LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: LA GERMANIA CERCA LA MEDIAZIONE INTERNA SULLO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 12, 2013

Il Governo tedesco propone un compromesso sull’oro blu non convenzionale tra le due Camere del Parlamento Federale. La maggioranza di crisitiano-democratici e liberali alla Camera Bassa è favorevole allo sfruttamento dello shale, mentre l’opposizione di socialdemocratici, sinistra e verdi, che controlla il Bundesrat, è contraria all’oro blu non convenzionale. 

La presenza dello Shale in Europa e il parere espresso dai Governi UE. FONTE THE ECONOMIST

La presenza dello Shale in Europa e il parere espresso dai Governi UE. FONTE THE ECONOMIST

Sullo shale la Germania vuole una decisione in breve tempo, anche con misure restrittive. Nella giornata di lunedì, 11 Febbraio, il Ministro dell’Ambiente tedesco, Peter Altmaier, ha dichiarato di volere limitare le operazioni di ricerca e sfruttamento del gas shale, senza però vietarne la possibile estrazione.

Nello specifico, il Ministro Altmaier ha preventivato l’obbligo di attuare ricerche di gas non convenzionale solo in luoghi certificati come sicuri da una precedente indagine ambientale, ed ha aggiunto la necessità di vietare le operazioni nei pressi di siti ad alto pericolo di dissesto idrogeologico.

La posizione del Governo tedesco è una mediazione volta al superamento di uno scoglio istituzionale rappresentato dal precario equilibrio delle forze in Parlamento.

La maggioranza, composta dai cristiano-democratici della CDU-CSU e dai liberali della FDP, controlla la Camera Bassa, mentre il blocco di opposizione, formato dai socialdemocratici della SPD, dalla Sinistra e dai Verdi, possiede la maggioranza al Bundesrat.

Se da un lato la coalizione di Governo sostiene la posizione del Cancelliere Angela Merkel in sostegno all’avvio delle operazioni di sfruttamento dello shale in Germania, la minoranza rosso-verde ha approvato al Bundesrat una mozione per istituire un veto nazionale sull’estrazione di gas non convenzionale.

A rendere ancor più complicata la partita sullo shale è la Costituzione Federale tedesca, che lascia ai singoli Stati la decisione finale in materia, e rende de facto meno incisiva l’azione legislativa del Governo Nazionale.

Con la posizione di mediazione, la Germania si colloca tra i Paesi UE favorevoli allo sfruttamento dello shale: gas ubicato in rocce porose poste a bassa profondità sfruttabile mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica.

In particolare, la posizione del Governo tedesco ricalca quella presa dall’Austria, dove lo sfruttamento dello shale è stato permesso con regole restrittive.

In Unione Europea, sì incondizionate allo shale è stato dato da Polonia, Gran Bretagna, Lituania, Romania, Danimarca, Portogallo, Spagna, Slovacchia, Svezia, Estonia, Grecia e Belgio. Categoricamente contrarie si sono dichiarate invece Francia e Bulgaria.

Una misura per l’indipendenza energetica UE

Il potenziale dello shale è stato dimostrato dagli Stati Uniti d’America, che grazie all’avvio dello sfruttamento di gas non convenzionale ha implementato esponenzialmente le esportazioni di oro blu, diventando il primo fornitore di carburante per Corea del Sud, India, Singapore e Indonesia.

Con l’estrazione dello shale, l’Europa ha la possibilità di diminuire la dipendenza dalle forniture di Russia e Algeria, da cui l’UE importa circa l’80% del fabbisogno continentale di oro blu.

Matteo Cazzulani

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