LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E USA SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 20, 2013

Il monopolista russo del gas Gazprom presenta offerte faraoniche per ottenere il controllo delle compagnie nazionali energetiche greche DEPA e DESFA, e lamenta l’intervento degli Stati Uniti d’America a sostegno della corsa del colosso azero SOCAR. L’UE invita Atene a fare cassa per rispettare il piano di rientro in campo economico.

A quanto pare, la Guerra Fredda in Europa non è ancora finita, e si fa sempre più acuta nella regione del Vecchio Continente più fortemente colpita dalla crisi economica.

Come riportato dal Natural Gas Europe nella giornata di martedì, 19 Febbraio, Russia e Stati Uniti d’America stanno combattendo una battaglia su diversi fronti per controllare le compagnie energetiche nazionali greche DEPA e DESFA, che il Governo di Atene ha deciso di privatizzare per reperire risorse necessarie ad arginare il deficit dello Stato.

Molto agguerrita è la Russia, che con il monopolista statale russo, Gazprom -ente controllato dal Cremlino- ha offerto alla Grecia lauti investimenti nel sistema infrastrutturale energetico locale e uno sconto sulle forniture di gas che, ad oggi, coprono il 54,10% del fabbisogno nazionale complessivo greco.

Inoltre, Mosca ha esercitato pressioni diplomatiche su Atene affinché l’offerta presentata da Gazprom e dalla compagnia Sintez-Negusneft sia valutata con particolare attenzione, ed ha lamentato un simile coinvolgimento da parte degli Stati Uniti d’America.

La lamentela dei russi è stata confermata da un esponente del Governo greco che, mantenendo l’anonimato, sempre al Natural Gas Europe ha confermato l’attività del Dipartimento di Stato USA nell’illustrare ad Atene le serie conseguenze geopolitiche che deriverebbero dalla cessione del settore energetico della Grecia alla Russia.

A differenza dei russi, nessuna compagnia USA si è presentata all’asta per l’acquisizione della DEPA e della DESFA: Washington ha così lasciato il ruolo di principale competitor di Gazprom al colosso dell’Azerbaijan SOCAR.

Neutrale, e un poco cinica, è invece la posizione dell’Unione Europea, che al posto di prendere una posizione a favore di una delle parti, o di avanzare una propria proposta, si è limitata ad incentivare una rapida chiusura della partita per portare in cassa il quanto più denaro possibile.

A influenzare il comportamento UE sono sopratutto Germania e Austria, i cui Governi puntano molto sulla riuscita del salvataggio economico della Grecia per ottenere una nuova maggioranza nelle Elezioni Federali, in programma nel 2013.

La scalata sulla Grecia cruciale per la concorrenza tra Southstream e TAP

Dalla battaglia per le compagnie energetiche greche dipende la realizzazione di infrastrutture che possono aumentare, o diminuire, la dipendenza dell’Unione Europea dalla Russia, dalle cui forniture l’UE è oggi legata per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia finirà per partecipare al Southstream: gasdotto concepito da Mosca dal territorio russo all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia per rifornire l’Europa di ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Se a ottenere il controllo del settore energetico greco sarà la SOCAR, la Grecia vedrà confermata la sua compartecipazione al Gasdotto Trans Adriatico -TAP: conduttura concepita per veicolare in Italia 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno provenienti dall’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia tramite l’Albania.

La TAP è uno dei gasdotti progettati dalla Comunità Europea, e sostenuto dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera, per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dal monopolio di Russia e Algeria.

Se realizzato, il Gasdotto Trans Adriatico incrementerà il peso dell’Italia -e della Grecia- in Europa, e permetterà anche la creazione di nuovi posti di lavoro in due Paesi fortemente colpiti dalla crisi.

Matteo Cazzulani

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18 Responses

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  1. RicoContro said, on February 20, 2013 at 23:43

    ..chiarissima analisi, geopolitica allo stato puro. Mi permetto di segnalare un inesattezza e di sottolineare una precisazione. Inesattezza: qualora la spuntasse la Tap, i posti di lavori creati sarebbero poche decine e per pochi mesi a fronte di altri migliaia che si perderebbero in modo perpetuo a causa dello scempio derivante nel territorio direttamente interessato, il Salento,la cui economia, basata su turismo pesca ed agricoltura, verrebbe irrimediabilmente e definitivamente compromessa.
    Precisazione : i salentini dicono a chiare lettere,NO TAP SENZA SE E SENZA MA.

