LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GREGGIO: LA POLONIA CON LA RUSSIA CAMBIA STRATEGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 3, 2013

La compagnia polacca Orlen firma un accordo triennale per l’importazione di 6 Milioni di tonnellate di greggio dal monopolista statale russo Rosneft per evitare l’isolamento energetico. Messo a serio repentaglio il prolungamento dell’Oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica: progetto dell’Unione Europea per diminuire la dipendenza del Vecchio Continente dalle forniture di Mosca. 

Il Primo Ministro polacco, Donald Tusk

Il Primo Ministro polacco, Donald Tusk

Un cambio di strategia radicale che lascia presagire un nuovo atteggiamento della Polonia nella politica energetica. Nella giornata di venerdì, Primo di Febbraio, la compagnia polacca Orlen ha firmato un contratto triennale con il monopolista statale russo Rosneft per l’acquisto di 6 milioni di tonnellate di greggio riservato alla raffineria di Plock, la più importante della Polonia.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, la Orlen finora ha stretto accordi per le forniture di greggio proveniente dalla Russia con enti intermediari come la Souz Petroleum – registrata in Svizzera – a cui la compagnia polacca è legata fino al 2014.

Al momento della firma del contratto, avvenuta ad Amburgo assieme al Capo di Rosneft, Igor Sechin, il Capo della Orlen, Jacek Krawiec, ha dichiarato la volontà per la compagnia polacca di firmare d’ora in poi accordi per l’importazione di greggio direttamente dal produttore, senza più dipendere da intermediari.

Krawiec non ha chiarito se il contratto con la Rosneft consente alla Orlen di risparmiare risorse, ma la decisione della compagnia polacca ha una ragione meramente tattica.

Impegnando la Rosneft – ente controllato dal Cremlino – a rifornire di greggio la Polonia, la Orlen ha scongiurato l’isolamento energetico dell’Europa Centrale da parte della Russia.

Con l’apertura dell’oleodotto BTS-2, Mosca ha reso possibile il trasporto di greggio dal centro del Paese fino al terminale di Ust-Luga, da dove, secondo i progetti del Cremlino, l’oro nero sarebbe poi stato spedito via nave in Germania e Francia.

Il piano della Russia avrebbe permesso a Mosca la sospensione dell’invio di greggio attraverso l’oleodotto Druzhba, che rifornisce di oro nero Germania e Francia attraverso Polonia e Bielorussia e che, secondo il contratto firmato tra la Orlen e la Rosneft, resta l’unica magistrale per l’invio alle raffinerie polacche di oro nero russo.

D’altro canto, il contratto firmato tra la Orlen e la Rosneft ha messo in forse il prolungamento dell’Oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica: progetto sostenuto dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di greggio di Russia ed Algeria, trasportando l’oro nero direttamente dai giacimenti di Azerbaijan e Turkmenistan.

Il prolungamento dell’Oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica è stato rafforzato nel 2004 con la creazione del consorzio Sarmatia, compartecipato da Polonia, Ucraina, Lituania, Azerbaijan, Georgia e Turkmenistan. Tuttavia, la decisione dell’allora Primo Ministro ucraino – oggi Presidente – Viktor Yanukovych di sfruttare la conduttura per trasportare greggio russo da nord verso sud nel medesimo anno ha congelato il progetto.

Altri intoppi alla realizzazione del prolungamento dell’Odessa-Brody sono stati l’aggressione militare della Russia alla Georgia nell’Agosto 2008, e, nel 2010, la decisione del Presidente ucraino Yanukovych di avvalersi dell’Odessa-Brody per rifornire la Bielorussia di greggio venezuelano.

Di recente, il progetto ha però ripreso vigore, complice la necessità della stessa Ucraina di diversificare le forniture energetiche per limitare la quasi totale dipendenza di Kyiv dalle forniture di Mosca.

Gli intrighi russi hanno motivato la scelta della Orlen

L’accordo tra la Orlen e la Rosneft rappresenta un cambio di strategia della Polonia nei confronti della Russia anche per quanto riguarda il piano politico ed economico. La Rosneft è infatti controllata direttamente dal Presidente russo, Vladimir Putin, mentre la Souz Petrolum – con cui finora Varsavia è stata legata – è di proprietà di un oligarca vicino al Premier, Dmitriy Medvedev.

La scelta della Orlen di puntare su un accordo diretto col Cremlino, anziché prolungare i legami con gli enti intermediari, è stata favorita dalla recente guerra intestina avvenuta tra l’entourage di Putin e il gruppo di oligarchi vicini al Premier Medvedev per il controllo della TNK-BP: la terza compagnia energetica della Russia che, alla fine, è finita nelle mani della Rosneft.

Con l’acquisto della TNK-BP, la Rosneft è diventata la prima oli company al Mondo, e, di conseguenza, ha rafforzato di molto il suo perso contrattuale nei confronti degli enti intermediari e delle compagnie che, come la Orlen, dipendono dal greggio russo per il funzionamento delle loro raffinerie.

Matteo Cazzulani

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