAP per salvaguardare l’interesse nazionale.

Oltre che implementare la diversificazione delle forniture di gas, il Gasdotto Trans Adriatico rende l’Italia l’hub europeo del gas dell’Azerbaijan, rafforza la posizione del nostro Paese in seno all’UE, e contribuisce alla creazione di posti di lavoro in un periodo di particolare crisi economica e sociale.

Matteo Cazzulani

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  1. […] ora che Gazprom è vicina al controllo del gas di Israele, che Rosnerft ha rafforzato la sua alleanza con ENI e che le compagnie russe sono in piena corsa per acquisire le aziende energetiche greche DEPA e […]


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