    • matteocazzulani said, on February 20, 2013 at 23:48

      Grazie per la precisazione col commento.

      Se i salentini dicono no alla TAP commettono un errore: l’Italia, e con essa l’Europa, non può restare dipendente dalla Russia di Putin.

      Del resto, forti critiche a Putin sono state mosse dal Governatore di Regione Puglia, Nichi Vendola.

      Mi potresti segnalare quale associazione di salentini ha detto no alla TAP -magari segnalando link-? Sarebbe utilissimo per il mio lavoro, grazie!

      • RicoContro said, on February 21, 2013 at 01:30

        tanti i comitati,le associazioni,innumerevoli i comuni cittadini.
        Caro Matteo,l unico errore è accettare che si perpreti l ennesimo atto di violenza ai danni del proprio territorio e dell economia locale.Fai una bella cosa,vieni qui 2/3 giorni a renderti conto con i tuoi occhi e poi potrai dire se i salentini sbagliano a difendere le meraviglie che Dio ha concesso loro.
        Lo ha detto Vendola ? e “sti cazzi”!
        lo stesso Vendola che sull ilva non proferisce parola? lo stesso che ha permesso di convertire le ex-campagne pugliesi in “distese di mega-impianti fotovoltaici”?e la centrale a carbone di Cerano-byl? cosa ne hanno avuto i salentini? i tumori! Il salento ha già dato.Se 1/5 dell energia prodotta in puglia restasse sul territorio,tutti i pugliesi non pagheremmo bollette per 20anni. Siano essi austriaci norvegesi ecc trovino altre strade…da qui non si passa!

      • matteocazzulani said, on February 21, 2013 at 10:08

        Molto volentieri vengo ad intervistare questi comitati di cui parli e a sentire le ragioni dei salentini! Se mi passi i contatti, anche per posta privata o con un commento che non pubblicherò, mi attivo per organizzare. Grazie M

      • RicoContro said, on February 21, 2013 at 10:41

        La conoscenza rende liberi.
        Matteo,dopo una veloce ricerca mi è chiaro il perchè critichi il diniego dei salentini alla Tap.Non perchè il bel paese perderebbe un po di dipendenza energetica;nè per creare nuovi posti di lavoro (a fronte dei quali,ribadisco,se ne perderebbero migliaia).Tu sostieni “Tap avanti tutta” per la “causa ucraina” ed anti-russa.Meno gazpron=meno Putin.Ottimo motivo per carità,ma inaccettabile se per “accerchiare lo zar” si calpesta il diritto all’autodetrminazione di migliaia di tuoi connazionali.Vedi,Tap avrebbe un ottima infrastruttura già esistente per attaccare i suoi “tubi” a soli 30 km piú a nord della zona prevista (il dismesso petrolchimico di Brindisi),eppure,x qualche oscuro motivo la mannaia dei boia della Tap viene brandita verso luoghi che in qualsiasi altro paese al mondo sarebbero”patrimonio dell umanità”.E se ti dico che centra LaVitola?

      • matteocazzulani said, on February 21, 2013 at 17:04

        Iniziamo col dire che la TAP non serve alla causa ucraina, che oramai è spacciata di suo. Il Gasdotto Trans Adriatico è un progetto che, sulla carta, aiuta l’Italia e l’Unione Europea a diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dal monopolio di Russia e Algeria. E’ per questo che la TAP, secondo molti altri commentatori oltre a me, ha sulla carta -e lo ripeto per la terza volta: sulla carta- un vantaggio notevole, e rappresenta un’opportunità.
        Tengo inoltre a sottolineare che la TAP, se sarà realizzata, fa parte di un progetto europeo volto anche a diminuire il consumo di petrolio ed altri carburanti fortemente inquinanti. Ora, capisco perfettamente le ragioni dei locali, per cui ho grande rispetto, stima e comprensione, ma credo che per la TAP valga il medesimo discorso della TAV: si tratta di un investimento strategico che punta a favorire un’economia più verde. Così come la TAV decrementa il trasporto su gomma, così la TAV diminuisce l’utilizzo di petrolio e greggio.

