LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: L’UCRAINA GUARDA ALLA RUSSIA E PENALIZZA L’UNIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 2, 2013

Il Presidente ucraino verso la cessione dei gasdotti nazionali al monopolista statale russo, Gazprom, e l’interruzione del processo di integrazione economica con l’UE in cambio di uno sconto sulle tariffe da parte di Mosca. Kyiv intenzionata anche al gas dell’Azerbaijan e all’importazione di LNG dal Mar Mediterraneo

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Una politica energetica esposta in TV che allontana l’Ucraina dall’Europa. Nella giornata di venerdì, 22 Febbraio, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha annunciato l’imminente firma di un accordo con la Federazione Russa per il ripristino dell’importazione di gas dalla Russia, che Kyiv ha interrotto in seguito alle esose richieste tariffarie imposte da Mosca.

In diretta al programma televisivo “Dialogo con la Società”, il Presidente Yanukovych ha annunciato la cessione dei gasdotti ucraini in affitto al monopolista statale russo del gas, Gazprom, in cambio di uno sconto sulle tariffe per l’importazione di gas dalla Russia, da cui l’Ucraina dipende per il 90% del fabbisogno nazionale complessivo.

Sempre in diretta tv, il Capo di Stato ucraino ha criticato il comportamento della Comunità Energetica Europea -una sorta di Unione Europea del gas che oltre ai 27 Paesi UE comprende anche gli Stati balcanici, l’Ucraina e la Moldova- per non avere sostenuto abbastanza Kyiv nelle trattative per il rinnovo dei contratti energetici con la Russia.

Una correzione alla linea esposta è giunta durante la Conferenza Stampa dedicata ai media nazionali ed internazionali, trasmessa, sempre in televisione venerdì, Primo di Marzo.

Il Presidente Yanukovych ha ritenuto necessario diversificare le importazioni di gas, ed ha annunciato l’avvio dell’importazione di oro blu russo da ovest grazie al rinnovo di un accordo con la compagnia tedesca RWE per il trasporto del carburante in Ucraina dalla Germania attraverso i gasdotti di Ungheria, Polonia e Slovenia.

Il Presidente Yanukovych ha inoltre individuato il bisogno di costruire un sistema di gasdotti legati ad un rigassificatore in un’imprecisata località del Mediterraneo per importare gas liquefatto senza transitare dallo stretto del Bosforo, e, quindi, sottostare ai dazi imposti dalla Turchia.

Infine, il Capo di Stato ucraino ha ventilato la possibilità di importare in Ucraina gas estratto dall’Azerbaijan mediante il prolungamento del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP: infrastruttura progettata dal Governo azero e da quello turco, con il sostegno della Commissione Europea, per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Georgia alla Turchia Occidentale.

Confusa e scombinata, la strategia enunciata dal Presidente Yanukovych porta l’Ucraina tra le braccia della Russia sia sul piano energetico, che su quello politico.

Il progetto di diversificazione delle forniture di gas legato al rigassificatore nel Mediterraneo è costoso ed incerto, mentre il prolungamento della TANAP incontra l’opposizione politica della Turchia, che è intenzionata a riservare l’intera quantità del gas trasportato dal Gasdotto Trans Anatolico all’Unione Europea.

La critiche nei confronti della Comunità Energetica Europea presuppongono inoltre la mancata realizzazione da parte dell’Ucraina del Terzo Pacchetto Energetico: legge dell’Unione Europea che prevede la messa in comunicazione dei gasdotti nazionali dei Paesi del Vecchio Continente.

Lo scopo del Terzo Pacchetto Energetico è la creazione di un sistema infrastrutturale integrato in Europa che garantisce la libera circolazione del gas, e vieta agli enti energetici extra-UE, come Gazprom, il controllo congiunto della compravendita e del trasporto del carburante all’interno della Comunità Energetica Europea.

Privo dell’appoggio dell’Occidente, il Presidente Yanukovych è così costretto ad arrendersi alla Russia, che da tempo ha fatto del controllo del sistema infrastrutturale energetico dell’Ucraina da parte di Gazprom uno scopo geopolitico per costringere Kyiv ad interrompere il processo di integrazione con l’Unione Europea.

L’accordo energetico di Kyiv con Mosca presentato da Yanukovych, e la rottura con l’UE, favoriscono così l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione economica e politica, a cui appartengono già Bielorussia e Kazakhstan, progettato dal Cremlino per ripristinare l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico.

La scelta di Yanukovych mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica UE

Se firmato, il nuovo contratto per il gas tra Ucraina e Russia avrebbe conseguenze notevoli anche per l’Unione Europea, in quanto garantirebbe a Mosca il controllo totale dei principali gasdotti attraverso i quali il Cremlino rifornisce l’UE di gas.

Gazprom già controlla direttamente, in partnership con la compagnia polacca PGNiG, il Gasdotto Yamal-Europa: conduttura che veicola 33 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia a Polonia e Germania attraverso la Bielorussia-

Nel 2012, Gazprom, in partnership con la compagnia tedesca E.On, quella francese Suez-Gaz de France, e l’olandese Gasunie, ha realizzato il Nordstream: infrastruttura costruita sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 Miliardi di metri cubi di gas direttamente in Germania bypassando Polonia e Paesi Baltici, dividere l’Unione Europea, ed aumentare la dipendenza degli Stati dell’UE dalle forniture di Mosca.

Il possesso diretto del monopolista statale russo anche del sistema infrastrutturale energetico dell’Ucraina -da cui l’Unione Europea riceve 33 miliardi di metri cubi di gas all’anno, e che finora è stato controllato dalla compagnia UkrTransHaz: una figlia del colosso nazionale di Kyiv Naftohaz- permetterebbe al Cremlino di rafforzare la sua posizione contrattuale nei confronti dell’Unione Europea.

Lo scenario presentato consentirebbe inoltre alla Russia di avvalersi del gas per mantenere definitivamente dipendente da Mosca un’Unione Europea debole, divisa, ed incapace di diventare davvero forte ed integrata al suo interno, sopratutto in campo energetico e politico.

Il posizionamento energetico di Yanukovych, e, più in generale, l’orientamento geopolitico dell’Ucraina in favore della Russia, può dunque incrementare la dipendenza dell’Unione Europea dal gas di Mosca, e, nel contempo, porre a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi dell’UE.

Matteo Cazzulani

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