LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: GAZPROM PUNTA SULLO SHTOKMAN PER AUMENTARE L’EGEMONIA SULL’UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 10, 2013

Il monopolista statale russo pianifica l’inizio dello sfruttamento del più grande giacimento di oro blu al mondo. La compagnia francese Total l’unica partner del progetto dopo la dipartita del colosso norvegese Statoil

600 miliardi di metri cubi di gas dal giacimento più importante del pianeta a partire dal 2030. Nella giornata di venerdì,7 Febbraio, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha dichiarato ai suoi investitori l’avvio dello sfruttamento del giacimento Shtokman, ubicato nell’Oceano Artico, a partire dal 2030.

Partner di Gazprom nello sfruttamento dello Shtokman sarà la compagnia francese Total, che ha preparato assieme al monopolista statale russo un piano per l’estrazione di gas dall’importante giacimento.

A venire meno nella partnership del progetto è però il colosso norvegese Statoil, che nel Dicembre 2012 ha abbandonato lo sfruttamento dello Shtokman a causa dell’assenza di una deadline precisa.

In origine, lo Shtokman doveva essere sfruttato per rifornire di gas liquefatto il mercato degli Stati Uniti. Tuttavia, l’avvio dello sfruttamento di gas shale in territorio statunitense, che ha reso Washington uno dei principali esportatori di gas al mondo, ha escluso gli USA tra i destinatari dell’oro blu artico.

A rischio l’UE

Come riportato da Gazeta Wyborcza, l’estrazione di gas dallo Shtokman interessa sopratutto il mercato dell’UE.

Il gas dello Shtokman finirà infatti in Germania attraverso il Nordstream: gasdotto realizzato dalla Russia sul fondale del Mar Baltico per rifornire di oro blu direttamente il territorio tedesco, bypassando Paesi UE come Polonia e Stati Baltici.

L’afflusso del gas dello Shtokman nel Nordstream permette inoltre l’ampliamento della portata del gasdotto, e il suo prolungamento in Inghilterra: un progetto su cui la Gran Bretagna ha espresso un forte assenso.

Lo sfruttamento dello Shtokman rappresenta un rischio geopolitico per l’Unione Europea, destinata a dipendere in misura sempre maggiore dalle forniture di oro blu di Mosca.

Oltre all’ampliamento del Nordstream, l’Europa deve fare i conti anche con il Southstream: gasdotto progettato dal Cremlino per rifornire di ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno il mercato UE.

Concepito dal territorio russo al terminale austriaco di Baumgarten attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia, il Southstream blocca il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettato dalla Commissione Europea per importare gas dall’Azerbaijan per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia.

Matteo Cazzulani

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