  2. alfredo fasiello said, on February 21, 2013 at 12:31

    Desidererei portare all’attenzione del signor Cazzulani la battaglia che sulla
    terra d’Otranto si stà combattendo contro la realizzazione del Gasdotto Tap(
    Trans Adriatic Pipeline) e che vede tutta la popolazione Salentina in una
    posizione di forte contrapposizione nei confronti di quelle multinazionali che
    credono di appropiarsi del Bene Comune che la cittadinanza tutta difende dalle
    intrusione di carattere finanziario. La Tap è il tipico esempio di
    multinazionale che con la 24 ore piena di dollari, grazie alla collusione
    politica travolge la sovranità non solo territoriale, ma quella dei cittadini
    nella volontà di scelta del proprio futuro. Il luogo di approdo del Gasdotto è
    in località San Basilio di San Foca, sito a forte vocazione turistica, ma la
    cosa più travolgente è quello che il gasdotto andrà ad impattare, un nobile e
    delicato sistema ecologico. Esempio lampante è la spiaggia sita 100mt a
    sud dell’approdo, ovvero un sito di nidificazione di tartarughe caretta caretta
    che nel 2007 ha visto la prima nascita registrata di ben 41 tartarughine ed
    altre si sono susseguite nel corrente anno. La TAP, pur di realizzare il
    proprio gasdotto, non può credere di far diventare il Salento un campo di
    battaglia come
    la Val di Susa, ovvero una No Tap come una nuova No Tav forzando la volontà
    politica e sociale di un territtorio, prevaricando gli interessi storico,
    culturali, ecologici ed economici peculiari
    una popolazione. Non possono credere di poter fare sulla testa dei
    salentini le politiche del Gruppo di Bielderberg. Il popolo idruntino è già
    sul piede di
    guerra in merito a tale mostruosa previsione
    progettuale. La cosa che più stride è che il Salento alla Bit di Milano, sia stato eletto il più amato dagli Italiani turisticamente parlando e se questo è accaduto sicuramente un motivo ci sarà. La Tap vorrebbe mettere la sua caldaia nel salotto buono degli italiani, credo che in Italia vi siano sicuramente dei sottoscala dismessi, vedi l’ex area Montedison di Brindisi.
    A differenza della Tav, sia le amministrazioni comunali interessate,
    Melendugno, Vernole, Castrì e Caprarica, il Comitato Via Regionale tramite
    l’assessore all’ambiente dott. Nicastro e la stessa Giunta Regionale Pugliese
    hanno deliberato tutte contro questa opera disgustosa. Come se nulla fosse i
    nostri esimi rappresentanti allo sviluppo e ambiente del governo Monti, tal
    Clini e Passera, contro la volontà popolare e degli amministratori locali,
    stanno tentando in tutti i modi di far realizzare tale barbarie. Elencare quale
    siano ecologicamente ed economicamente le ragioni del no dei comitati
    ambientalisti e delle amministrazioni, non basterebbe una enciclopedia, ma solo
    l’idea di avere un mega depressurizzatore a meno di 500 mt da una cittadina in
    mezzo agli uliveti a 100 mt dal sito archeologico di Acquarica, sfiorando il
    sito naturistico della Palude di Cassano, a 2000 mt dall’oasi naturale delle
    Cesine a 2000 mt dall’area archeologica di Roca Vecchia a 1500 mt dal castello
    di Acaja per poi vedersi stoccato nel proprio sottosuolo il gas, per l’unico
    interesse di una multinazionale, sembra del tutto incomprensibile. Se
    aggiungiamo a questo che la richiesta del gas è in fortissimo calo e sono in
    itinere altri approdi ed altri rigassificatori, non si riesce a capire
    l’utilità di questa opera se non di carattere finanziario, come dimostrato
    nella trasmissione Report della Gabanelli.Il Comitato resisterà strenuamente a
    questo gruppo di malaffaristi, sulla storia vi sono intercettazioni della
    procura di Bari e Pescara di personaggi quali Lavitola e Tarantini, si farà di
    tutto perchè il gas Arzeco dovendo raggiungere il nord Europa, lasci intatto
    alla sua natura il territorio salentico e prosegua il suo percorso diretto
    tramite il Nabucco West( gasdotto alternativo e concorrente), che via Ungheria
    ed Austria, arriverà in Germania., suo vero approdo finale.

