LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: ROMANIA E SERBIA RAVVIVANO LA COMPETIZIONE TRA NABUCCO E SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 23, 2013

Il Governo romeno intenzionato ad incentivare l’afflusso di investimenti privati per la realizzazione del Nabucco. Il Governo serbo cede i terreni al monopolista statale russo, Gazprom, per la realizzazione del Southstream. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

I percorsi di Nabucco e Southstream

Una gestione privata per una conduttura destinata a rinforzare l’interesse nazionale ed europeo. Nella giornata di venerdì, 22 Febbraio, in Romania in Parlamento è stata presentata una Proposta di Legge -che con tutta probabilità sarà approvata- che garantisce ai privati la gestione del gasdotto Nabucco.

Come riportato dalla Bloomberg, il Progetto di Legge, che sottrae allo Stato il controllo del Nabucco, mira ad incoraggiare investimenti privati nel gasdotto concepito dalla Commissione Europea per diversificare gli approvvigionamenti di gas dell’UE tramite il trasporto diretto di oro blu dall’Azerbaijan.

Con una portata di 30 Miliardi di metri cubi di gas, il Nabucco è progettato per veicolare il gas azero dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH, e realizzato dall’italiana Saipem, il Nabucco è sostenuto politicamente da Commissione Europea, Austria, Romania, Turchia, Polonia, e Slovacchia.

Il Progetto Di Legge del Parlamento romeno, che ha dato slancio alla realizzazione del gasdotto alla verdiana denominazione, è una risposta immediata al via libera dato dalla Serbia alla costruzione del Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per impedire la realizzazione del Nabucco, ed aumentare la dipendenza dell’UE dalle forniture di gas di Mosca -da cui oggi l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale totale.

Nella giornata di giovedì, 20 Febbraio, il Governo serbo ha accordato la cessione dei terreni al monopolista statale russo del gas, Gazprom, e alla compagnia nazionale Srbijagaz: i due enti impegnati nella realizzazione del Southstream in Serbia.

La manovra della Serbia è necessaria per evitare al consorzio deputato alla realizzazione del gasdotto di negoziare compensazioni con i proprietari terrieri privati, e, de facto, riversa la responsabilità della cessione dei terreni unicamente sul Governo serbo.

Un gasdotto pericoloso per l’Europa

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è progettato per veicolare 63 miliardi di gas russo dalle coste meridionali della Russia in Austria tramite Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Compartecipata da Gazprom -ente controllato direttamente dal Cremlino- dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e da quella francese EDF, la conduttura è sostenuta politicamente da Russia e, più o meno palesemente, da Francia, Belgio e Germania, nonostante l’opposizione della Commissione Europea ad un progetto che mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica dell’UE.

Matteo Cazzulani

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