    • matteocazzulani said, on February 21, 2013 at 17:09

      Gentile Alfredo, Grazie per la risposta e la pacatezza.

      Mi fa piacere che anche lei vede nella costruzione del Nabucco una soluzione alla dipenenza energetica che lega l’Italia mani e piedi a Russia ed Algeria -e tempo fa anche alla Libia.

      Il punto sta proprio qui: occorre che il nostro Paese sostenga la politica energetica dell’Unione Europea, e non i gasdotti che la Russia ha progettato per aumentare la propria egemonia in UE.

      Per quanto riguarda la posizione dei salentini, che rispetto, mi chiedo come mai le vostre proteste non siano note. Capisco un certo filtraggio da parte della stampa, ma non avete pensato di organizzare una forma di protesta più organica ed incisiva, magari a Roma?

      Purtroppo, senza la giusta visibilità la vostra comprensibile protesta rischia di restare inascoltata.

  3. Vincenzo said, on February 21, 2013 at 13:56

    Premesso che Chi non conosce i Luoghi che saranno attraversati dal percorso del tubo e parla per sentito dire (da Tap, poi) ha scritto una Verità parziale (rectius: di parte), mi permetto di segnalare i seguenti punti, per la precisione: 1) La marina di Melendugno in questione (cioè San Foca, in particolare la sua spiaggia interessata all’attaversamento) è Bandiera Blu 2012 (unitamente ad altri due del Salento); 2) il Progetto “ballerino” ha interessato, per lo sbocco dal mare sulla terraferma del tubo, dapprima un sito di falesia naturale (sic!) e, di poi (essendosene accorti pure i “tecnici” multinazionali della IMPOSSIBILITA’ di una sua realizzazione fattuale), la spiaggia di San Basilio, dove, l’anno scorso, hanno nidificato le tartarughe caretta caretta (come da filmati su You tube); 3) a meno di un km da questi siti si estende -a Nord- l’Oasi Naturale delle Cesine (protetta da convenzione internazionale sin dal 1976 e gestita dal WWF Italia), mentre a Sud degli stessi siti interessati, inizia il Comune di Otranto, con la spiaggia e la pineta di Alimini ed i retrostanti Laghi di Alimini, altro sito di interesse Naturalistico tutelato come Oasi di Protezione; 4) la “balla” del consenso delle “popolazioni Locai” era un pensiero personale dell’ex C.M. Paul Pasteris, già sbugiardatosi da solo, tanto da dover essere sostituito dall’attuale (nota: Russo): infatti NESSUNA aa. pp. interessata (leggi Comune di Melendugno e Comune di Vernole), nè, tantomeno, nessuna Associazione Locale (RICONOSCIUTE E NON) o Comitato o Cooperativa HA MAI DATO PARERE FAVOREVOLE A TALE OPERA; 5) che il gas sia una questione di “geopolitica” è chiaro ma tutti, ma non si dica che “porterà vantaggi e royalties” alle popolazioni locali che hanno già dato in termini di SCEMPIO del Territorio (votato all’Agricoltura biologica ed al Turismo sostenibile), vedi parchi fotovoltaici di 1 megavatt confinanti uno con l’altro sino a raggiungere almeno 10 megavatt (ad opera di “colonizzatori” ed oggi TUTTI SOTTO SEQUESTRO PENALE) e pale eoliche di 90 metri INUTILI che hanno arricchito SOLO CHI ha sfruttato tali Progetti per INTASCARE i CONTRIBUTI STATALI EROGATI per il Loro impianto, TOGLIENDOLI dalla Spagna e impiantandoli nel Salento; 6) la Regione Puglia (grazie al polo energetico di Brindisi, esporta il 75% dell’ENERGIA PRODOTTA, senza alcun beneficio per i PUGLIESI; continua….

    • matteocazzulani said, on February 21, 2013 at 17:12

      Capisco, e anche a Lei rispondo con quanto fatto nei due commenti precedenti.

      Mi permetta di aggiungere una domanda. Lei come intende risolvere la questione della dipendenza dell’Italia dal gas di Russia e Algeria?

      E mi dica anche: avrebbe protestato lo stesso se al posto della TAP in Salento fosse arrivato il Southstream -compartecipato dall’ENI, oltre che benedetto da Berlusconi?

      • alfredo fasiello said, on February 21, 2013 at 22:59

        Matteo carissimo, è da tempo che tentiamo di uscire fuori dalla Puglia con i nostri validissimi motivi, ma chi gestisce il 5° potere fà di tutto perchè la protesta non varchi i confini, il fatto che in procura siano stati intercettati i signori Lavitola e Tarantini affaristi per conto di……….. e De Santis affarista per conto di………., dovrebbe far intuire come vi sia un interesse bilaterale, nessuno mette in dubbio la necessità del gas, ma è possibile che arrivi in zona ecologicamente e turisticamente di alto rilievo? Ti faccio alcuni esempi, Southstream col corridoio nord arriva in Germania in area dismessa di una vecchia centrale nucleare, il gasdotto algerino arriva nell’area industriale di Mazzara, perchè Tap non arriva nell’area dismessa montedison di Brindisi? Ti pongo un dilemma che spesso mi coglie pur essendo pacifista, ma per farsi notare bisogna per forza uccidere, facendo una strage? noi a questo non ci stiamo, come non ci stiamo ad essere uccisi dalla Tap.

      • Vincenzo said, on February 21, 2013 at 23:11

        I Salentini di Brindisi hanno bloccato LNG.
        I Salentini di Otranto hanno bloccato Poseidon.
        Sull’accordo “Bungaman-Putin” non Le rispondo neppure perchè, Io, da Italiano, per usare un eufemismo, “impalerei” chi svende pezzi d’ITALIA per un pò di “bunga bunga” in una “dacia” qualsiasi (con l’ex capo del keghebe, poi…).
        Ma, mi permetta di dirLe che Lei, Cazzulani, ha le idee confuse sia sul progetto Tap che sul progetto Tav (che, detto per inciso, “serve” solo a CCC).
        Ma rimaniamo su Tap.
        Lei, sopra, si riferisce alla “dipendenza” dell’Italia o a quella delle multinazionali tipo TAP (è noto che gli azionisti del progetto Trans Adriatic Pipeline sono la società svizzera Axpo -42.5%-, la società norvegese Statoil -42.5%- e la società tedesca E.ON Ruhrgas -15%-)???
        Le ripeto che la Regione Puglia esporta il 75% della Energia che produce.
        Per il Principio democratico della sovranità, se permette, ogni Popolo si Autodetermina, e giammai sottostà alle VOLONTA’ AFFARISTICHE delle multinazionali (Lei che è un seguace del Movimento Arancione ucraino dovrebbe saperlo e… condividerlo).
        E non mi dica che “ce lo ha chiesto l’Europa” perchè nè la Svizzera, nè la Norvegia ne fanno ancora parte.
        Un’ultima cosa, Io, da Salentino, cerco di difendere, con dignità e passione, la “Terra” che mi hanno lasciato i miei Avi, ciò sia dagli speculatori che dagli affaristi; ma Lei, che interesse ha da difendere, se è consentito sapere?
        Se difende l’Ucraina dalla Madre Russia per un Ideale personale, tanto di cappello.
        Oppure devo pensare ad altro ed il freelance è un “basco”?
        Con affetto in entrami i casi
        Vincenzo Sten

      • matteocazzulani said, on February 21, 2013 at 23:47

        “Autodeterminazione dei Popoli”, legame con la terra…. Mamma mia! Leggo e sovvengo di ventenni passati, ma lascio passare il brivido antifascista e arrivo alla TAP.

        Il progetto del Gasdotto Trans Adriatico è inserito nel contesto del Corridoio Meridionale UE: progetto della Commissione Europea, a cui aderiscono anche il Governo svizzero e il colosso energetico norvegese -sul tema sono informato, come si può rendere conto leggendo quanto scrivo 😉

        Detto questo, il punto sta nel sottoscrivere un progetto di importanza Europea alla difesa del proprio orticello.

        Io vi capisco perfettamente, mi creda, ma lei veda di capire me: ho vissuto anni in Ucraina, Polonia e Russia e conosco i russi, e le posso assicurare che è davvero necessario diminuire la dipendenza dal gas di Mosca.

      • RicoContro said, on February 22, 2013 at 00:57

        Il DIRITTO all AUTODETERMINAZIONE dei popoli,certo, lo stesso diritto che per esempio i PATRIOTI POLACCHI hanno sostenuto prima contro i nazisti e successivamente contro i bolscevichi.
        L amore degli ucraini per i “propri orticelli” ed il loro diritto di liberarsi dalla schiavitú comunista NON LE DANNO ALCUN BRIVIDO ANTIFASCISTA?..”certi fremiti” la scuotono ad intermittenza evidentemente.
        SOLO i DISADATTATI NON MANTENGONO LEGAMI FORTI CON LA PROPRIA TERRA D’ORIGINE e perció cercano fortuna altrove. Con pessimi risultati tra l altro..
        Il giornalista frí-lèns che è a conoscenza delle cose….

        come diceva Totó….ma mi faccia il piacere!

      • matteocazzulani said, on February 23, 2013 at 10:29

        Se è per questo anche i patioti italiano hanno sostenuto l’autodeterminazione dei popoli, ma, così come i polacchi, hanno smesso di farlo dopo la seconda guerra mondiale. O almeno così credevo, dato che Lei mi dimostra che c’è chi ancora cova questi sentimenti in Italia -legittimamente, pr carità.

        La invito però almeno a non scadere nell’insulto, e a mantenere la conversazione su un piano civile come il Dott. Alfredo, che ringrazio per la pacata risposta. Se lei ritiene che le migliaia di giovani italiani che lasciano all’anno l’Italia per cercare lavoro e costruirsi un futuro all’estero siano dei disadattati, allora sono io che, rispettosamente, consiglio a Lei di riflettere un poco sulla condizione di questo Paese.

        Le suggerirei anche di parlare con certi emigrati italiani all’estero: gente che, pur vivendo in un altro Paese, mantiene uno stretto legame con la terra natia al limite del nostalgico teatrale -e Le assicuro che è molto bello sentirlo!

        Per caso Lei è mai stato fuori dal Salento?

      • matteocazzulani said, on February 23, 2013 at 10:36

        Gentile Dott. Sten,

        Sulla critica al sodalizio tra Berlusconi e Putin totale accordo: si sarà accorto che con me sfonda una porta non aperta, apertissima.
        Sull’autodeterminazione dei popoli La rimando a quanto ho risposto ad un suo conterraneo qualche commento fa.

        Venendo al 75% dell’energia prodotta ed esportata dalla Puglia, mi saprebbe specificare la natura di questa energia -gas naturale, greggio, eolico- la sua quantità e, sopratutto, indicare una fonte attendibile? Mi sarebbe molto utile -sa, anche qui in Lombardia c’è chi usa il 75% un po’ troppo con leggerezza, ma sono sicuro che Lei è molto meglio informato, e serio, di chi racconta le Balle Padane.

        Sulla battaglia la tranquillizzo dicendole che non sono a libro paga di nessuno. Semmai proprio perché sono libero riesco a vedere l’interesse strategico della mia nazione, e da italiano dell’emigrazione comprendo logiche di geopolitica che forse agli italiani sfuggono.

        Siamo sull’orlo di un crollo politico non solo dovuto alla crisi economica, ma alla politica energetica della Russia di Putin, come più volte ho spiegato nei miei articoli. La TAP è solo una delle soluzione che ci permette di evitare questo scenario a mio avviso apocalitico.

        Con Rispetto

  4. RicoContro said, on February 25, 2013 at 00:18

    se un popolo non è libero di autodeterminarsi non è sovrano.Ai popoli deve essere garantita la facoltà di scegliere la forma di governance più vicina al proprio modo di intendere il rapporto con lo Stato/Nazione e deve essere ASSICURATA la SALVAGUARDIA da INGERENZE che LIMITINO la loro LIBERTÁ e il loro SVILUPPO ECONOMICO, SOCIALE e CULTURALE. Sulla base di ció sono ke sue parole a pesare come OFFESE VERSO I SALENTINI I QUALI STANDO ALLE SUE PERSONALISSIME CONVINZIONI, DOVREBBERO TACERE MUTI E RASSEGNATI VEDENDOSI SCIPPARE BENI E RISORSE NEL NOME DELLA CAUSA ANTI-PUTIN.PRECISO CHE CON DISADATTATO NON MI RIFERIVO A MIGLIAIA DI ITALIANI,MA AD UNO IN PARTICOLARE…
    ps. le sto scrivendo da Bogotá (COL).

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